Visualizzazioni di pagine: ultimo mese

mercoledì 26 agosto 2026

PORTO: L'ALTRA STORIA

 

Sulla questione porto, il Governo Gemelli si gioca una parte della sua reputazione. Questo è certo. Si susseguono da anni perizie e incarichi di varia natura per uscire dallo stato di inerzia in cui versa. Sino ad ora non hanno prodotto nulla, o quasi. Eppure la cosa è di una semplicità elementare: il porto non ha difese. E' un paradosso, un ossimoro. Quella che dovrebbe essere una zona di rifugio e di sicurezza, è stata progettata come una trappola. Funziona se l'acqua è calma come l'olio e se il lago non è in magra. Diversamente non serve, anzi è un pericolo. E' come se durante un assedio di un castello, il ponte levatoio venisse abbassato, anzichè sollevarlo. La progettazione quindi, non l'esecuzione è stata sbagliata. Su questo non ci dovrebbe essere discussione e anche sulla individuazione dei responsabili (sempre che siano ancora in vita). Uno comunque è vivo e vegeto. E' l'attuale Assessore a vita, tal Bottini, già Borgomastro. Durante il suo governo vennero compiute alcune operazioni azzardate che hanno contribuito a peggiore ancor di più lo stato dell'opera, aumentandone i costi. Progettato già in completo difetto ( sembrerebbe che i progettisti non sapessero che il lago ha una escursione sino a quasi due metri rispetto la sua quota ordinaria e che l'altezza massima dell'onda provocata dai venti arriva a cm. 150), pensarono a difese subacque non molto più alte, così che in massima magra, il porto non le ha più e il moto ondoso passa sotto la diga e invade il bacino (bocca di porto sopravento a parte). Ebbene se questo ero lo stato già in sede di progetto, in corso d'opera (Borgomastro Bottini) si pensò bene di peggiorare la cosa, elevando di cm. 25 la quota di imposta della banchina portutale rispetto a quella di progetto (in tal modo si sguarniva ancor di più la già debole protezione). Motivo ufficiale: la decisione dell'autorità regolatoria dei livelli del lago di modificarne (in aumento), la quota ordinaria. Da qui, l'errato presupposto che tale aumento avrebbe avuto qualche incidenza negativa sull'opera così come già allora (erroneamente) progettata. C'è poi un altro risvolto che quella decisione, in qualche modo, ha provocato. La variazione di imposta della banchina della diga foranea fu fatta mantenendo però la livelletta con la quota sommitale della diga foranea del vecchio porto, quindi, la parte in emersione (quella fatta con le pietre incollate), venne ridotta in altessa (di cm. 25 appunto). Il tutto dichiarando che non ci sarebbero stati aumenti di costi. Qualche tempo dopo però, il Governo Bottini variò nuovamente il progetto con riferimento a quella parte dell'opera che oggi è la passeggiata lungo tutta la lunghezza delle diga. Si disse che migliorava il progetto. In effetti migliorava i conti dell'impresa, essendo costata 600 mila euro più di quello che invece era inizialmente previsto. Non lo si disse, ma quanto era previsto in progetto (una struttura ad archi, costruita in opera, che avrebbe dovuto sostenere la passeggiata), non ci stava più per effetto della riduzione di altezza del muro della diga. Si sarebbe picchiata la testa sotto i previsti archi. Insomma, abbiamo capito, tutto si tiene: si dice che bisogna fare una cosa che invece non avrebbe dovuto farsi, anzi andava a peggiorare le cose, si dice che non costava nulla, poi non si dice il motivo vero e saltano fuori altri 600 mila euro per quella passerella in ferro e legno che oggi si vede. Il tutto con la benedizione del nostro assessore a vita, il cui nome oggi proponiamo quale prossimo cittadino benemerito di Stresa. Lo merita, ha dedicato una vita alla città, i cittadini lo hanno sempre premiato per la sua dedizione e costanza, capace di servire il Palazzo in ogni circostanza, nelle avversità e nei momenti lieti. Anche ora non ha rifiutato l'incarico che con tanta generosità gli è stato conferito e per il quale si spende senza risparmio. Ne siamo orgogliosi. Ce lo invidiano in tanti, ma nessuno se lo prende.

Nessun commento:

Posta un commento