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mercoledì 1 aprile 2026

GRAND HOTEL: INIZIA LA LETTURA

 

 



Postiamo i primi due capitoli del nuovo libro di Piervalle ambientato in un immaginario Grand Hotel affacciato sulle rive di una cittadina turistica di un lago come il nostro. Tutto frutto di immaginazione. Chi poi vorrà proseguire la lettura dovrà aspettare la prossima pubblicazione e diffusione.



 

Grand Hotel






Un libro di Di Piervalle


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se vogliamo combattere efficacemente la mafia,

non dobbiamo trasformarla in un mostro

né pensare che sia una piovra o un cancro.

Dobbiamo riconoscere che ci rassomiglia.


Giovanni Falcone




























Questo romanzo è opera di fantasia. I nomi, i personaggi, i luoghi e gli eventi in esso descritti sono frutto di immaginazione. Qualsiasi somiglianza con fatti, località reali o con persone esistenti o esistite è puramente casuale.



Personaggi principali:

Leandro: il capo delle famiglie

Marziano: suo figlio

Corinne: la fidanzata di Marziano

Vincenzo: un rivale di Marziano

Livio: l’amministratore delegato

Floriana: la moglie di Livio

Italo: il primo fratello di Livio

Ilario: il secondo fratello di Livio

Arianna: la moglie di Italo

Anna Rita: la moglie di Ilario

Massimo Filippi: il direttore

Colombo: il primo portiere

Matteo Camussi: il vice portiere

Rosso: il Capo chef

Combo: il medico di fiducia

Lavia: il medico legale

Rolli: l'impresario funebre

Loy: il Luogotenente dei Carabinieri

Cantore: il Vice Brigadiere

Rubbio: il Procuratore Capo

Lovasio: il Sostituto Procuratore

Angelo: il tassista

Donata: la guardarobiera


PROLOGO


È un punto strategico, lo sanno bene i carabinieri, che spesso lo presidiano anche nel cuore della notte. Da lì transita tutto il traffico autostradale da e verso la cittadina sul lago. Controllare e intercettare è dunque facile. D'inverno la zona è freddissima e le pattuglie non resistono oltre un’ora, mentre adesso la notte di settembre è mite ed è perfino piacevole per i militari svolgere il loro lavoro.

Sono da poco passate le due e i controlli nei confronti delle poche auto si esauriscono nella richiesta dei documenti e nella loro verifica attraverso il collegamento in rete. È una notte di routine: non ci sono state segnalazioni né richieste di particolari controlli, nessuna emergenza è in corso. Tra una mezzora il presidio sarà tolto e il personale rientrerà per fine turno.

In lontananza un’auto proveniente da sud imbocca la corsia d’uscita; ha un’andatura regolare, si avvicina a bassa velocità con gli anabbaglianti accesi e l’autista, quando vede la pattuglia, stacca il pedale dall’acceleratore. Solo una lieve frenata è necessaria per fermarsi all’alt del carabiniere.

È una Toyota station wagon bicolore. Non ha segni distintivi particolari, ma quando si ferma accanto al capo pattuglia, tra quest’ultimo e l’autista c’è uno scambio amichevole di saluti. Il conducente è Angelo, un taxista conosciuto da tutti i militari impegnati nel servizio.

All’accenno di mettere mani alla patente e ai documenti, il capo pattuglia è rapido nel fermarlo con un gesto della mano, cui fa seguito la domanda, quasi per scherzo, da dove mai arrivi a quell’ora.

«Lasci stare, comandante, essere a servizio dei grandi alberghi è più un fastidio che un guadagno. Bisogna essere disponibili a ogni ora, giorno o notte, senza alcun preavviso, e se sgarri te la fanno pagare e ti lasciano a secco, magari per un mese intero. Stasera non avrei mai voluto che mi cercassero e invece, passate le undici, la chiamata: 'C’è un servizio urgente, bisogna ritirare un pacco in aeroporto per un cliente'. Eccomi qui di ritorno. Quel cliente non poteva aspettare fino a domani mattina? Pare di no. Più sono ospiti dei grandi alberghi e più sono stravaganti».

«Stravaganti certamente e magari anche un po’ eccentrici… Dov’è ‘sto pacco?»

Il comandante ha fatto la domanda più per dare seguito alle parole di Angelo che per interesse.

Angelo fa un gesto con il capo verso il retro della vettura: «È lì, sul sedile; sarà un cinquanta per trenta, c’è scritto 'fragile, alto, maneggiare con cura' figuriamoci».

Il carabiniere butta l’occhio sul pacco; in apparenza è ben confezionato, della dimensione indicata dal tassista ed effettivamente vi sta scritto in bella evidenza: fragile, tall, handle with care…

«Hai idea di cosa c'è dentro?»

«No, comandante, non me lo chieda, è un collo da un volo internazionale, non pesa molto, anzi quasi niente, ma lo sa che noi queste domande, per fortuna, non le facciamo mai: trasportiamo, consegniamo e tutto finisce lì».

«Sì, stravaganti ed eccentrici e anche un po’ troppo rompi questi clienti, ti capisco. A proposito, c’è movimento nel Grand Hotel in questi giorni?»

«Ho l’impressione di sì, ma è domani che sono previsti molti arrivi». Al che il comandante gli dà il via libera, sentendosi, data l’ora, un po’ in colpa per averlo trattenuto perfino troppo: «Allora vai, prima che questa notte ti chiamino un’altra volta».

L’auto riparte e si allontana a bassa velocità, così come era arrivata, senza fretta.


VENERDI' 15 SETTEMBRE


Primo pomeriggio

Gli arrivi iniziano dal primo pomeriggio: automobili di grossa cilindrata e di alta gamma varcano il cancello principale del Grand Hotel dirette all’autorimessa sotterranea. Un cartello indica la direzione e la scritta “riservato” vieta l'entrata ai veicoli non autorizzati. Un addetto al ricevimento impedisce che automobili estranee possano entrare.

Sono arrivi discreti: inizialmente, non più di tre o quattro auto nell’arco di una mezz’ora, ma poi la frequenza aumenta. Alla fine del pomeriggio saranno una ventina. Tutti i passeggeri, una volta usciti dalle loro auto, imboccano il passaggio che, dopo un lungo corridoio, dà accesso a un ascensore che sale ai piani superiori, quelli prenotati per la convention: gli ultimi due. È una regia attenta, sperimentata, quasi un copione già visto, dove gli attori sembrano conoscere la parte loro assegnata.

Poco dopo le tre una Jaguar bianca fa il suo ingresso nel parco. Il suo arrivo è stato anticipato da una certa animazione: l’addetto è stato visto conversare al cellulare e verosimilmente ha ricevuto istruzioni. Ha abbandonato la rilassatezza fino a quel momento evidente e ha assunto un contegno più distinto e attento. Non diversamente, anche nel sotterraneo si registra movimento. Poco prima il direttore dell'albergo, accompagnato da due collaboratori e insieme a uno dei proprietari, sono arrivati a passo veloce attraversando lo stesso corridoio e all’uscita si sono scambiati qualche parola. Sembrano contagiati da una vaga tensione, sempre attenti a rivolgere lo sguardo verso l’ingresso carraio. Sono passati quattro o cinque minuti e il direttore mette mano al cellulare. La chiamata è breve: non più di dieci secondi. Con un cenno avverte che l’attesa sta per terminare. Si muovono tutti insieme verso il primo stallo libero del parcheggio. Sembrano nuovamente presi da apprensione mentre la Jaguar bianca scivola già lungo la rampa e pochi secondi dopo si ferma accanto a loro. L’autista scende e va alla portiera posteriore, da dove l’ingegner Leandro esce lentamente.

Ha un corpo massiccio, non è alto ma imponente, indossa un elegante abito di fresco lana color carta da zucchero e un vezzoso fazzoletto bianco gli spunta appena dal taschino. La proprietà, la direzione e i collaboratori della direzione gli sono di fronte. L’Ingegnere apre le dita della destra alzandola in un saluto che accompagna con un lieve cenno del capo: «Vedo che questa volta non sono il primo…» quasi si compiace osservando le auto già parcheggiate, mentre stringe le mani, lo si direbbe ossequioso con quell’appena accennato flettersi del busto quando le mani si allungano verso di lui nei saluti.

Sono poche parole che si scambiano, ma l’incontro con il proprietario non è certamente il primo, pare piuttosto un rivedersi dopo un’assenza.

Ora tutti si avviano con una certa decisione verso il corridoio mentre tra l’Ingegnere e la proprietà continua il dialogo. Il direttore li segue un mezzo passo indietro e di lato, come fosse pronto a rispondere a ogni eventuale richiesta. Gli altri, i collaboratori, stanno più distanziati, non è educato ascoltare.

È nell’ascensore che il gruppo si ricompone. In quello spazio ristretto l’Ingegnere sembra voler rompere la riservatezza che finora ha condiviso con la proprietà. Non mancano un paio di battute indirizzate al direttore e ai collaboratori, «costretti agli straordinari», così dice. Ma la porta già si apre sull’ampio atrio dell'ultimo piano del Grand Hotel.

Ancora uno scambio di battute tra l’Ingegnere e la proprietà; il direttore accanto a loro sembra confermare, garantire con ripetuti assensi e le mani tornano a stringersi per un saluto. Ora sono i collaboratori che, molto professionali, fanno un passo avanti, prendono in consegna Leandro e lo accompagnano, mentre la porta dell’ascensore si richiude e gli altri escono di scena.

L’arrivo dell’Ingegnere non ha interrotto il sopraggiungere delle auto. Sono tutte di gamma premium, tirate a lucido e con i vetri oscurati. Gli addetti al ricevimento, di volta in volta, prendono in consegna i nuovi arrivati e li accompagnano alla porta dell’ascensore trascinando i loro trolley. A differenza di quelli del primo pomeriggio, i successivi arrivi sono persone di età più giovane: quarantenni, in qualche caso anche trentenni, tutti sempre molto ben vestiti, perfino distinti. Qualcuno è solo, ma in più casi sono accompagnati da giovani donne belle ed eleganti.

*

C’è animazione agli ultimi piani. Gli arrivi hanno pressoché esaurito la ricettività disponibile. Le grandi famiglie del nord sono tutte presenti, hanno risposto all’“invito” diramato dall’Ingegnere e non si registrano assenze. Il motivo della convocazione non è affatto di routine; c’é all’ordine del giorno la discussione sulla successione al vertice. Non è materia di ordinaria amministrazione: tutt’altro. Leandro vuole lasciare, non tanto per raggiunti limiti di età, quanto perché al momento è ancora in grado di decidere o almeno di influire, in maniera che crede determinante, sulle decisioni alla sua successione.

Non è soltanto in gioco la successione personale; con la sua sono in gioco anche le cariche inferiori, tutta la struttura dell’organizzazione. E' una vera rivoluzione, un cambio radicale: una generazione deve lasciare il campo a quella nuova dei trentenni e dei quarantenni.

Sono perciò riuniti gli stati generali e le decisioni che usciranno dalla due giorni forse non sono ancora completamente scontate.

L’Ingegnere è consapevole che ci sono alcuni margini d'incertezza; sa che saranno due giorni tesi, impegnati in discussioni, in tentativi di accordi nella ricerca di alleanze, forse anche giornate di scontri, certamente di divisioni, ma deve fare ogni cosa possibile perché la sua famiglia rimanga al vertice, ne va del prestigio e dell’onore e questo per lui è più di tutto.

Il pomeriggio trascorre in incontri ristretti tra i capi delle famiglie. Nella suite dell’Ingegnere il passaggio di molti convenuti al meeting è stato intenso: discussioni serrate, dialoghi prolungatisi oltre il prevedibile. A tratti si sono sentite alzare le voci; sarebbe sbagliato parlare di litigi, ma discussioni sì e anche forti. In genere gli incontri si esauriscono a quattrocchi; il capo di una famiglia ha accesso alla suite e qui si intrattiene per un quindici minuti, a volte poco di più, a volte un po’ meno, raramente più a lungo.

Leandro ascolta, lascia parlare; non interrompe mai, vuole che i suoi interlocutori abbiano modo di esprimere apertamente e liberamente tutto quanto vogliono dire.

Non annota nulla, ma non gli sfugge niente. Quando gli sembra che l’interlocutore abbia detto tutto, con calma, quasi a voler mostrare di ragionare su quanto ha appena ascoltato, riprende il filo del discorso dal medesimo punto dove è stato lasciato. Una sorta di ragionamento a ritroso, un ripercorrere alla rovescia tutto quanto, rimarcando una cosa, precisandone un'altra, confutando un punto, confermandone un altro.

Leandro non alza quasi mai la voce; sottolinea, questo sì, anche con decisione, certe parole, si ferma, sembra voglia cogliere un consenso prima di proseguire; in realtà ben altro è l’intento, una specie di avviso, un monito rafforzato da uno sguardo fermo che si fissa negli occhi di chi è davanti a lui.

E’ certo di avere la capacità di convinzione e questa certezza non è infondata. Sono pochi quelli che alla fine escono dagli incontri non persuasi che l’Ingegnere non abbia ragione.

Dunque in quel pomeriggio, nonostante l’importanza delle decisioni da prendere e la durezza di alcuni confronti, nessuno mette seriamente in forse l’autorevolezza dell’Ingegnere, nessuno osa contrastarlo apertamente. Tuttavia la discussione sul futuro è ancora aperta, non è scontata e di questo Leandro è consapevole.

La successione al vertice, che lui vorrebbe seguisse la normale "via dinastica”, non è garantita in assoluto, c’è ancora un margine che le ore precedenti le decisioni devono far definitivamente cadere. Ma vi è un pregiudizio; un argomento che, se non emerge apertamente, tuttavia è nell’aria. Nessuno al suo cospetto lo mette in discussione, ma aleggia come un motivo da molti o dai più conosciuto, ma da tutti tenuto riservato.

La suite dell’Ingegnere è il luogo al centro delle discussioni, ma non diversamente in altre stanze del piano si svolgono incontri e trattative.

Se i vecchi sono impegnati in incontri, la generazione dei trenta e quarantenni consuma il suo tempo dentro il piano che é stato loro riservato, fisicamente separato da quella dei capi dell’organizzazione, quasi a voler sottolineare non solo una divisione generazionale ma anche gerarchica che per qualche ora continuerà a esistere, ma che dopo dovrebbe ribaltarsi a favore delle nuove generazioni.

*

Marziano non è tranquillo. Poco dopo il suo arrivo ha incontrato suo padre. Non è stato un incontro di routine: c’era nervosismo. I rapporti tra i due non sono mai stati dei più facili.

L’autorità dell’Ingegnere ha pesato, da sempre, sulla formazione del figlio. Marziano aveva cercato più volte di liberarsi da quell'oppressione. Aveva voluto fare di testa sua: dapprima per un giovanile desiderio di ribellione, più avanti nel tempo tentando una strada autonoma. Ma ogni volta aveva trovato un padre che, più che esercitare il ruolo paterno, faceva pesare su di lui l’autorità di un capo.

Alla fine, dopo anni di tentativi falliti di emanciparsi, tra i due era stato siglato un armistizio, non proprio una pacificazione, ma da allora un certo equilibrio aveva segnato i loro rapporti e, bene o male, aveva retto.

Il patto era chiaro. Leandro lo aveva ripetuto più volte: avrebbe fatto tutto per assicurare che la successione rimanesse nelle mani della famiglia, ma la sua autorità non doveva più essere messa in discussione. Quella paterna e quella gerarchica erano inscindibili. Diversamente, il patto sarebbe saltato e con esso la successione.

Marziano aveva accettato. Così almeno sembrava. Da quel momento aveva condotto una vita apparentemente governata dal padre e un po’ alla volta era stato introdotto ai segreti dell’organizzazione. Aveva scoperto le verità su fatti importanti, i modi, i rituali, le pratiche, le relazioni. Nessun aspetto era stato tralasciato. Alla fine, pochi o nessuno, oltre naturalmente a Leandro, conoscevano ciò che sapeva Marziano. Non c’era mistero che non fosse passato al figlio e Leandro aveva ritenuto la formazione completata e il momento della transizione pronto.

Ora il giorno è arrivato, forse più presto di quanto entrambi si aspettassero. Il figlio però vive un’incertezza nascosta. Sempre abilmente occultata, ma che rende le giornate cariche di tensione.

«Marziano, non ti posso garantire che sia fatta. Lo sai bene: alcune famiglie non sono ancora convinte. Io farò di tutto perché domani la promessa che ho stretto con te abbia la sua conferma definitiva. Quando dico tutto, sai cosa intendo. Non ho mai tradito un patto; figuriamoci ora, dove è in gioco il potere della nostra famiglia. Così come io non tradisco, tu non mi devi tradire».

Leandro fissa gli occhi del figlio. Per la prima volta, trapela un’emozione: paura di abbandonare la guida dell’organizzazione? insicurezza sulla successione? o timore che Marziano non mantenga fede al patto? Probabilmente tutti questi motivi insieme suscitano in lui un sentimento che raramente ha sperimentato.

È seduto in un’ampia poltrona dietro il lungo tavolo che lo separa dagli interlocutori. La giacca color carta da zucchero indossata al momento dell’arrivo è appesa allo schienale, ma la camicia bianca sembra imprigionarlo nella mole massiccia del fisico. Per un attimo appare vulnerabile, come se quel momento di debolezza fosse inatteso.

Marziano lo fronteggia dall’altro lato del tavolo, seduto in maniera informale. La poltroncina leggermente spostata di traverso, le gambe divaricate, la schiena reclinata con il capo trascinato indietro. Sembra voler evitare il confronto diretto, sfuggire allo sguardo paterno: un misto di sicurezza apparente e malcelata incertezza.

L’Ingegnere non aggiunge altro. Aspetta una risposta, una rassicurazione e Marziano lo fa attendere.

«Sì, pa», pronuncia due sillabe, poi si alza, si avvicina alla porta finestra e guarda il giardino, poi l’ampio specchio del lago illuminato dai raggi del sole al tramonto. Per un attimo sembra attratto dallo spettacolo. Ma subito si volta verso suo padre, ancora in attesa.

«Sì, pa… certo, pa», poche sillabe. Il "pa" ripetuto suona più come fastidio che una rassicurazione, un modo per allontanare da sé la responsabilità.

Leandro coglie l’atteggiamento elusivo. Vorrebbe sentirsi dire qualcosa di più; prima di affrontare l'assemblea serve certezza e l’erede designato deve mostrare risolutezza e determinazione.

Marziano torna sulla poltroncina vicino al tavolo. La schiena diritta, lo sguardo finalmente diretto verso Leandro. Decifrarlo non è facile: è una sicurezza reale o solo apparente?

Pronuncia ancora: «Sì, pa». Ma il tono è cambiato. È deciso, quasi definitivo. Chiude la discussione prima che si apra, perché ora tutto sembra chiaro e sicuro.

«Se tu mi garantisci… se mi assicuri che domani, sia io o tu, non farà differenza, ma le famiglie dovranno percepire che la continuità è garantita. Ripeto: che sia Leandro o Marziano, nulla cambia. Nulla deve cambiare. In queste ore finali mi batterò come mai prima, per assicurare alla nostra famiglia la continuità nella guida dell’organizzazione. E ci riuscirò… se tu mi garantisci…»

Leandro si sporge e stringe fortemente il polso sinistro di Marziano come a riconfermare il patto. Marziano posa l’altra mano su quella del padre, con pari forza e il patto trova conferma.

Le strette si allentano quasi per intesa. Marziano, senza fretta, si alza, serrando i denti, lo sguardo fisso su Leandro. Dopo un’ultima stretta si allontana in silenzio.


 

GRAND HOTEL

 

 

GRAND HOTEL
Il nuovo libro di Piervalle presto in pubblicazione e diffusione:
Ecco, per ora, la sinossi in ante prima:
L'ambiente esclusivo di un antico e lussuoso albergo affacciato sulle rive del lago è la scena dove si svolge un evento singolare.
Un fatto imprevedibile potrebbe compromettere e portare alla rovina persone, cose e fortune.
La vita del Grand Hotel, in quei giorni, continua a scorrere nella sua apparente normalità quotidiana e nel tranquillo soggiorno dei suoi ospiti.
E' dietro le quinte che le famiglie proprietarie e la dirigenza alberghiera vivono ore di tensione in attesa di un esito sino alla fine incerto.
Prendono però vita soggetti insospettabili di cui si rivela la doppia identità, costretti dalla situazione eccezionale a mettere in gioco le loro abilità e, senza svelarsi, evitare il peggio.

 

 

 


domenica 29 marzo 2026

STRABISMO DA PALAZZO

 

 

 

Indiscrezioni fondate e attendibili ci descrivono una struttura del Palazzo molto, ma  molto "arrabbiata" nei confronti delle pagine di questo blog. Tralasciando i particolari forse poco edificanti, la cosa ci stupisce assai. Siamo stupiti perchè non comprendiamo le ragioni per le quali quando si scrive la verità si viene accusati, mentre invece se scrivessimo di cose inventate e non vere, andrebbe tutto bene. Da un po' di tempo ipotizzavamo questo strabismo di cui sarebbero affetti i residenti nel Palazzo, questo rovesciamento della verità ( cosa non oggi insolita), ma dopo che, sempre il Palazzo, aveva pubblicato la piena confessione delle sue malefatte ( giustificate con preposizioni a dir poco illogiche), pensavamo che si fosse accorto che non valeva continuare da un'altra parte a negare e accusare. Se ne facciano una ragione. La matematica ( ma in questo caso anche solo l'aritmetica) non è poi una cosa (a certi livelli)    tanto difficile. Due + due fa quattro e se per quelli del Palazzo,(quando fanno i conti per alcuni) fa solo 2,5 o 3, forse c'è un problema. E noi che cosa c'entriamo. Abbiamo soltanto segnalato il fatto, dovrebbero semmai ringraziarci di aver ricordato loro di aver fatto uno sconto che va dai due milioni e 1/2 in su a qualcuno,  anzi a più d'uno. Si può sbagliare ? Certo, basta correggere e riportare a casa i soldi. Devo essere ancora più chiaro ? Non credo. Anche questo se lo segnino i signori candidati. Potrebbe essere un oggetto da campagna elettorale, o no ? Vedremo.                   

martedì 24 marzo 2026

LA STAZIONE DIMENTICATA

File:049StresaImbarcadero.JPG - Wikimedia CommonsTutti lamentano lo stato di degrado della stazione ferroviaria e d'intorni, ma non tutto finisce lì, anzi inizia. I portali della cittadella sono tra le cose meno decorose che possiamo affrire ai malcapitati ospiti che una volta sbarcati dal treno e intrapresa la discesa verso il lago, forse si chiedono se non hanno sbagliato stazione. Ma le sorprese o lo stupore non si ferma lì perchè quando si avviano imbarcarsi per la classica gita alle isole e si mettono in attesa sotto la volta della stazione laghi, lo stupore è confermato. Dire che non è all'altezza è dir poco, sembra piuttosto in stato di semi abbandono mentre dovrebbe essere un gioiellino, un luogo di servizi ai turisti ( meglio non parlare dei servizi) che attendono l'imbarco, un luogo dove trovare accoglienza, sedersi in una sala bar capace e acapiente, non solo esposti ai quattro venti e essere un luogo di animazione anche oltre il suo stretto servizio nelle ore di imbarco e sbarco ( la collocazione lo chiederebbe). Eppure non è tutto ciò, mentre pochi ricordano che circa 20 anni or sono il Comune ha versato quasi 300 mila euro allo Stato per aquistare l'intero immobile e le aree contigue, ma poi tutto si è fermato e l'acquisto non è mai andato in porto ( si fa per dire). Le ragioni sono state una opposizione che Navigazione Laghi ha sollevato ( ma, al proposito paga o è lì a ufo ?). Ebbene quei soldi non sono mai stati restituiti, mentre l'edificio e le pertinenze sono rimaste in capo alla gestione del demanio lago ( così dovrebbe essere). Soldi a parte che sarebbe meglio qualcuno recuperasse ( ma ne dubitiamo), aspettiamo di conoscere quale sia ora lo stato legale di quel bene e auspicabilmente assegnato in concessione al Comune, il futuro prossimo governo restituisca alla cittadella una stazione laghi degna e presentabile, anzi eccellente. Anche questo se la lo segnano candidati se vogliono i voti. Grazie.

sabato 21 marzo 2026

GEMELLI A BATTESIMO

 



Cauto, pragmatico e disponibile, così ci è parso il canditato Gemelli nella sua prima ( sarebbe per vero la seconda) presentazione pubblica  La curiosità, e l'attenzione del pubblico non mancava (segno di un' aspettativa sin'ora sempre andata delusa da parte dei governi passati) e così, abbastanza collaudato grazie alle sue numerose apparizioni pubbliche in vesti diverse, probabilmente non ha deluso. E' vero che non ci ha detto nulla di più e di diverso da quello che tutti sanno riguardo ai mali cittadini per i quali si è impegnato, nei primi sei mesi del suo eventuale governo, ad intervenire con ua certa incisività (Palazzo permettendolo).Quello che ancora non ci ha detto è con quale governo intenderà farlo. I nomi sono ancora coperti dalla riservatezza, anzi sarebbero troppi, un affollamento che dovrà essere sfoltito in sede di presentazione formale della lista. Speriamo che rimangano i migliori, o i meno peggio. Per verità non è che è stato completamente reticente perchè ci ha detto che non potrà fare tutto da solo, ma che necessita l'appoggio di chi ha esperienza e che conosce la macchina. Così l'ha chiamata, ma qui iniziano i problemi, perché se la macchina non funziona, come lui stesso giustamente dice, si vuole ricorrere ai macchinisti che, sommati insieme l'hanno guidata per tre lustri ? Erano lì, in prima fila (quelli d'onore), sono i gattopardi, quelli sempre pronti a mettersi a guidare con la patente scaduta, ma l'uno sarebbe l'esperto che aveva inventato la vasca da bagno in zona Lido, (quella criticata dal candidato Gemelli) costata un milione e ricostata poi più di mzzo milione una volta fatta ed è anche quello che ci ha messo del suo nella vicenda del porto. Dell''altro, per amor di patria e per rispetto d'età, meglio tacere. Comunque un esperto. Al netto quindi dei gattopardi, la serata potrebe essere approvata, salvo una scivolata "populista": quei 14 o 15 milioni di euro che, detta come è stata detta, sarebbero la dotazione finanziaria del Palazzo, pronta e disponibile a essere messa a terra. Non è così. Soldi ce ne sono e ce ne potrebbero essere anche di più, ma non è quella la reale consistenza, più o meno 1/3. Ora aspettiamo i nomi e i cognomi.

sabato 14 marzo 2026

SEPOLCRI IMBIANCATI

 Appunti Retrodatati: L'antico municipio. Le origini del cimitero di Stresa


Dopo alcune polemichette in materia di accertamenti e incassi per la violazione della zona ZTL, abbiamo visto che il Sindaco ha riunito il suo staffper rispondere pubblicamente e zittire l'eventuale proseguo della polemica. Un' iniziativa utile per dare un chiarimento puntuale e tempestivo, e probabilmente, la cosa si è risolta come un tempesta in un bicchier d'acqua. Molto bene. Ora però che le acque potrebbero essersi calmate, in tema di soldi ci piacerebbe che il Sindaco facesse la stessa operazione di trasparenza sulla questione delle monetizzazioni. Lì, tutti fanno finta di non sapere, mentre invece tutti sanno tutto, e conti certi alla mano, dal governo Bottini in poi hanno sottratto alle risorse del Comune non meno di due milioni e mezzo di Euro. A onor del vero, bisogna dire che il grosso l'ha fatto il governo Severino, elargendo agli alberghieri il più consistente sconto che la storia locale ricordi. Tutte cose contro legge, naturalmente. Tutte cose gravissime che sarebbe molto difficile giustificare in una improvvisata conferenza stampa del governo e del suo staff. Ma la cosa è imbarazzante anche per quella che avrebbe dovuto essere l'opposizione, sia perchè l'ex Borgomastro Bottini non è estraneo alla predazione, sia perchè Canio non solleverà mai la questione essendo ben posizionato con gli Alberghieri, sia perché Rizzul era impegnato a fare l'equilibrista con il Sindaco, oggi appoggiandola e domani facendo finta di toglierli l'appoggio. Insomma, mentre questi giocavano e si trastullavano, qualcuno si è fatto il colpo grosso e se ne andato via con il bottino ( ogni riferimento è casuale). E' un immondizzaio dove nessuno riesce a darsi una ragione plausibile di quanto successo. Probabilmente una contaminazione ambientale, un'inedita alleanza tra amministrazione eletta e strutture tecniche/burocratiche, un sostenersi a vicenda una volta scoperto l'ammanco che hanno colpevolmente causato. Un correre ai ripari, persistendo negli sconti milionari, nascondendo la polvere sotto i tappeti, confidando che nessuno veda, ascolti e parli. Illusi, troppo grosso è stato il colpo per non lasciare tracce e solo la benevolenza colpevole della opposizione fasulla ha, sino ad oggi, evitato lo scandalo. Ma le carte sono lì, con quei conti farlocchi, con quelle giustificazioni offerte che anzichè essere un'esimente sono un'aggravante, con quei comportamenti ingiustificati e ingiustificabili che avrebbero dovuto provocare l'insorgenza di un intero Consiglio. E invece no, la cittadella ipocrita tace, imbianca i suoi sepolcri, si prepara a chiedere ai suoi elettori altri voti per perpetuare il sistema "Stresa", quello che dentro il Palazzo in questi anni è stato messo a punto con inossidabile indecenza. Sarà questo anche un tema che i prossimi candidati vorranno affrontare e raccontarci come riportate a casa quanto così ingente sottratto alle pubbliche risorse o la predazione continuerà senza fine ? Pubblicheremo tutto, ogni euro sottratto verrà documentato con cura matematica ( i conti li abbiamo fatti e anche trasmessi a chi deve perseguire ). La cittadella è avvertita, i candidati si preparino, gli elettori conosceranno i numeri del bottino.E' ora che i mercanti escano dal tempio.

martedì 10 marzo 2026

UN TARLO A PALAZZO

 

 

Lentamente i concorrenti stanno prendendo posizione ai blocchi di partenza.Chi un po' più avanti, chi in apparenza un poco ancora indietro. Per vero, sino a questo momento non hanno scoperto molte carte, forse vorranno tenerle segrete sino all'ultimo minuto sperando così di sparigliare gli avversari al tavolo da gioco. Giochi, giochetti, astuzie e furbizie, ma la realtà della cittadella è ben altra e su questo vorremmo sentirli parlare per capire se hanno compreso qualche cosa, cosa mai vogliano fare, quando, entro quali tempi certi, con quali risorse. In altre parole non vogliamo degli sprovveduti a Palazzo ( tanto meno la gerontocrazia immortale). Chi va a Palazzo deve entrare non a imparare ( non c'é il tempo) , ma avere idee concrete, certezze, strategie, programmi certi, non copia o incolla e deve dichiarere tutto prima. Altrimenti stia a casa, perché di inganni ne abbiamo già subiti tanti e non ne possiamo più.Chi entra sappia che il Palazzo è marcio , il Governo uscente ha avvallato, permesso e tollerato e forse anche promosso cose indicibili ( ma noi le diremo tutte) .L'etica pubblica è stata venduta in nome di un presunto interesse pubblico generale che si è confuso e sposato con gli interessi economici locali dominanti. Tutto è stato svenduto a prezzo di saldo: sette milioni di euro sono stati lasciati marcire in un porto divenuto vecchio prima ancora di essere terminato, l'urbanistica negoziata è stata un tavolo dove una parte dettava e l'altra ( quella pubblica) scriveva, una burocrazia autoreferenziale e uscita di strada, ha guidato dei processi e delle procedure folli, probabilmente convinta di essere la migliore del mondo, ( la salverà una perizia psichiatrica) , non abbiamo visto la miseria di un progetto degno di tal nome, la società pubblica Stresa Servizi ha macinato utili su utili tassati, nascondendo dietro numeri da capo giro il fallimento di una scelta che i più ancora oggi si ostinano a difendere. Dietro la ricchezza dei numeri del bilancio Comunale, si nasconde un fallimento amministrativo totale che attende un riscatto quasi impossibile, Non faremo sconti a nessuno. Quindi preparatevi molto bene.

giovedì 5 marzo 2026

LA CORSA CONTRO IL TEMPO ( che non c'è)



Comune di Lucera 
 
CITTA’ DI STRESA

Oggetto: Convocazione ordinaria del Consiglio Comunale

IL SINDACO DISPONE di convocare il CONSIGLIO COMUNALE

in sessione ordinaria – seduta di 1° convocazione per il giorno di  MARTEDI’ 10 MARZO 2026 ORE  18.00 presso PALAZZO COMUNALE – SALA CANONICA e, qualora non si raggiunga il numero legale in 1° convocazione,  in sessione ordinaria seduta di 2° convocazione, per il giorno di MARTEDI’ 10 MARZO 2026 ORE  18.30 presso PALAZZO COMUNALE – SALA CANONICA Per deliberare il seguente ORDINE DEL GIORNO Seduta pubblica

 1) “L.R. 16/2018 E S.M.I. - MISURE PER IL RIUSO, LA RIQUALIFICAZIONE DELL'EDIFICATO E LA RIGENERAZIONE URBANA - INDIVIDUAZIONE EDIFICIO AL FOGLIO 21 MAPPALI 44, 50, 354 E 493 SUL QUALE PROMUOVERE AI SENSI DELL'ART. 5 "ULTERIORI SPECIFICAZIONI PER GLI INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA" - MODIFICA NON COSTITUENTE VARIANTE AL PRGC, AI SENSI DELL'ART. 17 COMMA 12 LETTERA H TER) DELLA LEGGE REGIONALE 56/77 E SMI. IL SINDACO (Marcella Severino) In originale f.to 

mercoledì 4 marzo 2026

IL NUOVO CHE AVANZA


 



Il nuovo avanza ( circondato dai vecchi). Forse è l'immagine emblematica della nuova corsa al Palazzo che ormai sembra proprio essere iniziata e che condurrà , da qui a fine maggio, a un cambio di regime (questo è certo). A prescindere dalle intenzioni personali, il governo uscente, già decimato durante il suo percorso, non avrà più vita. Non verrà neppure rimpianto, in fondo (danni a parte) non ha combinato molto, anzi pochissimo, ma così è andata. Ora il nuovo, o l'usato avanzano, persino insieme, in inedite alleanze, in combinazioni più o meno possibili o impossibili. Per ora però non si sa molto, tutti tengono gelosamente nascoste le truppe con le quali dovrebbero dare l'assalto al Palazzo e conquistarlo almeno per i prossimi 5 anni. Se poi queste truppe sono già tutte riunite e addestrate o sono ancora un po' sparse e impegnate in addestramento o in corso di reclutamento, anche questo non è dato sapere. Al momento neppure di programmi si parla. Immaginiamo che alla fine saranno i soliti, più o meno preconfezionati e più o meno veritieri.Insomma, al momento non c'é proprio molto o molto poco. Attendiamo gli eventi.

venerdì 27 febbraio 2026

CONSIGLIO: ULTIMI ATTI


Consiglio Comunale per il giorno venerdì 20 settembre 2024 - ore 9.30 /  Notizie / Novità / Homepage - Città di Follonica
  
CITTA’ DI STRESA

Convocazione ordinaria del Consiglio Comunale

IL SINDACO DISPONE

di convocare il CONSIGLIO COMUNALE  in sessione ordinaria – seduta di 1° convocazione per il giorno di  GIOVEDI’ 5 MARZO 2026 ORE  18.00 presso PALAZZO COMUNALE – SALA CANONICA e, qualora non si raggiunga il numero legale in 1° convocazione,  in sessione ordinaria seduta di 2° convocazione, per il giorno di GIOVEDI’ 5 MARZO 2026 ORE  18.30 presso PALAZZO COMUNALE – SALA CANONICA per deliberare il seguente ORDINE DEL GIORNO 

1) LETTURA ED APPROVAZIONE VERBALI  SEDUTE PRECEDENTI (CONSIGLIO COMUNALE DEL 12/12/2024 -  23/12/2024 - 27/12/2024 - 13/05/2025 - 16/06/2025 - 05/08/2025 - 27/11/2025 - 29/12/2025)

 2) ESAME ED APPROVAZIONE DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE SEMPLIFICATO (D.U.P.S.) - TRIENNIO 2026/2028. 

3) ESAME ED APPROVAZIONE BILANCIO DI PREVISIONE 2026/2028 E RELATIVI ALLEGATI 

4) PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA' PARTECIPATE EXARTICOLO 20 D.LGS.N. 175/2016 (T.U. SOCIETA' A PARTECIPAZIONE PUBBLICA) - RICOGNIZIONE ANNUALE. 1 

 5) ESAME ED APPROVAZIONE CONVENZIONE TRA IL COMUNE DI STRESA E LA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA RELATIVA ALL’UTILIZZO DELLE PALESTRE DELLA SCUOLA PRIMARIA E DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO FOGAZZARO REBORA DA PARTE DELL’ISTITUTO ALBERGHIERO “E. MAGGIA” FINO AL TERMINE DELL’ANNO SCOLASTICO 2025/2026.

 6) CONSILIGLIERI COMUNALI CANIO DI MILIA E CARLO FALCIOLA - INTERPELLANZA: ZTL CENTRO STORICO E VIA PRINCIPE TOMASO" (PROT. N. 21671 DEL 18/12/2025)

 IL SINDACO (Marcella Severino) 

E' POSSIBILE ASSISTERE ALLA DIRETTA STREAMING CLICCANDO SUL CANALE YOUTUBE DI SEGUITO RIPORTATO 

https://www.youtube.com/@comunedistresa8863/stream

 

martedì 10 febbraio 2026

STRESA ILLUSIONI


 VILLA "LA PALAZZOLA". FAI ARTE E DAI UN CUORE ALLA CITTÀ. | Luogo FAI

Intervistata da "La Stampa", la Sindaco uscente rivendica i suoi meriti sulla questione " Palazzola": cinque anni impegnati e impiegati per disfare una Fondazione, creata ad hoc per recuperare il bene arrivato al Comune per benevolenza dell'ultimo proprietario e trattato negli ultimi quasi 40 anni che sono da allora passati, come se fosse un bene di nessuno. Comunque se questo è il risultato dell'ultimo quinquennio (senza togliere nulla ai meriti precedenti ), che volete che si dica. Una sconfitta, fatta passare per una vittoria è quanto di meglio poteva esserci offerto in questo ultimo decimo di mandato, l' ultimo miglio che tra un ostacolo consiliare e l'altro vede il governo della cittadella arrancare come non mai. Non riesce neppure a confezionare per un voto utile uno straccetto di bilancio e viene a raccontare le favole per il futuro. Tralasciamo il richiamo a colloqui e che altro con soggetti privati e fondi per cercare il partner disposto a cacciare un po' dei milioni necessari al recupero della Palazzola ( se invece di perdere il tempo a sciogliere la Fondazione, avesse fatto confezionare un bel bando pubblico sarebbe stato meglio), ma tantè, il Governo illude se stesso e nello stesso tempo cerca di illudere anche i suoi sostenitori, oramai disincantati.Che altro: niente, solo lo scorrere dei titoli di coda prima della parola: Fine.

mercoledì 4 febbraio 2026

STRESA SERVIZI: IL CONFRONTO IMPIETOSO

 

 

  C'è ancora una possibilità per l'agguerrita opposizione consiliare prima che esca di scena definitivamente. C'è infatti ancora aperta la delibera sulla verifica delle partecipate. Anzichè alzare mani inermi, potrebbero presentarsi in quel consesso e chiedere, cifre alla mano, la liquidazione di Stresa Servizi. Conveniamo che per una parte dell'opposizione sarebbe come dire di liquidare se stessa, ma il ravvidamento operoso non sarebbe un atto spregevole, ma sensato. Alcune cifre le abbiamo fornite nei precedenti post, poi abbiamo fatto alcune verifiche nei bilanci di altri Comuni, quali Verbania e Arona, nessuno dei quali si è mai sognato di mettere in piedi una srl per raccogliere monetine e le cifre sono lo specchio indiscutibile della verità. 

Verbania ha incassato dai parcheggi nel 2024  € 1.580.000,00 e ne ha spesi per gestirli € 146.444,60. Il suo guadagno netto è stato di  € 1.433.555,40

Arona, nello stesso anno ha incassato oltre 900.000,00 Euro. Ne ha pagati 27.622,00 per oneri di dipendenti impegnati ( ausiliari del traffico) e ha speso altri 10.158,00 Euro per oneri diversi, probabilmente ha speso anche poco più di 50.000,00 Euro quale canone per l'utilizzo dell'ex scalo merci. Fate voi il calcolo di quanto ha guadagnato.

Basterebbe che un solo consiliere si presentasse in aula con queste cifre e le confrontasse con il modello di gestione locale chiedendo la messa al voto della liquidazione della Stresa disservizi.

Non lo farà nessuno 

    

martedì 3 febbraio 2026

SOAP OPERA: STRESA SERVIZI STORY

 Calendario Distribuzione Sacchi Bianchi 2025 per indifferenziato La società  municipalizzata Stresa Servizi comunica il calendario per la distribuzione  dei sacchi bianchi per i rifiuti indifferenziati

  Che forse il fiore all'occhielo non sia, lo dimostrano i numeri, perché  anche solo una logica "ragioneristica", ci dice che Stresa Servizi , sta regalando soldi allo Stato e sottraendo risorse al Comune. Sfido chiunque a dimostrare cosa diversa. La ragione è semplice: Stresa Servizi è un soggetto fiscalmente obbligato ed  anche tenuto ad applicare IVA sui servizi che eroga, mentre il Comune non è soggetto d'imposta e qualora gestisse in proprio la sosta a pagamento, l' attività rientrerebbe in quella istituzionale e come tale esclusda dal campo di applicazione. Morale: per ogni 1,80/euro ora che il posteggiato versa, 0,32 euro vanno allo stato, mal contati: 200 mila euro l'anno ( salvo crediti, pochi e rari ) e poi se si aggiungono le  imposte sugli utili, solo queste hanno cubato circa 150.mila euro nell'anno 2024. Morale, solo recuperando queste agevolazioni fiscali che lo Stato concede ai comuni, il palazzo pagherebbe tutte le retribuzioni al personale di Stresa Servizi riassorbito nella sua struttura e ne avanzerebbero ancora ( circa 100 mila euro) . Poi non pagherebbe più 150 mila euro per altri servizi che sempre la benemerita società gli eroga, risparmierebbe altri 100 mila euro di spese generali ( direttore/presidente/sindaci/commercialisti) e dulcis in fundo incasserebbe tutti i subito i proventi dei parcheggi invece che lasciarli a fare niente o quasi ( neanche interessi) nelle casse della società in house. Potrebbe persino permettersi di abbassare ( pensate un po' ) il costo orario della sosta a euro 1,50/euro, senza perderci un centesimo. Che ne dite ? Andate, andate a votare cittadini ma votate informati e per chi proporrà la liquidazione di Stresa Servizi: Ente utile, ma non al Comune.   

domenica 1 febbraio 2026

STRESA SERVIZI: UN FIORE ALL'OCCHIELLO


 


Nessuno ne parla più da quando, dopo la mezza rivolta che aveva suscitato il suo esordio con le retribuzioni d'oro all'amico di Canio, sembrava fosse venuto un tempo di normalizzazione e (destra e sinistra) se la sono tenuta come una creatura capace di fare miracoli. Ora, se si vanno a leggere i bilanci di questa società in house ( sempre sul filo dello scioglimento per legge), sembrerebbe che i suoi creatori avessero proprio ragioni da vendere, meno se i bilanci si sanno leggere e meno ancora se si guarda dentro l'attività che la società svolge. Intanto il suo statuto attribuiva alla creatura il compito di fare di tutto e di più. E' un lungo elenco di attività, sia amministrative che concretamente gestionali, una sorta di duplicato dell'ente comune, un braccio esterno che, nelle intenzioni non manifeste, avrebbe probabilmente dovuto fare meglio e bene quello che il Palazzo riusciva a fare poco e male. In realtà il core business degli affari era ed è costituito dalla gestione dei parcheggi che da sola cuba quasi un milione di Euro. Però la domanda è ovvia: per un'attività come quella che in gran parte è automatizzata e potrebbe esserlo ancora di più, vale metter insieme una srl ?? Ma no che non vale, oggi costa solo di fisco 150 000 euro, mentre costerebbe 000 euro di fisco se fosse gestita in proprio. Ma questa è una conseguenza anche dell'incerta o sventata politica del palazzo nei suoi confronti che le permette di fare utili stratosferici per i quali paga fisco. Questi utili sono la conseguenza della decisione del Palazzo di ridurre al minimo quanto la società " paga" al medesimo Palazzo per gestire i parcheggi ( incassa un milione  di euro o poco meno e ne versa 125.000) . Il resto alimenta le riserve, ingrossa gli utili e gli fa pagare fisco. Quanto agli altri servizi che gestisce ci sono: la Tari, la pubblicità, le affissioni, l'occupazione spazi pubblici, le lampade votive, non credo altro, ma solo per tari e occupazioni il Palazzo gli versa euro 150.000. Se poi aggiungiamo che i costi general della società ( direttore/presidente/commercialista e altro) cubano più di 100.000 euro, i dipendenti 270.000 euro, non mi pare che il quadro sia esaltante e i commenti autocelebrativi, forse, dovrebero essere valutati con un'attenzione un pochino più critica. Il prossimo governo è avvertito.