La costa da salvare

La costa da salvare

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martedì 19 febbraio 2019

LA CILIEGINA






Mentre già tutti si preparano ai festeggiamenti per l'inaugurazione, prossima ventura, del nuovo, si fa per dire, porto turistico. proprio oggi, alla vigilia dunque di quei festeggiamenti, il Borgomastro ci regala l'ultimo, si spera, regalino che la costruzione infinita del porto porta in dote. All'albo informatico del Palazzo è infatti comparsa una nuova delibera del Governo cittadino che, unanimamente, appprova l'ultima, si spera almeno, variante del progetto portuale. Con questa delibera, del progetto andato in gara, non è rimasto più nulla. Per chi avesse perso il conto, proviamo a fare un riassuntino generale. Dunque: chiuso il primo progetto, fallito, e il primo appalto, semifallito, con una spesa che se non ricordo male è stata di circa un milione e 250 mila euro, nel corso del 2008 si affronta il secondo progetto che, con l'esito di gara di appalto, sarebbe costato in tutto: euro tre milioni e 874 mila. Invece viene a costare subito un po' di più: 4 milioni e 464 mila euro. Questo è infatti il conto che l'impresa vincitrice presenta per fare l'opera, diversamente, dice, crollerebbe. Mica male dunque quel secondo progetto, quello perfetto, quello suggerito dal Professor Lamagna e a cui ci avevano lavorato professionalità interne ed esterne. Un disastro annunciato cui bisogna mettere mano, cioé meglio: mettere le mani al portafoglio. E così è stato, si cambia , totalmente, la suluzione strutturale. Bisogna però darci un altro colpetto e questo arriva nel 2015, con un'altra variantina che lievita il costo a 4 milioni e 995 mila euro. Mi pare di ricordare che la ragioni fossero nei maggiori dragaggi. Una pagina ignobile e vergognosa che da sola meriterebbe uin'indagine, forse penale. Va beh, ma non passeranno altri tre mesi che arriva una nuova variantina. Questa volta è minima, una lite con l'impresa che si concilia pagando qualche soldo e così il conto passa la boa dei 5 milioni e arriva a 5 milioni e e 028 mila euro. Sta volta sembrava proprio finita, ma chi ha seguito la vicenda come il cronista che vi scrive, sapeva ben che alla fine sarebbe arrivata una sorpresa. E' arrivata oggi; un po' di ritardo: bisognava far digerire la botta, ma non si poteva più aspettare. Unn po' di coraggio e il governo ce l'ha fatta un'altra volta. E' l'ultima ? variante, la numero 4 e il botto è forte, così forte che sposta l'asta del costo a 5 milioni e 745 mila euro. Del progetto andato in gara e approvato nel 2008, quello del 2000 era già stato buttato via tutto e pagato. con questa variante non rimane più nulla: diminuiscono i lavori fatti in opera, salgono quelli prefabbricati e , miracolosamente, i costi continuano a salire. Dunque siamo arrivati a quota circa 6 milioni e 995 mila euro. Mica male, si capisce perchè alla fine si farà una bella festa.                       

venerdì 15 febbraio 2019

NAUFRAGIO







L'ennesimo capitolo di un'altra famosa telenovela non poteva poi mancare. E infatti puntuale forse non, ma atteso forse sì, eccolo qui. Non sbarca la tassa sullo sbarco e poco poi ci scappa che si debba anche imbarcare la tassa già sbarcata. E' dunque arrivata la sentenza pure attesa, che ribaltando il verdetto di una volta, azzera tutta quanta la tassa sullo sbarco. La Perla, un'altra volta, è colta dai giudici in difetto e condannata a estinguere l'imposta pari al dazio. Motivo preminente è quello che sta tassa confligge con quella di soggiorno. Ci avevan provato a fare i furbi,dicendo che l'imposta sul soggiorno era esentata per circa quattro gatti che soggiornano sull'acqua, ma al giudice sta cosa non è andata, dicendo che no, no: di imposta se ne applica una sola. Se dunque si sceglie l'imposta di soggiorno, impossibile è applicare poi lo sbarco. Sul punto poi se dunque sia possibile applicare l'una e l'altra, nel caso si esentasse dallo sbarco l'intera platea di coloro che versano alla Perla già il soggiorno, sul punto dicevamo, la cosa è meno chiara e il giudice non sembra ancora esprimersi in tutta sua certezza, ma di certo dunque sta che quello che hann fatto i governi che hanno retto il Palazzo, non sta in piedi. Ricordo che una volta, incontrando il Borgomastro che era reduce da un viaggio al Ministero sul tema dello sbarco, mi disse che ora tutto era ormai ok . Gli chiesi se era certo di avere bene inteso e se, per caso, avesse già a sue mani qualcosa pure scritto. Mi prese per un matto. Adesso vedremo un'altra ennesima puntata: mi immagino la Perla che impugna sta sentenza di fronte ai giudici di appello.Il tempo di tre/quattr anni e, forse, ci sarà poi la sentenza; intanto chi ha pagato ormai ha pagato e per soli qualche euro impossibile ottenere alcun ristorno. Di certo di sto sbarco, per ora e qualche anno, si chiude il capitolo di entrata.

mercoledì 13 febbraio 2019

DIMENTICARE IL PASSATO

 





Ormai ci siamo, o meglio ci sono. Ancora qualche finitura e l'opera del secolo nuovo, iniziata nel secolo vecchio sarà pronta per essere "inaugurata". Non è neppure il caso che venga precisato di cosa si tratti; la sua costruzione è durata tanto o quasi era durata l'era fascista, cioé il ben noto ventennio. Un record ? Una volta sì, sicuramente sì; non ci sarebbe stato dubbio alcuno: l'autostrada del sole l'hanno costruita in quattro anni, il teatro la Scala in 24 mesi. Roba d'altri tempi, ora l'alibi c'è: le opere in Italia iniziono e non finiscono mai e quindi siamo, o meglio sono perfettamente in linea, anzi, avrebbero potuto tirare avanti ancora un po' di tempo e sarebbe stata perfetta. Purtroppo non è stato così e ci tocca, o meglio gli tocca inaugurala. Ecco quello della inaugurazione è un evento sul quale bisognerebbe discutere; ossia aprire un forum per conoscere se sia giusto o meno che a quest'opera venga tributato l'onore della inaugurazione. Già abbiamo sentito il parere del Borgomastro che, seppur virtualente, ci ha raccontato che non vede l'ora di brindare e, sotto questo punto di vista, non c'é modo migliore di dimenticare il passato e di mettere tutto a tacere, considerato infatti che di cose da tacere ce ne sarebbero molte. Probabilmente andrà a finire così: una festa popolare con magari anche un qualche cimento semi invernale. Una festa di popolo per il popolo; una roba che grazie proprio alla sua lunga attesa, renderà la festa ancora migliore. Importante è dimenticare il passato, manco farne un cenno, ignorarlo. Che altro infatti dobbiamo aspettarci; chi inaugurerà l'opera è chi è stato la causa oggettiva di tante disgrazie e certo non sarà quello che oggi verrà a ricordarcelo. Bene, così vanno le cose: dimentichiamoci il passato e per un giorno almeno festeggiamo.

domenica 10 febbraio 2019

RINVIO







Un'altro rinvio dunque; dopo oltre due lustri, i governi multicolori che si sono avvicendati e che hanno avuto nelle loro mani la questione "Alberghiera" debbono ancora approfondire. Più che approfondire ci sarebbe da sprofondare visto che, a distanza di tanti anni dall'inizio della vicenda, candidamente, attraverso un comunicato tripartisan, annunciano al popolo che non possiedono ancora tutti gli elementi tecnici necessari ad una decisione consapevole. Ci pare di capire che uno degli elementi di più difficile determinazione sia il calcolo della distanza che separa i Campetti dal punto di accesso più vicino. Essa varia dagli 89 metri dichiarati dal Borgomastro agli 800 metri ricordati dall'ex Assessore Provinciale Blardone. Di mezzo a questi due estremi ci stanno, naturalmemte tutte le altre misure. Non stupiamoci; anche il Governo centrale conosce di queste differenze dove un vice primo ministro misura la larghezza della TAV e ne vengono fuori 5 metri, mentre un altro, sempre vice primo ministro la misura in lunghezza e ne vengono fuori 7 km e 1/2. Manca il terzo vice primo ministro che l'avrebbe misurata in altezza. Dunque, digressione a parte, siamo ancora al punto di avvio e se questo è, quello di arrivo temiamo sarà ancora molto lontanto; di quanto ? Qui la risposta è difficilissima, trattandosi di misurare il tempo e non solo lo spazio. Per ora dobbiamo accontentarci del generoso comunicato che nel non dirci nulla di quanto abbiamo mai discusso, per non decidere rinvia. Per ora non c'é molto altro da dire. Vedremo.

giovedì 7 febbraio 2019

I SEGRETI DI STATO

 






Già colpito, tempo fa, direttamente nella facoltà di scrittura per giorni 7 dal nostro Cronista supponendomi colpevole di spargere, come un monatto d'altri tempi, pericolose dicerie senza fondamento, seppur lo ripeto colpito quasi a morte, ma inopinatamente resuscitato, mi ero messo alla ricerca del documento misterioso oggetto del delitto. Ho quindi intraperso un lungo e difficile cammino all'interno della burocrazia di Palazzo e, appellandomi ai diritti, che pure esistono almeno sulla carta, ho fatto istanze, reiterate istanze, colloqui, richieste orali e scritte, implorazioni, ricordato sanzioni, invocato clemenza, espiato pene, consumato carta, salito le scale e ridiscese 28 volte. Pareva fatta. Otto mesi passati a perorare sembravano passati non invano; inaspettatamente si apriva una luce in fondo ad un tunnel e dopo le ultime due settiame di attesa arriva il messaggio tanto atteso: " Ti neghiamo l'accesso". La prima cosa che verrebbe in mente di pensare è che avrebbero potuto dirmelo prima, anzi subito, non dopo otto mesi. La seconda cosa che, invece, viene in mente, dopo aver letto un po' le motivazioni, è che le ragioni del negato accesso non stanno proprio in quelle motivazioni pseudogiuriche, ma devono stare altrove. Dove però non si sa, il mistero continua, anzi si infittisce, la soluzione del giallo si allontana anziché avvicinarsi e questo piuttosto che farci desisistere dal cercare, ci induce a continuare nelle ricerche. Insomma il Palazzo non si smentisce, ma si conferma luogo per eccellenza del mistero. Durante tutto questo tempo impiegato a cercare, una cosa però l'ho capita. Quello che ho cercato, con tutta probabilità, il Palazzo non l'ha. Lo dovrebbe avere , ma non l'ha. Però neppure può rispondere di non conoscerlo o di non averlo perché forse pensa che sarebbero guai e così escogita la soluzione migliore: negare l'accesso. Poteva farlo ? No, non avrebbe potuto, ma intanto lo fa confidando che poi gli strumenti in mamo al cittadino sono pochi o nulli . Che succederà adesso. Quello che al cittadino comune viene negato in nome di una legge che non c'é, non può essere negato ad un qualche eletto del popolo e quindi siccome più eletti leggono questa pagina, magari qualcuno ci proverà dove io ho fallito.Vi allego il post che sentenzia il diniego.


lunedì 4 febbraio 2019

SOAP OPERA: L'ASSEMBLEA





Ore 12 di oggi, si tengono gli stati generali riguardo l'Alberghiera. Nell'aula del Palangressi, gremita in ogni dove, ci stanno gli alunni che manco la vedranno la scuola del futuro; ci stanno i capi dei governi che si sono avvincendati negli ultimi tre lustri; ci sta, combattivo come sempre, il massimo esponente del gruppo dei docenti, il noto Fava; ci mancano del tutto i decisori che debbono chiarire ed illustrare il prossimo capitolo di questa lunga storia senza fine. I giovani son tanti, son tutti ben vestiti ed educati, sul palco ci stanno allineati i leaders studenteschi, accanto a almeno tre di quelli che son stati a capo, in questi anni, dell'Ente Provinciale decidente. Arriva pure Canio, arriva un po' in ritardo, è un modo come un altro per essere applaudito lui da solo. Ci stanno pure Sindaci anche in carica: son quelli di Baveno e Gravellona, c'é pure Gusmaroli: la voce del governo nella sala. Assenti tutti quanti i nostri governi ultimi eletti. Il nostro Borgomastro ha sì concesso lui la sala, ma quanto a venire mica è matto. Neppure si intravvedon, tra i presenti, qualcuno degli eletti nel Consiglio e anco il Professore rifugge dalla sala che dovrebbe essere il luogo più ideale per tener qualche sermone. Scusata la Provincia ultima eletta, rimangono a discutere e parlare tutti quanti coloro che hanno fatto e anche disfatto, ma che oggi non contano più niente. In fila si ascolta: Ravaioli, Presidente di Provincia nell'anno, ormai lontano, del 2 mila zero 6 che mise, ner su bianco, l'accordo per la scuola su ai campetti. Poi segue il buon Massimo Nobili che ricorda come mai lui disfò quell'accordo e firmò l'accordo del Forlano. Interviene pure Canio che firmò gli accordi tutti quanti e che adesso ci racconta che l'accordo che va bene è quello che Bottini ora ha disfatto. Interviene pure Costa che ricorda gli incidenti di percorso capitati all'accordo a lui lasciato dal buon Massimo Nobili. Ma interviene il noto Fava che ricorda che la storia è più lunga di quella che la cronaca racconta, perché invece era iniziata da ben 32 anni già compiuti. Non risparmia qualche stralo proprio a Canio senza manco nominarlo, ma ricorda che se sangue fu versato non è certo quello perso dagli uomini al governo, ma da Hospes che, via via, si è spogliata di ogni bene, ingannata da promesse ed illusioni come fu per il caso dell'immobile del cinema. E' uno scroscio, é l'applauso che i suoi alunni gli tributano; ora è certo che sto Fava è un combattente che è difficile liquidare con due balle. Quel che emerge tuttavia è che ai Campetti questa scuola da un po' tutti sti presenti vien bocciata. Quanto costa questa strada ? Non si sa. Il progetto, quello vecchio, è da cambiare. E' possibile ottenere il consenso che manca ? Non si sa. La logistica è risolta o è un problema pure quella ? E' un problema e lo si sa. Se di soldi per la strada, or si dice, il Governo cittadino è disponbile, perchè mai per il campo non li caccia ? Non si sa. Questa in sintesi la cronaca degli stati generali a mezzo giorno. Ora spetta a due governi che si incontrano il giorno otto, di tirar le conclusioni e di usare un po' la testa e la ragione. Vedremo.

domenica 3 febbraio 2019

SOAP OPERA






Si riaccendono i motori intorno alla soap opera nostrana denominata: L'Alberghiera. Dopo la relativa pausa di fine e inizio anno, ora sembra che si rimetta in azione la poderosa macchina da guerra, incapace aihnoi di produrre in tutti questi anni niente di buono se non disastri. L'Istituto Alberghiero è stato in questi ultimi giorni luogo di passaggi di, più o meno, auto revoli personaggi che, ignorando il Comune, così almeno sembra, hanno preferito interlocuire con la rappresentanza scolastica forse, non a torto, individuata come soggetto più attendibile in tutta quanta questa assurda vicenda. Dapprina è stata la volta del Ministro 5 stelle del governo in carica, con delega ai beni culturali, d'altra parte non abita molto lontano dalla cittadella; poi è stata la volta della Assessore delegata alla istruzione della Regione. Tutti a elogiare le scuola e, più o meno implicitamente, biasimare gli enti, decisori locali.
A tutti, evidentemente, la storia pare assurda e incredibile, tanto che vengono di persona a constatarlo, non credendo se glielo raccontano. Qual poi sia l'esito di queste visite, questo è un altro paio di maniche; non ce ne facciamo molte illusioni o aspettative, non devono decidere loro. Domani nuovo round: alle ore 12 appuntamento al Palacongressi, così almeno serve a qualche cosa, dove la scuola terrà i suoi stati generali sempre sul tema. Invitati tutti naturalmente; presenti vedremo, probabilmente quelli che non devono decidere ci saranno, mentre quelli che devono decidere si asterranno dal partecipare. Vedremo comunque e registreremo presenti e assenti. Intanto mentre si attende la celebrazione degli stati generali, quasi a mettere le mani avanti il Palazzo di governo fa uscire dalle sue spesse mura, la notizia che il giorno otto di questo mese si terrà la riunione decisoria sulla questione. Buona notizia dunque ? Non sappiamo, ma dubitiamo che anche se venisse confermata la sventurata scelta dei Campetti, questa potrebbe significare non tanto la fine dei problemi, ma l'inizio di un ancor lungo e difficile percorso.

venerdì 25 gennaio 2019

TUTTO OK- SECONDA PARTE






Continuiamo oggi la nostra intervista, totalmente inventata, con il Borgomastro. Lo avevamo lasciato alle prese con la questione della Palazzola, riprendiamo il colloquio sui temi di interesse generale, insomma quelli che all'intervitatore interessano di più. Buon divertimento.

Domanda: Intanto grazie ancora per la disponibilità che hai dato a continuare il colloquio che avevamo inziato. Devo dire che, a differenza del tuo precedessore, hai un approccio un po' più democratico in Consiglio; sarà una questione di carattere, pessimo quello di Canio, ma anche questo conta. Comunque riprendiamo dove ci eravamo fermati. Vorrei chiederti qualche cosa sul nuovo supermercato. Credo che prima di Pasqua potrà anche essere pronto; sei soddisfatto ?
Risposta: Certamente; abbiamo risolto, dopo tanti anni una situazione incresciosa per una cittadina turistica dalla fama di Stresa, come non potrei non essere soddisfatto, sono più che soddisfatto.
Domanda; Bene, ma come sai io sono l'avvocato del diavolo e devo dirti che al tuo posto non sarei così soddisfatto. Vero che lo sconcio finisce, vedremo cosa verrà al suo posto, ma è anche vero che un'area che da decenni, te lo ripeto, da decenni, veniva indicata come l'unica adatta, capace e forse sufficente per risolvere il problema dei parcheggi è stata sacrificata per uan soluzione commerciale, dove le esigenze pubbliche sono soddisfatte in misura davvero minima. Quando dico minima, dico che al di sotto la legge non avrebbe consentito di andare, mentre invece, sempre la legge avrebbe consentito di andare oltre. I 65 posti auto non ti sembrano un pochino, cioè quasi niente ?
Risposta: Anche a me sarebbe piaciuto, ma bisogna essere qui per provare. Se quelli non erano disposti che cosa dovevo fare: lasciarli andare via ? Ci saremmo tenuti quello sconcio ancora per anni.
Domanda: Scusa: per la cifra a cui è stato notoriamente venduto, se lo poteva comprare il Comune o comunque avrebbe potuto negoziare una convenzione un po' più decente. Guarda che se si perdono le occasioni, poi è finita.
Risposta: Finita appunto, se ne sarebbetro andati te l'ho già detto e noi ...?
Domanda: Ma va là che non se ne sarebbero andati; hanno fatto la mossa e voi ci siete cascati. Quando viene il momento di farsi rispettare dimostrate di essere pavidi. Forti con deboli e deboli coi forti, come Canio.
Risposta: E allora dovevi provarci tu se non credi. Io quello che ho potuto ho fatto e sono soddisfatto.
Domanda: Beato tu, ma il guaio, fatto passare per un successo, ormai è fatto. Passo dunque ad altro, te la senti di rispondermi sul porto ?
Risposta: Fai in fretta, su fammi questa domanda.
Domanda: Si parla del 4 aprile come data di prossima inaugurazione , comfermi?
Risposta: Non confermo, ma è possibile, vedremo, se sarà finito per quella data è molto probabile.
Domanda: Senti, tu c'eri anche 19 o 20 anni fa quando era stato dato l'incarico per la progettazione del porto, anzi sei uno dei soggetti che ha deciso una scelta che poi si è rivelata sventurata, una sorta di madre di tutte le successive sventure e guarda che parlare di sventure è molto benevolo. Alla luce di tutto quello che appunto poi è successo, e non sto qui a ricordartelo, non hai un qualche disagio a tagliare il nastro ?
Risposta:Non posso negare che c'ero, ma bisogna distinguere tra le responsabilità degli amministratori, intendo i governati, e le responsabilità tecniche. Se i tecnici non sanno fare i tecnici io cosa ne posso. Io sto a quello che ci raccontano, alle carte che ci presentano, mica posso mettermi al loro posto.
Domanda: Quindi non ci sono rimorsi ?
Risposta: Rimorsi... ? Ma credi che io sia contento per come sono andate le cose ? Anche a me sarebbe piaciuto che il porto fosse stato costruito in un paio d'anni e fosse costato la metà, ma non è andata così.
Domanda: Proprio perchè non è andata proprio bene e non è che puoi sempre tirare fuori la storia dei tecnici, mi sarebbe parso meglio evitare inaugurazioni, proprio da te che ne sei stato coinvolto direttamente, con una qualche interruzzione, per 4 lustri. Sai una questione di decenza...
Risposta: Decenza o indecenza, pensala come vuoi, ma adesso siamo arrivati in fondo e vorresti che mi rovinassi anche le festa. Proprio perchè ho aspettato tanto e tu dici troppo, adesso festeggio. Capito.
Domanda: Ho capito benissimo e non ne avevo il minimo dubbio. Passo ad altro. E' un tema minore, ma che mi sta un po' qui. Da molti mesi ho aperto presso gli uffici una richiesta di accesso, ne ho tutto il diritto, per poter consultare o avere copia della offerta tecnica presentata, in sede di gara, dall'attuale concessionario dell'impianto funiviario. Nel contratto che il Comune ha sottoscritto si fa esplicita menzione di tale offerta , ma si dice , con espressione notarile, che benché esista non la si allaga materialmente al contratto. La verità è che agli atti del Comune tale offerta non è depositata e quindi non ne ha conoscenza. Ti pare una cosa giusta o c'è qualche cosa che non va in questa faccenda ?
Risposta: Senti io non so niente di questa cosa. Io non firmo i contratti del Comune, sono cose burocratiche, se ti dicono che quelle carte non ci sono, non ci sono. E' la Scral che ha fatto la gara, vai lì e senti che cosa ti rispondono.
Domanda: Ascolta: non puoi rispondermi in questo modo, sei a capo di un ente che versa quasi 150 mila euro l'anno al concessionario e mi vieni a dire che non sai quali sono tutti gli obblighi che quel concessionario ha verso questo Ente ?
Risposta: Se non lo so, non lo so, non mi fare dire quello che non so. Comunque vedremo, ti prometto che mi darò da fare anch'io.
Domanda: Bene, ti ringrazio, spero di non dover aspettare altri otto mesi. Comunque, stiamo in tema, hai qualche novità sulla questione della ex stazione Stresa /Mottarone, sai la questione della proprietà effettiva dell'immobile ?
Risposa: Ci stiamo lavorando.
Bene, allora ti lascio lavorare. Ti saluto e alla prossima.

domenica 20 gennaio 2019

TUTTO OK





Tutto a posto, tutto ok dunque. A leggere la cronaca di questi giorni, il nostro Borgomastro avrebbe risolto tutto o quasi. Ieri le notizie sulla Palazzola, oggi sull'Alberghiera, ma non c'è quasi giorno che notizie di successi non si susseguono con un ritmo incalzante che quasi non riusciamo a stargli dietro. L'occasione sarebbe dunque buona per intervistare direttamente l'inquilino di turno del Palazzo e sentire dalla sua viva voce che cosa ci racconta. Non essendo ciò per ora possibile ce la inventiamo di sana pianta, sicuri però che se fosse vera non sarebbe molto diversa. Buon divertimento.

Domanda:Allora, caro Borgomastro, mi pare che le cose si mettano bene, da dove vuoi incominciare?
Risposta: Incomuncia pure da dove vuoi, io sono pronto.
Domanda: Bene, allora incominciamo dalla fine: l'Alberghiera. Dopo tanto girovagare, a distanza di tanti anni, ci troviamo al punto di partenza, ai Campetti. Ma allora non si poteva pensarci prima ?
Risposta: Sì, hai ragione, ma io non ho torto. Io non sono mai stato favorevole alla soluzione Forlano, poi le cose sono ancora cambiate e a noi é toccato indicare una nuova soluzione.
Domanda: E allora avete indicato la vecchia soluzione, altro che nuova.
Risposta: Chiamala come vuoi, io non rispondo né del passato, né di quello che ha fatto la Provincia, adesso ho rimesso sul tavolo una soluzione. Per me è buona quindi...
Domanda: Va bene, lasciamo stare il passato che ti turba tanto, ma la soluzione indicata è tutta ok o no. Ad esempio il vecchio progetto va ancora bene ? Ha l'autorizzazione di paesaggio? E' compatibile con le classi di rischio ' E poi la questione della strada ? Chi chi caccia i soldi ?
Risposta: A noi spetta indicare una scelta, poi il resto spetta alla Provincia. Quanto alla strada vedremo, bisogna rinegoziare l'accordo con la Provincia e lì metteremo in chiaro le cose.
Domanda: Mi pare che sfuggi sul punto. Sai, dopo tanti anni partire ancora con un passo sbagliato sarebbe deleterio... ma lasciamo stare, ti vorrei fare un' altra domanda a proposito della strada di accesso ai Campetti. Credo che potrebbe essere un nuovo elemento che si possa frapporre alla risoluzione della questione, ma non è un mistero che tu, da una data in poi, sia diventato molto favorevole a questa soluzione, abbandonandone invece un'altra che , ti do atto, era molto ragionevole, cioè quella delle scuole elementari. Ora, a pensare male si fa peccato, ma essendo destinato alla dannazione, uno più, uno meno non mi cambia molto. Allora ti chiedo; non è che dietro la strada ci sia dell'altro? Mi riferisco a spinte, pressioni, chiamale come vuoi che hanno indotto l'amministrazione a sponsorizzare una soluzione che non è il massimo, ma che potrebbe servire ad altro? Per essere ancora più preciso, non è che ci siano interessi speculativi che desiderano che si possa accedere con una strada carrozzabile al versante collinare ? Per esempio: a chi fanno capo le proprietà dei terreni che vengono dopo i Campetti ? Mi dicono sempre a poteri forti locali...
Risposta : Piantala, piantala. Non ti rispondo, sei una peste.
Domanda: Va bene, non ti arabbiare, non è il caso, ma sai il sospetto c'é, ti volevo solo dare modo di smentrlo, ma se non vuoi... a me va bene lo stesso.
Risposta: Dai, dai, passa ad altro.
Domanda: Come vuoi. Cosa preferisci, una domanda sulla Palazzola o altro ?
Risposta: Dai, fammi sta domanda sulla Palazzola.
Domanda: Leggo che hai già venduto come fatto lo scioglimento della Fondazione. Pensi che sarà un buon risultato ?
Risposta: Penso che di questa storia ne ho piene le scatole. Bisogna pur uscire da questo pasticcio. Se Reschigna non vuole cacciare soldi, allora se ne vada fuori dai piedi, Lui e la Fondazione e poi faremo da soli che forse è meglio.
Domanda: Ammettiamo che sia meglio, ma perché nel frattempo non vi siete mai dati da fare a cercare i soldi ? In fondo avete sempre avuto in mano la Presidenza della Fondazione, cioé avete avuto la possibilità di dirigere il Consiglio di Amministrazione, dettarne l'agenda, mettere anche la Regione davanti alle sue responsabilità. Non mi sembra che di questa facoltà ne abbiate fatto mai un grande uso e intanto i soldi arrivano ad altri, vedi Verbania.
Risposta: Senti, non lo so. Io da quando sono qui mi sono dato da fare, ma da parte della Regione non ho avuto aperture.
Domanda: Ma loro dicono che non avete né idee , nè progetti. Guarda che l'h detto Reschigna in persona cui avevo fatto fare la domanda.
Risposta: Di idee ne abbiamo anche troppe, ma sono i soldi che mancano.
Domanda: E' quando non ci sarà più la Fondazione i soldi pioveranno dal cielo ?
Risposta: Senti, abbiamo una qualche idea, ma non te lo dico.
Mi lasci con questa curiosità, speriamo bene. Avremo ancora modo di confrontarci. Per ora ti ringrazio e ti auguro buona fortuna, ne hai bisogno.







giovedì 17 gennaio 2019

FARE E DISFARE


 Risultati immagini per VILLA PALAZZOLA STRESA


Fare e disfare è il titolo di oggi, ma questa volta non si addice ad una delle solite encomiabili opere pubbliche che il Governo cittadino, una volta ogni qualche lustro, è solito concludere, al più molto male. Il riferimento è alla vicenda, anche lei pluridecennale denominata: "Palazzola". Lo spunto ce lo da una notizia letta proprio oggi sul bollettino ufficiale di Palazzo, ossia quell'albo informatico dove, quasi ogni giorno, passano le ultime notizie. La notizia è dunque quella che all'arcinoto professionista in materia legale, Pafundi, viene esteso un incarico che, da tempo, ha in corso. L'incarico in corso riguardava l'azione legale intentanta  già da Canio contro la Regione Piemonte, rea di aver sottratto quasi 5 milioni di euro dal portafoglio della Fondazione Palazzola. L'estensione dell'incarico, per una cifra peraltro non esagerata, un paio di mille eure più oneri fiscali,  riguarda invece un'attività assistenziale, ossia accompagnare il Palazzo verso, forse, lo scioglimento della famigerata Fondazione, nella dichiara asserzione che anche la parte avversa, la altrettanto famigerata Regione, valuterebbe benevolmente la medesima soluzione. Di mezzo ci sarebbero comunque i quasi 5 milioni di euro e il prezzo dello scioglimento sarebbe pure la cessazione del contendere in corso. E' un po' di tempo che questa storia va avanti; il Borgomastro vorrebbe rimettere le mani sulla Palazzola, speriamo per non farci la sua sede di rappresentanza, e da parte sua la Regione, liberata dell'obbligo di versare 5 milioni quasi di euro, asseconderebbe il Borgomastro in questa inziativa che, se non ben condotta rischia, naturalmentem di essere una trappola. Da qui, dobbiamo pensare la necessità di farsi assistere dal nostro legale di fiducia. Non basta quindi che il notaio Presidente della Fondazione, insediato in quel posto dal Borgomatro, da mesi e mesi cerchi di capire quanto mai possa farsi e quanto possa costare questa operazione fiscalmente non affatto gratuita, ora ci mettono anche gli avvocati. La domanda comunque viene spontanea circa i motivi di questa fregola che a tutti i costi vuole riportarsi la Villa a casa, come se quando l'avevano in casa loro ci avessero profuso qual mai attenzione e cura. Una operazione dunque che pare più di facciata, utile a riempirsi la bocca e poco altro, ma che nel  contempo non vedrebbe l'altro socio, cioé per dirla più apertamente il Vice Regionale, contrario. In fondo sarebbe un modo come un altro per togliersi l'onere di fare qualche cosa e la responsabilità di non aver fatto nulla. Insomma, tutto questo movimento sembra finalizzato più al non fare che al fare e intanto, mentre qui si litigava, a Verbania l'altro socio dirottava cospiqui finanziamenti comunitari. Evviva.