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martedì 25 marzo 2025

LA SPOLIAZIONE.


 





Questa storia delle monetizzazioni non fa pensare male, ma al peggio e questa volta non credo che si faccia peccato, semmai il peccato potrebbe essere stato commesso da altri. Neppure ci sembra ormai possibile che la verità rimanga nascosta. Essa sta dietro le cifre e quelle sono lì: scritte e sottoscritte, certificate e validate, timbrate e autenticate; insomma è stato messo in campo tutto quanto l’apparato di cui la pubblica amministrazione dispone per comprovare la fede pubblica (poveretta). O c’é stato un virus malefico che si è diffuso in maniera virulenta dentro le stanze chiuse del Palazzo che ha colpito gli organi cognitivi, temporaneamente offuscandoli, oppure ogni altra ipotesi è aperta. Si esclude comunque l’errore incolpevole, ossia la colpa lieve. Fatti i conti, con l’autorevole avvallo dei valori pubblicati sul sito dell’Agenzia del territorio, la spoliazione di risorse pubbliche sarebbe ingente (concetto naturalmente relativo essendo riferito alle dimensioni della cittadella). Questa spoliazione sarebbe avvenuta in due fasi: con la prima è stata dichiarata la inopportunità e/o impossibilità (tutta da dimostrarsi) di cedere al Comunello le aree standard dove fare parcheggi e aree verdi (10.000 mq. ), poi si è passati al quantum, riesumando i valori di mercato dello scorso fine secolo. Arrivati a quel punto qualcuno si sarà pure accorto dell’affarone che veniva loro offerto e si sarà fregato le mani per la grande soddisfazione che avrà provato, chiedendo di passare in fretta alla firma, prima che qualcuno rifacesse i conti. E' stato subito accontentato. Insomma è come se a qualcuno di noi suonassero il citofono, ci dicessero che vengono a svaligiarci la casa e noi gli aprissimo la porta. Mica male. A quel punto comunque, messe le firme, la spoliazione era belle che fatta e gli atti sono andati in albo quando tutti ormai si erano dimenticati di ogni cosa. Detta così c'é da rimaner basiti, ma il Palazzo è tranquillo (in genere in questi casi dicono di essere sereni), tanto più che la sonnacchiosa "opposizione" non sembra proprio faccia paura a nessuno: l'uno, il già Borgomastro è dentro sino al collo in questa faccenda, l'altro: il già Alcade è stato il mago della variante strutturale stralcio, madre pure lei di questa disgrazia e quelli che non c'entrano nulla seguono le orme dei padri imparando che la politica, come intendono loro, è fatta di opportunismi, di tatticismi e di furberie, quasi mai di verità. Speriamo che il popolo elettore se ne ricordi la prossima volta, ma non ci facciamo troppe illusioni.

domenica 23 marzo 2025

L'EDILIZIA ALLEGRA

 

 





Più casi portati in luce dalla Associazione Ambientalista Italia Nostra, se confermati, potrebbe trascinare la Perla del Lago in un' indagine sulla gestione urbanistica della cittadina. I più grandi cantieri che in questi ultimissimi anni hanno interessato e stanno interessando l'edilizia alberghiera, sono stati messi sotto la lente attenta della Associazione che ha prodotto alcuni esposti inoltrati alle autorità giudiziarie:(contabile e penale).Fulcro della questione sono le modalità con le quale sono state applicate le così dette monetizzazioni delle aree standard (la mancata cessione di aree per uso pubblico, convertite in versamenti di somme dal valore equivalente) che, invece di essere calcolati sulla base dei valori di mercato attuale delle aree o di quelli eventualmente maggiori conseguenti le utilità che gli attuatori degli interventi possono ricavare dalla mancanza di cessione, sono stati calcolati su valori riferiti ad oltre 20 anni prima e senza riferimento ad alcuna comparazione con le utilità conseguite dagli attuatori. In un caso si è proceduto a monetizzare anche in presenza di un espresso diverso obbligo contenuto nella norma del Piano Regolatore. Le entità in gioco sono molto rilevanti (oltre 10.000 sono i metri quadrati interessati ), mentre i valori applicati si scostano in maniera molto rilevante da quelli reali,desumibili anche dal sito dell’Agenzia del territorio. Un ammanco nelle entrate dell'Ente che potrebbe essere calcolato anche in milioni di euro. Ma non c'è solo questo perché l'Associazione, in un caso, contesta che il progetto, pur approvato anche dalla Soprintendenza, non osserverebbe le prescrizioni contenute nel provvedimento che tutela il ripristino del parco (quello delle Ville Basile e di S Rizzo), ma sarebbe viziato dalla variante urbanistica stralcio approvata a suo tempo in spregio allo stesso provvedimento di tutela. In questo caso, l'Associazione, a comprova della propria tesi, ricorda il parere che il Consiglio di Stato aveva formulato in esito ad un ricorso straordinario al Capo dello Stato che la proprietà aveva prodotto (poi perso), avverso il rigetto di un procedente progetto. In quel caso, il Consiglio di Stato aveva definito la variante stralcio un'operazione a rovescio rispetto a quanto il provvedimento di tutela avrebbe imposto. L'Associazione contesta da sempre il fatto che il Comune non abbia mai adeguato lo strumento urbanistico alle indicazioni che erano emerse in quell'autorevole pronunciamento e avanza l'ipotesi che, in questo caso, la monetizzazione in luogo della cessione delle aree standard sarebbe la conseguenza dell'eccesso di edificabilità attribuita a quell'area. Una questione complessa che presenta risvolti riferiti a responsabilità di diversa natura. Si tratterà dunque di vedere quali potranno essere gli effetti che rilievi tanto pregnanti potranno avere su quanto è stato il recente passato e il presente dell'edilizia alberghiera della città, che proprio in questi anni, non a caso, ha avuto e sta avendo uno dei più rilevanti momenti di crescita.

martedì 18 marzo 2025

LA CRISI PERMANENTE

 

  

Durante la prima Repubblica, le crisi dei Governi Nazionali  si succedevano con una certa frequenza, persino troppo, a dirla tutta. Quel che poi era peggio  è che quelle crisi erano interminabili. Notorie erano le lunghe consultazioni al Quirinale che segnavano sempre le crisi. Era una noia mortale che monopolizzava tutta l'informazione (governativa o no che fosse) per settimane e settimane. Alla fine quelle crisi si concludevano con in genere governi di compromessi multicolori e qualche volta con un qualche governo balneare, destinato a rimanere a galla per una sola stagione ( generalmente quella estiva). Cronache d'altri tempi. No so se il popolo si appassionasse più di tanto a quelle crisi, a me erano mortalmente noiose, ma non avendo ancora raggiunto l'età della ragione, mi annoiavano per forza, ma forse non avevo torto. Adesso che viviamo in un'altra  repubblica, vediamo che  crisi governative nazionali non pare proprio siano all'orizzonte, mentre, inopinatamente, ci troviamo immersi in questa nostra crisetta locale che per la sua lunghezza sta però eguagliando quelle dei tempi della prima repubblica. Di buono c'è che pochi o nessuno se ne sta accorgendo (così nessuno si annoia). L'impressione è che non ci sia molta differenza tra un governo che non c'é o uno che c'é. Potremmo anche stare senza per qualche anno e le cose non cambierebbero forse di molto. Da qui l'urgenza che non sembra proprio mettere il turbo a nessuno. Forse ce ne potremmo anche fare l'abitudine da qui sino alla fine di quello che avrebbe dovuto essere il mandato, probabilmente invece una qualche soluzione verrà trovata, non fosse che per approvare quei quattro atti obbligatori che legge impone per non andare a casa prima del tempo, ma poi scordiamoci altro. Nel tentativo di dare una scossina, ieri un consigliere è comparso in video sul suo social per invocare la fine della crisi. Il suo appello cadrà nel vuoto assoluto. La crisi in questa cittadella è una roba permanente che il Governo governi o non ci sia. Altri governano ( e lo vediamo). Altri decidono, chiedono e ottengono. I Governi ratificano. Non fanno altro.               

lunedì 10 marzo 2025

COMUNQUE VADA E' FINITA






Ci sara' l' appello giovedì prossimo venturo per vedere se il Governo locale riuscirà mai a superare, ai supplementari, lo stallo in cui pure il Consiglio versa. Comunque vada, se sarà sei contro sei e quindi nullo (probabile con rinvio al Commissario ad acta), se invece uscirà un 7 contro 5 ( sempre possibile) o magari un 6 contro 0 ( non impossibile), ma comunque vada a finire questa difficile prova per rimettere in sesto il traballante Governo, la verità è che ormai è finito. Non c'è più il tempo per nulla. Prima c'era il tempo, ma è passato invano con le cose da fare rinviate e quelle da non fare invece fatte. E' stato un Governo strano, quasi ai più incomprensibile, paralizzato dentro un Palazzo di cui forse mai ha compreso i meccanismi di funzionamento e di mal funzionamento. E' stato un Governo senza una visione o comunque mai l'avesse, probabilmente era sbagliata e tale sarà pure rimasta visto che nessuno ha mai visto niente e sentito ancora meno. Altro tempo buttato e anche dovesse sopravvivere lo scarso anno che lo separa dalla sua fine legale, non ha il tempo di fare nulla se non l'ordinario. L' " opposisione " ha persino offerto il suo aiuto se si impegnasse a fare soltanto l'ordinario, ma l'offerta non era neppure necessaria; altro non può fare. Perchè allora rimanere lì con la respirazione assistita ad aspettare il giorno della fine ? Non c'è una risposta, ce ne possono essere diverse e comunque anche rimanere lì è legittimo essendo un Governo eletto dal popolo, anche se ha perso qualche pezzo che pure il popolo aveva eletto. Questo sarà quindi lo scenario possibile, salvo che il settimo mancante sia dichiarato ineleggibile ed allora, rimanendo 6 contro 6, la fine sarà anticipata e la respirazione staccata. Intanto i soliti candidati fanno pre riscaldamento a bordo campo. Beati loro.

domenica 2 marzo 2025

ULTIMA CHIAMA

 

 


Sollecitato dal Ministero Interno, nel prossimo mercoledì il Consiglio ci riprova. Probabile che l'esito sarà un'altra volta nullo. Sei contro sei non si va da nessuna parte. La surroga la farà poi dopo un commissario ad acta e a quel punto sarà 7 a 6.Un margine esiguo, ma basta un voto e andranno avanti con il motore spento e solo per abbrivio, sin tanto che la spinta basta. Non manca molto e così arriverà al traguardo senza gloria questo è certo, ma probabilmente non anche senza infamia. Quello che non è stato fatto prima non è che poi si fa l'ultimo giorno, non funziona così, la pubblica amministrazione è un pachiderma, prima che si muova è già finito il tempo a disposizione. Quanto al merito,già ora si può fare il pre consuntivo: poco o nulla. Porto fermo al primo giorno, fondazione Palazzola disfatta senza sapere che cosa fare il giorno dopo, palazzina liberty un cantiere infinito, piano viabilità e parcheggi solo un annuncio, palacongressi nessuna idea, verde pubblico un disastro, funivia per ora solo annunci,piano regolatore meglio non tocchino nulla, intanto ci pensano i padroni della cittadella, museo della pesca un altra opera infinita, parcheggio lido un disastro, monetizzazioni uno scandalo annunciato. Per ora basta così, meno governano meglio è.