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martedì 23 maggio 2017

APPELLO

CITTA’ DI STRESA 
23 Maggio 2017 
Oggetto: Convocazione straordinaria del Consiglio Comunale.
 I L BORGOMASTRO
Visti l’art. 50 del D.Lgs. 18.8.2000, n.267;
Visto l’articolo 13 dello Statuto Comunale;
 D I S P ON E 
di convocare il CONSIGLIO COMUNALE  In sessione straordinaria – seduta di 1° convocazione per il giorno Lunedì 29 MAGGIO 2017 – ore 18.30 presso Palazzo dei Congressi, Sala Iacono e, qualora non si raggiunga il numero legale in 1° convocazione, in sessione straordinaria seduta di 2° convocazione, per il giorno lunedì 29 maggio 2017 – ore 19.30 presso Palazzo dei Congressi, Sala Iacono Per deliberare il seguente 
O R D I N E D E L G I O R N O 
1. Esame ed approvazione prima variazione al bilancio di previsione 2017-2019. 
2. Variazione Programma Triennale OO.PP. 2017/2019 ed elenco annuale 2017.
3. Approvazione “Criteri per la determinazione del contributo straordinario (ex lettera d-ter, comma 4, art. 16 del d.p.r. 380/2001e smi) relativo al maggior valore generato da interventi su aree e immobili in variante urbanistica, in deroga o con cambio di destinazione d’uso - deliberazione della giunta regionale 29 febbraio 2016 n. 22-2974”. 
4. Approvazione “variante semplificata ai sensi del comma 4° art. 17/bis ex l.r. 56/77 e smi - soc. S.I.A.V. foglio 15 mappale 1”
5. Integrazione allo schema di convenzione approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 7 del 13 marzo 2015 avente all’oggetto “l. 122/2011 – “prime disposizioni urgenti per l’economia” – Autorizzazione al rilascio del permesso a costruire in deroga per intervento di ristrutturazione ai soli fini residenziali dell’immobile denominato Villa Garden (foglio 37 mapp. 39 – 144). 2 
6. Attività di collaborazione con l’ Agenzia delle Entrate – Contrasto all’ evasione. Approvazione convenzione.
7. Esame ed approvazione Ordine del Giorno “Zona economica speciale per il V.C.O.”.
 8. Gruppo consiliare Progetto Comune – Interrogazione “Marcia avanti e retromarcia!” in merito a tariffe aree di sosta.
9. Gruppo consiliare Progetto Comune – Interrogazione “Piscina…. Questa fidejussione non s’ha da fare” 
10. Gruppo consiliare Progetto Comune – Interrogazione “Stato di fermo in cui si trova il porto” 
11. Gruppo consiliare Progetto Comune – Interrogazione “Assegnazione in concessione in affitto del compendio Vivaio Alpinia” 
IL BORGOMASTRO In originale firmato: (Giuseppe Bottini)

lunedì 22 maggio 2017

CARO BORGOMASTRO TI SCRIVO


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Caro Borgomastro, un grande silenzio sembra essere piombato sulle vicende cittadine. Dopo la matura dipartita del tuo predecessore, quel tal Canio che elargiva, ad ogni minima occasione infinite lezioni di saggezza, tanto da apparire un novello Confucio, ci manca moltissimo. Il silenzio sembra pure dominare i "lavori" dell'assemblea cittadina non più monopolizzata dal quinquennale duello che aveva visto due soli contendenti, l'uno sempre quel tal Canio e l'altro lo scrivente. Quel duello è sostituito ora da qualche sciabolata tra te e il Comandante, sempre meno per vero, e dal politically correct che sembra invece contrassegnare i tuoi rapporti con l'altra ala dello schieramento "avverso", molto, ma molto messo tra due virgole. Come vedi, caro Borgomastro, il quadro è un po' desolante, la dialettica scema o manca del tutto, il confronto è assente; certo ti capisco, misurarti da parte tua con l'oratoria di Canio può sembrare dura, ma ti voglio tranquillizzare, in fondo era una retorica vuota, sempre autoreferenziale, impegnata a scansare la verità più che a raccontarla e poi... sempre le stesse cose, una narrazione ripetuta all'infinito per non dire niente, no... preferisco il tuo linguaggio, pieno di errori certo, ma sei in miglioramento, in progress come si dice. Rimane il fatto però che tutto è desolantemente piatto; è come se il Palazzo non ci fosse, è come se non fosse stato eletto nessuno, né di maggioranza, né tanto meno di minoranza, e questo è ancora più grave. Rimane soltanto un Borgomastro a sbrigarsela come può dentro le mura, mai trasparenti del Palazzo. Hai visto come in questo silenzio persino le minoranze cerchino di blandirti , come offrono i loro buoni uffici, la loro disponibilità a darti una mano... Non dovrebbe proprio essere questo il loro mestiere, ma se una mano la volessero dare non dovrebbero neppure chiederti il permesso, hanno tanto di quello spazio da utilizzare, soltanto lo volessero. Ma che vuoi che ti dica... la mitica inesistente stanza dei bottoni sembra ancora attirare e far gola; lascia stare, che facciano il loro mestiere che è ora, ma se lo faranno ascoltale, non fare come il tuo noto predecessore e qui mi freno a non scrivere come la penso. Poi devi pure guardarti da nemici interni, quelli che pubblicamente si genuflettono e in privato... E' sempre il tuo predecessore che rompe le scatole, sognando di tornare a far danni per un altro paio di quinquenni. Per ora si curi la zampa azzoppata e non rompa. Detto tutto questo non pensare che, alla fine, io ti assolva. Sei troppo vecchio del mestiere e anche se gli attrezzi si sono arrugginiti un po', sei sempre un gran conta balle, magari simpatico, ma da cui bisogna guardarsi, sempre.               

venerdì 19 maggio 2017

LA PASSERELLA DEL BORGOMASTRO


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La storia a volte ci lascia testimonianze interessanti, leggendo le quali scopriamo che il mondo cammina anche a rovescio. Una di queste testimonianze è il ponte di Traiano, l'imperatore che nel secondo secolo d.c. fece raggiungere da Roma la sua massima espansione territoriale. A leggere le caratteristiche di quel ponte e la velocità di realizzazione, anche quello di Messina rischia di non fare una grande figura, figuriamoci il nostro ponticello, che più giusto sarebbe chiamare passerella e che dovrebbe collegare le due sponde di quel torrentello dal nome minaccioso e che per buona parte dell'anno sta in secca. Forse fra qualche giorno, dopo tre Pasque di attese potremo vederlo, ammirarlo mi sembra troppo; inaugureremo dunque la passerella che mi par giusto dedicare al nostro Borgomastro che contro tutto e tutti avrà l'onore di tagliare il nastro di inaugurazione, sperando che non crolli alla prima piena.

Il Ponte di Traiano (romeno: Podul lui Traian; serbo: Трајанов мост, Trajanov Most) o Ponte di Apollodoro sul Danubio era un ponte romano fortificato, costruito negli anni dal 103 al 105, il primo mai posto in opera sul basso corso del Danubio. Per più di mille anni fu il più lungo ponte ad arcate mai costruito al mondo, sia in termini di lunghezza totale che di larghezza delle sue campate.
Fu opera dell'architetto Apollodoro di Damasco, che lo realizzò nel corso della campagna bellica che portò Traiano alla conquista della Dacia.




Ricostruzione ipotetica del ponte



Il ponte era posto a est delle Porte di Ferro, presso le attuali città di Dobreta (in Romania) e Kladovo (in Serbia). La sua costruzione fu ordinata dall'imperatore Traiano per fornire una via di rifornimento per le legioni romane impegnate nella campagna dacica. Questa le descrizione che ne fa Cassio Dione Cocceiano:
« [...] ci sono altre opere per le quali [Traiano] si distinse, ma questa le sorpassò tutte. Il ponte poggia su 20 pilastri in pietra quadrangolare di 150 piedi di altezza escluse le fondamente e di 60 di larghezza. Questi [piloni] sono distanti 170 piedi l'uno dall'altro e sono collegati da archi. » 
(Cassio Dione, Storia romana, LXVIII, 13.1-2.) 
La struttura era lunga 1.135 metri, in un punto in cui il Danubio è largo 800 metri: l'altezza sul pelo dell'acqua raggiungeva i 19 metri; la larghezza del passaggio era di 15 metri. Con la sua posa in opera veniva di fatto cancellato il confine naturale che il corso del fiume stabiliva tra la Mesia e la Dacia.
A ciascuna delle estremità, intorno ai due ingressi, era posto un castrum,[1] di modo che l'attraversamento del ponte fosse possibile solo passando attraverso le fortificazioni.
Il suo ingegnere, Apollodoro di Damasco, usò probabilmente[2] archi in legno poggiati su venti piloni in muratura di mattoni, malta e pozzolana alti circa 45 metri e distanziati tra loro di 38 metri.[3] Nel piccolo museo archeologico di Turnu Severin è presente un bellissimo modello scala 1:100 del ponte (in un locale lungo più di dodici metri).

mercoledì 17 maggio 2017

CONVEGNO PALAZZOLA



Per chi avesse voglia di dargli una lettura riportiamo il testo integrale dell'intervento introduttivo al convegno tenuto dal Presidente della sezione di Italia Nostra VCO.

Italia Nostra ha voluto dedicare la prima giornata nazionale ai beni comuni di proprietà pubblica che, seppur sottoposti a provvedimenti di tutela, versano in abbandono e degrado.
Ad ogni sezione locale il compito quindi di individuare un bene che nel proprio ambito presentasse quelle caratteristiche, con la speranza che la giornata ad esso dedicata possa riaccendere i riflettori sullo stato in cui versa e sulle prospettive del suo recupero e della sua valorizzazione.
Le Sezioni delle Province di Verbania e di Novara, accomunate da una problematica comune che è quella di Villa La Palazzola qui a Stresa e di Villa Cavallini a Lesa, hanno congiuntamente creduto di anticipare la giornata di domani con questo pomeriggio di incontro e di dibattito sul tema che vede al centro i parchi e le ville storiche, realtà che hanno costituto un insediamento di pregio sulle coste dei grandi laghi, improntandone il paesaggio, tanto da farle diventare un elemento caratterizzante e qualificante del territorio.
La ricchezza del passato sembra però essere un problema per l'oggi; le mutate abitudini nella fruizione del tempo libero, il ridursi o l'estinguersi della grandi famiglie proprietarie, le spinte economiche diversamente orientate, il frazionamento delle proprietà stesse o all'opposto la loro concentrazione in poche mani, tutto ciò ha modificato il quadro di un passato che definirei dal paesaggio perfetto e aperto un presente dove una parte di quel passato appare o modificato, non sempre coerentemente, o già scomparso o abbandonato in attesa di una prospettiva che il più delle volte non è quella del recupero.
La linea d'ombra del presente che separa il passato glorioso dal futuro incerto, troppe o molte volte è segnata quindi dall'abbandono, un abbandono a volte incolpevole, ma a volte imputabile alla volontà, o alla necessità, proprietaria. Gli esempi non mancano.
Ma c'è di più; insieme alla decadenza dei beni si accompagna forse un cambio culturale. Più il degrado e l'abbandono avanzano, più si allarga una coscienza diffusa che percepisce il degrado come causa e non come effetto. Si innesca insomma un processo che rischia di vedere i cittadini passare da difensori dei beni comuni a primi accusatori di un sistema di tutela raffigurato come responsabile del grado di incuria raggiunto. Il sistema di tutela viene allora indicato come il freno, l'ostacolo che si frappone alla "valorizzazione" economica di quei beni, anzi alla crescita economica tout court, il nemico da abbattere.
E' la perdita di riconoscimento del valore identitario cui il paesaggio storico assolveva. Coloro che hanno ereditato soltanto "ruderi", non ne riconoscono più il valore e si innesca un' azione collettiva politicamente sostenuta, specie a livello locale, destinata a rimuovere quei beni dalla propria identità, arrivando a chiederne la mutazione, anzi la distruzione, rinforzandosi le tendenze "eversive" rispetto al sistema dei valori dei beni culturali e di paesaggio ancorché costituzionalmente protetti.
Si salda così il degrado materiale con la mutazione culturale; il primo avvia la seconda, la seconda, una volta innescata, rompe l'argine che poteva frenare il primo. A questo punto i valori identitari sono persi e il processo di trasformazione irreversibile dei beni comuni può aver luogo senza alcun ostacolo, anzi sostenuto attivamente dalla "volontà popolare".
In questa panoramica, così brevemente descritta, ci si chiede quale sia il ruolo che i soggetti pubblici, diversamente competenti, debbano o possano svolgere.
Al di là della diffusa narrazione ufficiale o meglio governativa che ci ricorda i punti di eccellenza, i gioielli di famiglia che sono ritornati a splendere, vi è una realtà più diffusa, magari minore, ma non per questo meno meritevole, che soffre, sia per mancanza di progetto, sia per mancanza di risorse, sia per volontà diversamente orientate.
Di questa realtà, una parte è nella mani della proprietà pubblica, un'altra, pur vincolata, è in mani private e qui si innesca un paradosso.
Le proprietà pubbliche non dovrebbero soffrire per remore o incertezze circa la destinazione e il futuro dei beni in loro possesso; se ben indirizzati, specie entro una economia del turismo, rappresentano un valore aggiunto, un carattere identitario dei luoghi tanto che hanno contribuito a farne la fortuna economica.
Tuttavia quand'anche esista una progettualità, le risorse finanziarie pubbliche, troppo scarse, frenano recupero e valorizzazione.
Dall'altro lato, quello delle proprietà private, ancorché tutelate, si oppongono incertezze, freni inibitori, particolarmente efficaci in un contesto locale, a che una pianificazione coerente con il sistema dei vincoli ne disegni un futuro possibile o l'unico futuro possibile e auspicabile, ossia un recupero dello splendore perso, entro un ventaglio di possibili usi funzionali, vuoi di residenza tradizionale, vuoi di ricettività turistica di charm, vuoi quali contenitori di altre funzioni, comunque coerenti.
La partita è ancora aperta su tutto il fronte, quello delle risorse pubbliche che mancano e ne parleremo anche dopo,e quello di una pianificazione coerente che ancora stenta moltissimo o addirittura cammina in senso opposto.
In questo contesto i beni comuni più esposti ne stanno facendo le spese, degradando comunque per volontà cosciente o per carenze di risorse e nel degrado attuale, il pericolo reale è l'avanzata, inesorabile, di quella mutazione culturale di cui ho fatto cenno e che rischia di cancellare identità e memoria, cambiando inesorabilmente il corso della storia e del paesaggio.

lunedì 15 maggio 2017

DEGRADO

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Si archivia dunque sta due giorni che ha visto al centro la "nostra" Palazzola, con tanto di foto di degrado, di piani di recupero illusori e di convegno sul tema a noi pur caro. Sarà servito a niente, sarà servito a poco noi questo non sappiamo, ma certo che il letargo che oggi regna è ora e passa l'ora che si svegli. La solfa che i soldi non ci stanno la sappiamo, ma compito dei "saggi" che stanno ora al governo nel nostro Palazzotto e in quello Regionale è proprio di cercarli e di trovarli. Se per colpa, lentezza o distrazione od altra qualche causa, i soldi che pur c'erano son ora ormai scomparsi, è loro che debbano svegliarsi e andarli a ritrovare; son loro che li hanno persi, son loro che tocca ritrovarli, questo è certo, non vale cercare le scusanti, non ci sono. Su questo ha pur anche promesso il nostro Borgomastro dicendosi sicuro di non deluder mai. Comunque non tocca che aspettare e poi vedere. Intanto, dal fronte del disastro, la lunga sequenza del degrado che sfila davanti al milione di persone che ogni anno gli passano li avanti, arriva la notizia che la Siav ci sembra che abbia battuto un nuovo colpo. Ritira il progetto del mostro a cinque stelle che ancora sta in Regione; rinuncia, almeno pare, a farsi bocciare sto progetto, con grande sollievo di tutti i funzionari regionali che vengono sgravati dal fare questo sgarbo. Si inizia dunque ancora un nuovo capitolo della saga, la lunga soap opera che anima la vita della Perla da ormai quasi due lustri. La nuova puntata, da quanto ora sappiamo, avrà come scena un tavolo rotondo. Intorno a sto tavolo imbandito siederanno un po' tutti i soggetti che sono interessati a quel progetto, con l'intento di uscire dallo stallo e dando la misura di quanto si può fare e quanto non si può. A sto tavolo imbandito ci sarà pure un convitato che manco è l'invitato. E' Canio, sì, sì. Si teme che lo soglia di quello che sarà possibile pur fare vada a finir sotto la misura di quella che fu l'asta dei cubi inventata dall'Alcade . Ma se questo sarà il caso non credo che la Siav si farà tanto di scrupolo a chiedere e volere che la somma di €. 420.770,00 già versata, le venga rimborsata.

giovedì 11 maggio 2017

GIORNATA NAZIONALE DEI BENI COMUNI : STRESA-LESA



ITALIA NOSTRA ONLUS

SEZIONI PROVINCIALI DI NOVARA E DEL VERBANO CUSIO OSSOLA
GIORNATA NAZIONALE DEI BENI COMUNI
VILLA LA PALAZZOLA-STRESA ( VB) 
VILLA CAVALLINI -LESA- (NO)












13 maggio ore 17
Villa Ducale Stresa c.so Umberto 15
Convegno pubblico
Partecipano: Italia Nostra Novara - Verbania -
Renata Lodari paesaggista curatrice dell'atlante dei giardini del Piemonte - Il paesaggio delle ville del lago Maggiore quale futuro?

14 maggio villa Cavallini- visita guidata-
14 maggio Parco di Villa Palazzola - mostra fotografica sullo stato della villa ed esposizione del progetto di recupero 




Con il patrocinio della

martedì 9 maggio 2017

NUOVA PROPOSTA




20 20 si fa viva un'altra volta e invia questa lettera a Fiera Milano Congressi. E' un primo sondaggio, nulla di più, un cercare di muovere le acque stagnanti, un indicare una possibile via di uscita da uno stallo che non fa bene a nessuno, neppure alla stessa Fiera Milano Congressi. Di più, si cerca di dar forma ad un progetto nuovo di turismo invernale inedito e accattivante. Riusciranno i nostri eroi in questa impresa impossibile ? A questa domanda non esiste ancora risposta, ma il primo nemico da battere è lo scetticismo e la rassegnazione. Il resto viene dopo. 


Spett. Fiera Milano Congressi
Convention Center 
Piazzale Europa, 3 
28838 Stresa VB 
infostresa@fieramilanocongressi.it

p.c.

Sig. Sindaco della Città di Stresa 
P.za Matteotti, 4 
28838 Stresa VB
protocollo@cert.comunestresa.it 


Stresa, 6 maggio 2017


Oggetto: concessione di gestione del Centro Congressi Stresa. Manifestazione d’interesse per eventi espositivi. Nuova stagione turistica: Stresa d'inverno. 


L'Associazione culturale che presiedo ha individuato tra i propri obiettivi quello di promuovere un nuovo e alternativo modello di turismo locale che veda al proprio centro il periodo stagionale compreso tra i mesi di novembre e febbraio. 
Un periodo dell'anno solitamente ritenuto "morto" per il turismo e che invece potrebbe costituire un'alternativa, per certi aspetti accattivante, all'offerta turistica tradizionale, capace di generare numeri importanti o comunque interessanti rispetto all'usuale e - a nostro avviso superata e rassegnata - narrazione che vuole la stagione invernale turisticamente perdente.
Un turismo, concentrato nelle festività e nei fine settimana, che dovrebbe essere attivato da un'offerta culturale che vedrebbe i suoi punti di forza e di attrazione nell’apertura al pubblico dei giardini delle Isole in veste invernata e nella organizzazione di un unico evento - o più eventi - capaci di coprire l'intero periodo stagionale, dedicati a ospitare grandi mostre d'arte di assicurato richiamo.
L'organizzazione, intorno a questi eventi, di un sistema di servizi quali: l’ospitalità in bed and breakfast, in strutture alberghiere minori, in appartamenti privati (oggi circa 200 sul mercato cittadino); la garanzia di apertura di pubblici esercizi di bar e ristorazione nella città e sulle isole; un potenziato servizio pubblico di linea lacuale e crocieristico verso le isole stesse e non solo, nonché l'offerta di alcune serate dedicate a spettacoli teatrali o musicali, tutto ciò costituirebbe un mix che, supportato da un'adeguata campagna promozionale, darebbe luogo a un'offerta turistica alternativa capace di richiamare, nelle circa 40 giornate che coprono il periodo dei quattro mesi in questione, un numero di visitatori tale da assicurare un ritorno economico interessante e che comunque potrebbe garantire la sostenibilità del progetto. La proposta di porre uno o più grandi eventi espostivi al centro del progetto viene mediata dai tanti esempi che città d’arte, ma non solo, offrono proprio in periodi di bassa stagionalità turistica e i numeri che si riscontrano vanno dall’ ordine di diverse decine di migliaia ad alcune centinaia di migliaia di visitatori per singolo evento. 
Sotto questo profilo non sembra dunque che la proposta possa presentare elementi di azzardo o di rischio; al contrario vi è un mercato ormai consolidato costituito dal pubblico di simili ricorrenti eventi. 
La possibilità di unire manifestazioni di questo tipo con l’offerta di un breve soggiorno in una cornice ambientale stagionalmente insolita, ma proprio per ciò accattivante e alternativa rispetto al modello usuale e forse abusato, i sempre più ricorrenti lunghi periodi invernali di clima mite e secco, la capacità di essere comunque attrattivi rispetto al mercato turistico dei paesi del Nord Europa, fortemente penalizzati dalla loro climatologia ma velocemente connessi a quelli del Sud, sono tutte opportunità che l’Associazione ha valutato, concludendo circa l’interesse che dovrebbe suscitare una proposta di tale contenuto. 
Codesta Società è concessionaria del Centro congressi di Stresa.
E' noto che la tradizionale attività congressuale ha conosciuto in questi ultimi anni una fortissima contrazione, vuoi per la concorrenza interna sviluppata dall’offerta alberghiera integrata locale, vuoi per effetto della crisi economica e industriale. 
In questo quadro il contenitore del Palacongressi ha progressivamente perso la sua funzione di motore turistico della città; i forti investimenti pubblici che sono stati fatti negli scorsi anni hanno, purtroppo, poi coinciso con l’inizio di una crisi mai risolta, sicché oggi la struttura costituisce una diseconomia nell’ambito delle infrastrutture cittadine.
La presente contiene perciò una proposta per il rilancio del Palacongressi quale contenitore di eventi espositivi nell’ambito di un più esteso modello di nuovo turismo culturale entro un’offerta stagionale alternativa.
Si desidera pertanto sondare l’interesse di codesta Società a poter essere parte, diretta o indiretta, in un progetto come quello fin qui sommariamente descritto.
Se ne venissero colti l’interesse e l’opportunità, dovrebbe probabilmente seguire una rinegoziazione dei rapporti contrattuali in atto con la proprietà, il Comune di Stresa, ma non pensiamo che ciò possa costituire un problema. D’altra parte, nelle attuali condizioni di mercato, l’onere concessorio annualmente versato ci sembra costituisca un debito senza adeguati ritorni a favore del concessionario e crediamo che la ricerca di una soluzione sia un tentativo doveroso da perseguire. 

Confidando in un'attenta Vostra valutazione della presente, attendo di conoscere una Vostra risposta in merito al progetto testé descritto e alla disponibilità di un incontro per fissare delle azioni concrete.

Cordiali saluti.

Il Presidente dell’Associazione Stresa 20 20
Ing. Alberto Vallanzasca 


sabato 6 maggio 2017

L'ESORCISTA


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Impossibile è crederci, ma comunque è tutto vero: la Paolo Beltrami SPA, che tutti sanno è l'impresa che fa il porto, è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo sin dallo scorso marzo. Nulla, come sempre, trapela dal Palazzo che quanto a trasparenza è un vero e proprio palazzo di vetro, tanto trasparente che manco si vede. La notizia complica di certo la conclusione dei lavori che, intanto, sono fermi da almeno cinque mesi e pone un bel punto interrogativo sulla data di loro conclusione. Stupisce che manco la Stampa ci abbia sino ad oggi informati e che siamo noi a dover informare la Stampa; pazienza, facciamocene una ragione, tanto la notizia non ce l'avrebbero pagata manco gliela avessimo passata in anteprima. Comunque, tornando alle nostre disgrazie, questo concordato, il cui esito nessuno sa oggi quale sarà domani, preludio di fallimento o di risanamento aziendale, si aggiunge alle mai risolte questioni sulle modalità di smaltimento dei materiali da dragare dal bacino di quello che , magari un giorno lontano che i nostri figli potranno vedere, diventerà il porto turistico della Perla; per ora continua ad essere un buco nell'acqua, peraltro molto costoso. Un ennesima tegola che cade sulla testa che, se prima cadevano su quella dell'Alcade, ora cadono su quella del Borgomastro. Siamo rassicurati però, entrambi la testa l'hanno dura e non si fanno mai male; chi si fa male è l'immagine appannata della Perla, sempre alle prese con sventure e sfighe. Un intervento esorcistico forse potrebbe essere utile per allontanare il maligno che sembra accanirsi, sempre che i vari governanti di turno si prestino ad esserne sottoposti, con grande sollievo di noi tutti. 
1/2017 PAOLO BELTRAMI SPA
DETTAGLIO PROCEDURA



Ragione sociale: 

Paolo Beltrami Spa 


Indirizzo: 

Via IV Novembre 72 - 26024 - Paderno Ponchielli (CR) 


Codice fiscale: 

00128240199 


Partita Iva: 

00128240199 


Tipo di procedura: 

Concordato con riserva 


Dichiarata il: 

20/03/2017 


Numero: 

1/2017 


PEC della procedura: 

cp1.2017cremona@pecconcordati.it 


Giudice Delegato: 

Grasselli Stefania 


Tribunale: 

Cremona 


Commissario: 



Commissario Giudiziale: 

mercoledì 3 maggio 2017

SENSO ANTIORARIO


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La cronaca è l'ultimo dei posts che abbiamo qui già scritto; se merita un commento non lo so, comunque se c'era un qualche dubbio, ormai è più chiaro che è difficile che il Palazzo pur si muova. Gli cambi anche l'Alcade, gli metti un Borgomastro, ci metti una Zarina o anche un Comandante, non credo che la macchina si muova più di tanto. E' ferma ed imballata, se cambi qualche pezzo magari anche ci provi, magari dà pure qualche colpo, ma dopo pochi giri si ferma e siamo a capo. Mi sembra l'Alitalia, è tutta complicata, si muove su se stessa e farla decollare c'è il rischio che poi cada. E' un tarlo permanente, sta roba d'ante guerra, non pubblican manco gli atti, una cosa di un secondo; eppure non lo fanno, gli passa dalla mente. In questa condizione se manco chi li guida non abbia la patente, si rischia di schiantare ancor prima di forse incominciare. Lo provano le cose che invece di poi farle, gli tocca anche rifarle. Il tempo corre indietro, va in senso ante l'orario la pendola in Palazzo; gli esempi pur si sprecano, son tutti ora già noti: l'imposta sullo sbarco la mettono, la tolgono e quando non lo sanno sospendono poi tutto; il porto dello scandalo era finito lo scorso fine anno e infatti da quel giorno è tutto quanto fermo; il ponte sul rio Roddo, di rara ingegneria, un 'opera divina, si dice sia sbagliato e tornato in officina; lo scalo a Stresa centro, pagato fior di euro, son più di dieci anni, è fermo tutto quanto da ostacoli infiniti che mette navi laghi; la scuola, l'alberghiera, sappiamo che magari finirà pure in galera e intanto per cambiare qualcuno già lo pensa di fare un'altra causa per riprendersi la sede di ancora l'alberghiera; la vasca per il bagno andava già rifatta, l'accordo prevedeva che fosse già finita, ma manco è incominciata; di Villa Palazzola, la cosa più sensata che pensano in Palazzo è quella di riprendersela al costo quasi folle, di sole imposte e tasse, di oltre in euro mezzo milione; poi quella Gabbiola ora torna in gran silenzio, non svela il Borgomastro che cosa tutt' attorno vi combina. Insomma, come sempre, la ruota del governo la gira alla rovescia, oppure manco gira. Se perdi una puntata poco male, se torni la rivedi un'altra volta e magari un'altra ancora. 


domenica 30 aprile 2017

CRONACA ROSA


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Sta volta sto Consiglio è assai spedito; assente, come "sempre", la nostra delegata alle finanze, supplisce il Professore, come può, nell'insolita sua veste di uomo di numeri e di formule. Si inizia dunque con lo storno nel bilancio di somme che non servano un bel niente, così che l'esordiente Professore già ci annuncia che presto saranno ristornate. Continua il Professore la lezione addentrandosi nei conti armonizzati. C'è dunque un altro esordio, sto conto di tutto il patrimonio al primo gennaio dell'anno ormai passato. Nessuno chiede niente, si cambia l'argomento. Sta volta è il conto vero, ossia sto consuntivo dell'anno pur passato. Fedele al suo profilo, sto nostro Professore non cita manco un numero, li da per conosciuti, racconta quattro balle e se la cava. Inizia il gran dibattito; mi aspetto una lezione dai banchi in minoranza, ma inizia il Capo Gruppo, Marcella Severino, facendo le domande, son tutte domandine riguardo qualche spesa e qualche entrata. Le segna il Professore sul suo solito taccuino, ma quanto alle risposte lui dice non le so e arriva il funzionario che spiega, diligente, le cose per benino. Sin qui tutto va bene, i conti sono a posto, e il Capo Severino continua l'intervento, scoprendo solo ora che passati ormai due anni sto Comune non fa un cazzo. Il debito è crollato, l'avanzo è invece anche cresciuto, di soldi ce n'è un mare, ma niente pare che il Comune sappia fare. La gente se ne va, gli uffici son per aria, le guardie son scappate, le ortensie mal tagliate, le gare non si fanno, l'Assessore alle finanze non si vede, lo stato delle cose è così grave che occorre un salvataggio. Siam pronti alle manovre, se chiama il Borgomastro si risponde. Sta volta è il Borgomastro che preso anche di peso si prova a dar risposta. O cara, che cosa vuoi che dica ? che sono anch'io d'accordo, le cose qui non vanno, c'è troppa confusione, mi sbatto come un matto, ma questa condizione mi lascia esterrefatto. Comunque vi prometto che presto metto a posto e tempo ormai sei mesi la cosa sarà fatta. Finisce l'intervento e arriva l'Avvocato; difende il personale, scorretto gli pare anche parlarne; comunque non è vero, non c'è nessuna fuga in atto, ci sono le ragioni, son spesso personali. Arriva il Comandante, ci sembra sconsolato. Si associa all'altro Gruppo; è vero non c'è nulla, e tutto ormai sta fermo; vi mancano le idee, ma siamo tutti pronti a darvi anche una mano e basta che ci chiami. E chiude l'argomento il noto Mauro Fortis che come tutti sanno, lui teme sia accusato di essere un sicario. Esordisce che ha tutte le ragioni la nota Severino, ma questo non vuol dire che vi è in atto un qual complotto. Lui giura dunque ancora che ha stretto un solo patto e fedele a quel sol patto, si inchina al Borgomastro. Procede sto Consiglio, ma il bello è già passato; è vero, c'è ancora l'imposta sullo sbarco. Tornato trionfante da missione, il nostro Borgomastro aveva garantito il risultato, ma il tempo ormai è passato e il Ministero non sembra confermare proprio niente. Ordunque si protrae di un altro po' di mesi il blocco dello sbarco; intanto si ritocca la norma in argomento e chi già paga imposta, ovunque sia che dorma, non paga più lo sbarco. Con questa roba qui si rimanda il tutto al Ministero, sperando che lo approvi. C'è un piccolo argomento, riguarda dei fondi che sembran ritrovati. Si mettono nei rii per fare pulizie. Arriva l'interpello, lo spiega il Comandante; c'è un buco madornale negli atti del Comune. Si pubblicano in ritardo o manco li si pubblica, è un fatto assai esemplare di tutto quel casotto che regna nel nostro Palazzotto. Gli replica Bottini; non sa qual sia la causa, ma spera non succeda. Da ultimo una nota; la illustra il Comandante riguardo qual sia ora lo stato di tante ancor barriere sui nostri marciapiedi e il solito Bottini risponde e rassicura.

venerdì 28 aprile 2017

OPERA SOUP

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Aspetta, ma non spera; la storia meglio nota da tutti come " Alberghiera " aggiunge un altro pezzo e diventa una soup opera. Per quanto trapela dalla Stampa l'annosa ormai vicenda non si sblocca, semmai si blocca. Si insegue una polizza che forse è pur fasulla, ma da quando ora si apprende la inseguono due pure Procure dello Stato. Sta storia della polizza fasulla va avanti ormai da un pezzo, persino ci viene difficile capire il tempo che ci vuole a trarne una qualche conclusione. La storia comunque è molto oscura e il tempo ormai si allunga aspettando una risposta che non viene, e sta storia disgraziata di quest'opera ormai rischia di prendere il primato a quella pur famosa del porto e le sue nebbie. Se pure sta volta la Perla forse non c' entra, peraltro è pur difficile scordare il tempo che invano è stato consumato inseguendo l'affannosa ricerca dei siti dove metter l'Alberghiera e tanto furon bravi che per scegliere poi un sito ne dovettero trovare almeno due. Comunque che pur sia la gara poi intentata per trovare un vincitore era un esempio che era meglio assai evitare e, di fatto, non c'é ancora un risultato. Passando d'altro tempo sembrerebbe ormai già chiaro dove mai para la storia, finirà tutto da capo. Di certo i costi saliranno e qualcuno ha già pensato di intanto prelevarci un po' di soldi dalle tasche. Se dunque andrà poi tutto bene, nel tempo di un lustro o forse due vedremo l'Alberghiera prender forma, e chissà se mai ci sarà ancora questa scuola e chissà se mai ci saranno ancora tanti iscritti. Per ora, questo è certo, risulta pur scaduto il protocollo di accordo di programma tra l'Ente Provinciale ed il Palazzo, ma il nostro Borgomastro ora non firma quello nuovo, attende di conoscere la fine della polizza fantasma.

mercoledì 26 aprile 2017

1.500


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Raggiunto questa sera il traguardo dei posts di tre volte 500, ci vien da domandare a che mai pro? E' l'unica voce dissonante che scrive della Perla; più spesso divisiva che non più che inclusiva e come spesso o quasi sempre accade è amata, ma certo pure odiata. La lingua che qui è usata è un'altra cosa strana; stravolge anche la forma, ritorce e si contorce; ci vuole un po' a capirla, ma quando poi va intesa è facile e veloce e corre sino in fondo. Tre volte 500 sono tanti, fors' anche sono troppi, ma è un gioco da ragazzi, ci basta l'occasione, che dico, una notizia, lo spunto questo occorre e quando questo c'è, si scrive in un momento. Son tanti i suoi lettori ? Dipende... se attira una notizia c'è un balzo nel manometro, se invece quel giorno c'è una festa difficile che clicchino, per questo non si scrive, di solito, nei giorni del Signore o in quelli comandati. Comunque non son pochi, probabile che vi sian gli affezionati, poi stann gli occasionali e quelli poi che entrano per sbagliano; da ultimo e recente ci entrano dall'estero quasi in massa, ma questa è cosa strana; sarà per qualche software un po' matto; dimenticavo: in fondo, ci stanno gli incazzati. Comunque se leggono gli amici, lo leggon più costanti i tanti suoi nemici. Di questi c'era Canio che lo apriva ogni mattina. Un altro buon lettore è sempre il Borgomastro che lesse anche un discorso di grandi confessioni, passato come suo, e tale fu creduto da tanti altri lettori. E certo anche di questo occorre farne cenno: non è che sia scortese, ma è molto irriverente. Li mette un po' svestiti, gli mostra le vergogne; insomma se ne frega di quello che poi pensa la tanta brava gente. Si è preso anche dei guai; gli son costati un pacco di soldi e di quattrini, ma quello che è importante è che, pur avendolo, più volte, anche provato, nessuno lo ha incastrato. Campagne pur ne ha fatte; son note e combattute; tenace e pur mordace è sempre andato in fondo. Fan ridere a confronto i tempi più attuali. Se poi continua o chiude, beh... ma questo lo vedremo. Nessuno è proprio eterno, fin tanto che un poco si diverte ancor lo leggerete.

lunedì 24 aprile 2017

PONTI E PUNTELLI


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Complici sti ponti che schizzano in su il pil, i "nostri" Consiglieri non si sprecano e il prossimo appuntamento di Consiglio è tutto un ordinario tran-tran di cose già viste e già riviste. Non sembra che nel campo molto aperto che lascian gli argomenti del gruppo in maggioranza, si insinui chi che cosa da parte dei seggi in minoranza. E' dunque, come detto, il solito tran-tran cui sembra ormai avviato sto mandato; silenzio più totale dal gruppo che è pure il più corposo, si attende tuttavia la performance sul tema mortuario; si appresta il Comandante a stuzzicare il Borgomastro sui vuoti degli atti che mai son pubblicati. A parte questo, la sera del 28 prossimo venturo si annuncia come l'ennesima serata quasi inutile; un altro passo perso, un altro passo fermo, la Perla non capisce che si deve dar na mossa. E' vero si accontenta e sembra anche felice se, nell'arco di sto ponte, riempie di auto ogni suo buco e poi questa mattina le macchine alle casse delle banche contavano gli euro a grandi pacchi. Se questo fa felici , siam pure noi felici. Comunque siamo fermi; gli ordini del giorno sui temi cittadini lo dicano assai chiaro; nessuno ora si scopre, c'è quasi il timor di dir ciò che si pensa. Vedere lo spettacolo seduto in mezzo al popolo sarà un poco deprimente, ma quel tanto divertente. Comunque che nulla sembri al caso che ora sia affidato. Se questo che ho descritto è il quadro del momento, le cause ed i motivi pur ci sono e presto lo diremo. Per ora questo basta, non voglio rovinare sti bei "ponti", ma proprio di ponti noi forse parleremo. 





venerdì 21 aprile 2017

L'APPELLO


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CITTA’ DI STRESA

Oggetto: Convocazione ordinaria del Consiglio Comunale.

I L BORGOMASTRO


D I S P ON E 
di convocare il CONSIGLIO COMUNALE  In sessione ordinaria – seduta di 1° convocazione per il giorno Venerdì 28 APRILE 2017 – ore 18.30 presso Palazzo dei Congressi, Sala Iacono e, qualora non si raggiunga il numero legale in 1° convocazione, in sessione ordinaria seduta di 2° convocazione, per il giorno Venerdì 28 APRILE 2017 – ore 19.30 presso Palazzo dei Congressi, Sala Iacono Per deliberare il seguente 


O R D I N E D E L G I O R N O 


1. Lettura ed approvazione verbali sedute precedenti.

2. Comunicazione D.G.C. N. 51 del 07.04.2017 “Prelievo dal fondo di riserva, esercizio finanziario 2017”. 

3. Approvazione stato patrimoniale al 1° gennaio 2016, riclassificato e rivalutato, nel rispetto dei principi di cui al d. lgs n. 118/2011 e smi.

4. Esame ed approvazione rendiconto di gestione – esercizio finanziario 2016. 5. D.M. 19 aprile 2000, n. 119 

5- Determinazione misura gettone di partecipazione alle sedute consiliari - Anno 2017. 

6 Proroga efficacia dell’ applicazione del contributo di sbarco e del relativo regolamento.

7. Esame ed approvazione del Regolamento comunale di Polizia Mortuaria. 

8. L.R. n. 13/97 art. 8 c. 4 Fondi ATO annualita’ 2007. Convenzione tra l’ Unione Montana del Cusio e del Mottarone, ed il Comune di Stresa per la gestione dell’intervento di manutenzione in alveo del Rio Fiumetta in loc. Tiro a segno Parco Paradiso, in Comune di Stresa.

9. Gruppo consiliare Uniti per Stresa – Interpellanza “Buchi neri nel Registro Delibere e Determine anno 2016, n. 19 delibere (n. 18 della Giunta e n. 1 del Consiglio) n. 38 determine . 

10. Gruppo consiliare Uniti per Stresa – Interpellanza “Buchi neri nelle determine anche dell’ anno appena iniziato” 

11. Gruppo consiliare Uniti per Stresa – Interpellanza “Abbattimento barriere architettoniche” 

IL BORGOMASTRO In originale firmato : (Giuseppe Bottini)

mercoledì 19 aprile 2017

GIOIE E DOLORI


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Se "scoppia" la stagione il rischio è che la "Perla" vada sotto. Sta volta, caso raro, la Pasqua non è stata poi bagnata e il tempo ha regalato una giornata che pareva fosse estate. In questa condizione l'assalto del popolo in vacanza è stato assicurato e, complice quel vento che invece, ha ritardato il giorno del suo arrivo, la Pasqua è stata, alla fine, collaudata. Che dunque poi il collaudo sia andato positivo, il dirlo è forse un tantino un po' un azzardo, ed è forse meglio rimandarlo. Complici i governi che reggono la "Perla" dal lontano dopoguerra, la cosa più moderna e innovativa che negli ultimi anni è stata fatta, è piazzare macchinette a destra e manca e riscuotere la "tassa" sul parcheggio. E passi se il parcheggio poi ci fosse, ma quando pur si assiste al carosello di tanti disperati alla ricerca di un buco per la sosta, il dubbio è una certezza: che viver di turismo è un po' una pacchia, ma dare poi servizi anche ai turisti, è un'altra cosa. Pazienza; se arrivano col treno, e non son pochi, li accoglie una stazione da degrado; se scendono con l'auto, uscendo a Carpugnino, sono guai; se trovano poi un posto ci lasciano una cifra riscossa dal parkometro; se sono fortunati e trovano poi un buco senza soldi, ci lasciano la macchina e fanno quattro passi, saranno due chilometri non meno, e arrivano poi in centro. Una volta messi in centro che imbarchino e che sbarchino, controllino per bene la somma già prevista o aggiornino la cifra, comunque se poi siedono in qualche tavolino che consultino benino il sito Tripadvisor. Si arriva poi alla sera, ci mettano pazienza, si mettan tutti in fila e se prendano la via che porta all'autostrada, saranno un venti volte da cedere poi il passo, ma insomma che volete, non rompete; è stata una giornata di sole sulla "Perla" e questa è un'eccezione, andate e non tornate, suvvia lasciate il posto.          

giovedì 13 aprile 2017

TEMPO DI PACE


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Che cosa ci stia dentro la testa del Governo; poco o niente. Ci pare che viva alla giornata, gli piace sempre star un po' sommerso, non ama dialogare e men che meno poi comunicare; da ultimo ci pare che almeno sta ascoltare. E’ il solito governo che regge questa Perla da circa il dopo guerra. Profili interessanti non par che se ne vedano; son quelli che li meritano i prodi suoi elettori. Se naviga un po’ a vista non segue una gran rotta, almeno non va a sbattere direbbe chi lo osserva; che poi non vada oltre la linea d’orizzonte, ma questo è naturale se no ci casca dentro. Comunque un tappa buchi; se questa è la missione non serve un grande acume e basta una carretta, due sacchi ed una pala e tutti son contenti. Più o meno trascorre ora il mandato con questa lenta lena qui; faceva un gran rumore l’Alcade spodestato, ma a parte il suo rumore, nell’arco di un decennio il saldo è andato a zero. Fa assai meno rumore il nostro Borgomastro, un uomo di esperienza, tenace e pervicace, promette a destra e manca, ci illude tutti quanti, poi di quello che promette se riesce ne fa un quarto e l’altro è rinviato. Comunque va avanti nel mandato; ci mette un’altra vagonata di soldi nel suo porto; che cosa ben combini intorno alla Gabbiola nessuno che lo sappia; ci ha messo ormai tre Pasque a fare un ponticello; gli chiudono i cancelli del Parco con lo zoo e quasi non si è accorto e sono ben tre anni che annuncia ormai imminente il parcheggio al ponte Roddo. Del resto, di un sacco di altre cose che sembravano esser pronte, compaiono e spariscono in mezzo a tante carte; è tutto un po’ un mistero e dulcis proprio in fondo ci metton pure i soldi che servono a rifare le opere già fatte; insomma c'è del vero a dir che di grande ci sta per ora sol la confusione. Se questa è la vicenda che regge il gran Palazzo, la storia del silenzio che sale dagli scanni dei tanti tutti eletti è un altro bel mistero. Ci par che più che passi il tempo e più che regni il tedio. Il vero è che non basta forse attendere che l’acqua ci passi sotto il ponte; che questo gran silenzio non sia sempre innocente, da più che passa il tempo ci viene pure il dubbio, parendo questa Perla lasciata in abbandono da chi si è fatto eleggere per farla presidiare, per dir qualche proposta, per chiedere qualcosa, per far il suo mestiere che è sempre dar la voce ai tanti o troppo tanti che non contano più niente.

martedì 11 aprile 2017

STILE LIBERTY 2



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20 20 seppur timidamente uscito allo scoperto, incassa un primo risultato. Il Borgomastro lo ringrazia ed assicura che il suo Governo lavora all'obiettivo per fare della Liberty un centro sociale e culturale. Per ora non sappiamo se sono già fiori, ma se sono già dei fiori or questo lo vedremo se presto fioriranno. Per ora dicevamo ci va bene, ma adesso occor vedere se vagliano le idee, confrontano proposte, discutano un tantino o, invece, come sempre, fan tutto all'insaputa, col rischio di sbagliare e magari anche di sbattere. La nota qui di sotto è quella pervenuta. 



martedì 4 aprile 2017

STILE LIBERTY


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Magari non va forte, magari non ha il turbo, ma ci prova. Così 20 20 avanza non solo una proposta, ma indica dei modi per giungere alla metà. Lo dice al Borgomastro con la nota che sotto vi postiamo e mentre non si molla intorno alla questione di quella che questione di quella che era la stazione del treno che andava al Mottarone, Occorre che il Palazzo ora risponda.









lunedì 3 aprile 2017

PORTO


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Non cambia quindi la tendenza che ha fatto dell'opera del porto una sventura. Sembrava dovesse tagliare il traguardo alla fine dell'anno che è passato e invece è fermo tutto quanto e un'altra volta. E' fermo mica tanto; si muovono per vero i tanti, o troppi, ormai quattrini che fanno di quest'opera un esempio di sprechi e di denari buttati nel buco senza fondo di un' acqua intorpidita. Ne fanno pur l'oggetto di tesi di una laurea e certo non sono lusinghieri neppure quei giudizi che traggono alla fin due laureandi. Se or si fanno i conti, si scopre che la spesa ha ora già passato la soglia di ben sette milioni; che poi si sia alla fine o manchino altri soldi, di questo ancor nessuno sembra certo. Il nostro Borgomastro ci spaccia che è tutto già risolto, ma prudenza ormai ci suggerisce di attendere il responso, quello scritto. Comunque, prudenza o non prudenza, di soldi dentro al porto ne son finiti troppi e l'ultima infornata è fatta di 630 mila in euro da metterci per far gli allestimenti per gli attracchi, peraltro già previsti, ma ora lievitati, e di 115 mila in euro per rifarne un pezzo già fatto e già pagato. Se dunque non si chiude in fretta e furia si rischia di iniziar a rifar quello già fatto e poiché non è che sia una novità, tocchiamoci e facciamo gli scongiuri. Finito che sarà il conto da pagare, sarà pure facile scoprire che con tutti quei soldi finiti dentro lì, avrebbero potuto rifare un po' tutta la Perla ed oggi sarebbe la più bella. E' invece andata storta; se mai ci avessero pensato, non l'avrebbero neppure mai creduto. La storia è andata peggio di quanto di peggio si sarebbe potuto anche solo immaginare. E come alla fine di tutte le storie raccontate, mettiamoci i nomi e anche i cognomi di quelli che a questo disastro ci han loro portato. Una lapide sarà dunque da scoprire il giorno del taglio del nastro più agognato e accanto ai loro nomi, mettiamo l'importo del danno a noi arrecato e del guadagno che ci han fatto.