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giovedì 11 giugno 2026

CERIMONIALE

 


Così è andata anche sta volta . Il cerimoniale è stato rispettato, tutti presenti al loro posto,: fascia tricolore e giuramento, foto di rito e avvio anche di questo ennesimo mandato, più o meno il sedicesimo dal secondo dopoguerra. Che dire? Una serata sobria, senza polemiche o bisticci, senza retorica nelle parole di Gemelli, quasi in sordina. Si sà il cammino non sarà facile, meglio tenere un profilo basso, evitare di proclamare chissà quali successi prossimo ventuti, tutto un po', o forse troppo, istituzionale. Niente spettacolo; chi lo aspettava sarà uscito anche deluso, forse soltanto uno ci ha provato, prendendosi l'accenno di un applauso. Anche il programma che il Sindaco ha enunciato, non ha svelato novità. Era un programma scarso e magro e tale, per ora, sembra sia rimasto. Soltanto alla fine del sermone, il tono si è un poco alzato, indicando a dito quel Governo uscito che avrebbe lasciato solo un deserto. Sono svanite come nel nulla le accuse che durante la campagna erano sembrate rivolte a certe strutture di Palazzo. Difficile pensare che ora, per un incanto, tutto sia tornato a posto. E' probabilmente un capitolo ancora aperto. Lo si vedrà più avanti. La Giunta era saputa, nessuna sorpresa dunque dell'ultimo minuto e come si potrà governare tenendo insieme le " correnti" che hanno concorso alla vittoria con il voto, questa è la domanda che anche in aula è stata fatta, ma nessuna risposta poteva essere pretesa. Qui, in effetti sta un po' il punto, questo difficile equilibrismo tra il vecchio e il nuovo, tra quelli che sono dentro e quelli che stanno fuori ( magari in prima fila nella serata) e che, stante la natura dei soggetti non staranno certo solo a guardare. Non sappiamo se saranno un governo ombra o qualche cosa che farà ombra al governo. L'impressione è che attendano qualche cosa, che reclamino un credito, ma anche questo non tarderemo a capirlo ( e a denunciarlo). Nessun accenno alla questione morale. Ce ne dispiace, ma un accenno al sacco delle risorse pubbliche compiuto dal combinato disposto dei governi Bottini e Severino in tema di monetizzazioni, avrebbe preteso che , se non dal governo, impedito a motivo della sua composizione, almeno dalla opposizione/minoranza, venisse fatto. Aspettiamo ancora un poco per vedere se, una volta avviato il mandato, qualcuno se ne ricorderà. Qualche cosa comunque probabilmente succederà e la notifica a Nerini e soci che la Corte dei Conti ha mandato loro proprio in questi giorni, potrebbe essere solo l'inizio di uno tsunani.Vedremo.

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