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lunedì 9 marzo 2020

SMART CITY II







Questo post potremmo chiamarlo: "Come si smontano le regole - manuale del cattivo amministratore pubblico". Voglio però precisare che il termine "cattivo" non ha alcun riferimento all'indole del/i soggetto/i chiamato/i in causa. Anzi, il più delle volte sono persone perbene, qualche volta persino bonarie, qualche altra volta sono in apparenza sgarbate,in realtà solo troppo serie. Sgombrato dunque il campo a giudizi di carattere personale, mi tocca affrontare il problema di merito e di diritto che ieri mi ero assegnato. I lettori dovranno avere molta pazienza, sin troppa, ma non è possibile semplificare tutto in poche righe. Raccomando quindi, semmai, la lettura a puntate.

Prendiamo dunque il nostro pezzo di città, normato, si fa per dire, dallo strumento urbanistico, che, con qualche correzione, dal lontano 1994, governa la "crescita" urbana. L'ambito è quello del Grand Hotel Borromee, ambito che va dalla statale, attraversa via Omarini e finisce oltre, cioè al confine di proprietà posto a monte. Dentro lì, normato appunto dallo strumento del 1994 e interessato in parte da vincoli e da norme anche sovracomunali, l'articolo 3.4 delle norme di attuazione (andatevelo a vedere) assegna una nuova capacità edificatoria al Grand Hotel, non per nuove camere alberghiere, ma per spazi comuni. Le quantità edilizie che vengono assegnate non sono poca cosa; sono 22.760 m.c. (per ora ne utilizzeranno solo poco più della metà) e le modalità attuative sono appunto espressamente previste attraverso la redazione di un piano esecutivo convenzionato. Specificità di tali piani e che essi devono prevedere i cosidetti standard da trasferire al Comune, devono insomma progettare e attuare a loro carico quel pezzo di città pubblica di cui prima ho fatto cenno. Standard vuol significare in primis parcheggi pubblici e aree a verde pubblico. E' dunque un onere preciso (la viabilità pubblica non è considerata uno standard, ma se occorre, i proponenti devono definirla o ridefinirla e farla, sempre a loro carico). Tutto ciò nasce dal principio di diritto urbanistico che ogni nuovo intervento edilizio deve concorrere, direttamente o indirettamente, alla costruzione ed al mantenimento della città. Quanti avrebbero dovuto essere gli standard nel caso in esame? Ce lo ricorda la convenzione approvata che li quantifica in una superficie pari all'80% dell'ampliamento della superficie utile lorda prevista del nuovo edifico, di cui almeno per 1/2 da destinarsi a parcheggio, la norma, opportunamente, precisa anche interrato, ed il resto a verde pubblico. Sono o meglio sarebbero 1.648 mq. riferiti all'ampliamento in progetto e quasi altrettanti se riferiti all'utilizzo totale della capacità edificatoria dell'area. Quindi circa 3.000 mq. complessivi Nel caso concreto vedremo che manco un metro di queste superfici viene chiesto e ottenuto, ma tutto viene monetizzato; un mantra, quello della monetizzazione, cui il governo ricorre tutte le volte che vuole, il che non vuol dire tutte le volte che lo possa. Ma c'è di più. Il piano presentato è carente in quanto non estende la sua progettazione all'intera area, la così classificata H3, come invece dovrebbe. L'articolo 43 della Legge Urbanistica Regionale consente infatti l'attuazione di un piano per parti, ma però il progetto deve riguardare l'intero comparto. Il governo invece accetta un piano monco, dimezzato nelle sue previsioni di standard, anzi azzerato, e quindi di quantità da dare alla città pubblica, ma quel che più è grave è che accetta un piano incapace di disegnare correttamemte e definitivamente l'ambito entro il quale tutte le previsioni possibili potranno andare a realizzarsi. E' un 'evidente irrazionalità. Come si giustifica il governo ? La giustificazione è debole, molto debole. Dice che il piano viene corredato da un planivolumetrico degli interventi edilizi futuribili, cosa che inizialmente manco c'era, ma sulla parte pubblica tuttavia questo planivolumetrico non prevede nulla. E' un errore grave, una sottovalutazione dell'importanza di un piano esecutivo, sottovalutazione compiuta baipassando una norma di legge che mi pare chiara e una previsione di piano regolatore che non aveva diviso l'ambito H3 in comparti e che quindi richiedeva una progettazione unitaria. E' un grande regalo semplificatorio per chi vuole costruire senza prevedere standard in misura uguale al necessario. Ma c'è di più. Il governo nel controdedurre le osservazioni, si picca di emettere sentenze, anzi fa il legislatore e ci regala tutto uno spiegone sul fatto che sì, il piano esecutivo è previsto nel piano regolatore, ma in realtà non dovrebbe essere previsto, quindi lui governo fa quello che vuole. Tutte balle, il piano regolatore è la legge speciale e deve essere in primis osservata. Poi, in una infinita giravolta di contraddizioni ci dice che anche via Omarini è lì, ma sarebbe meglio non ci fosse, (lo sappiamo bene) e allora preferisce che non venga toccata, anzi meglio lasciarla tutta rotta ( aggiungo io) perché bisogna che, dice sempre il governo, si pensi come riorganizzare la viabilità nella zona .... Ma benedetta gente, voi siete fuori di melone. Il piano esecutivo servirebbe proprio per questo e voi, di fatto, vi rinunciate perché ci dovete ancora pensare. Svegliatevi. E' l'irresponsabilità totale che diventa sistema di governo. Ma andiamo avanti; dopo aver capito che parlare di piano esecutivo, in questo caso, è un eufemismo. Una decisione saggia comunque la prendono e cogliendo uno spunto di un' osservazione, cancellano la realizzazione di una nuova tratta stradale tra via Boggiani e via Omarini trasformandola in una via esclusivamente pedonale. Qui però i soldi previsti nel piano e messi, lo riconosciamo, dal proponente per fare la strada veicolare, circa 190.000,00 euro, il governo se li tiene, ma li dirotta fuori dal piano, e affermando un'attenzione dovuta alla viabilità delle persone svantaggiate, lasciano via Omarini conciata come un percorso di guerra, guarda caso, mentre i soldi li spenderanno per rifare la pavimentazione del marciapiede, lato dx a salire dalla curva dell'Hotel Bristol al semaforo del Ponte Roddo; una delle tratte di marcipiedi meno ammalorate di tutta la cittadella. Sicuramente se ne sentiva il bisogno. Ma bruciati così un po' di soldi, ritorniamo alla questione standard. Senza pensarci troppo, anzi proprio per nulla, il governo decide di monetizzarli, cioé di trasformare in obbligo di versare denaro quello di cedere aree e fare le opere. Si sarebbe potuto farlo ? La risposta è sì, se. Ecco dietro questo se, ci sta la risposta al quesito. E' evidente che la monetizzazione rappresenta un'eccezione ad una regola e quindi necessita che il ricorso ad essa sia adeguatamente dimostrato per l'impossibilità di reperire gli standard in quell'ambito. Su questo abbiamo già visto che il governo, con quello spiegone iniziale, aveva mostrata tutta la sua insofferenza per l'esistenza del piano, e rinunciando poi a pretendere la progettazione unitaria dell'area si era rovinato da solo, e quindi quando arriva al punto della questione standard, i parcheggi e le aree a verde se le dimentica, o meglio non sa dove metterli. Dice il governo che non se ne possono fare né a monte, dietro via Omarini, tanto per intenderci, dove già ci sono, e neppure in altra parte del parco del Grand Hotel in quanto sottoposta a vincolo dal 1924, ma dimentica che il vincolo finisce con via Omarini. Forse il governo ha ragione sostenendo che il parcheggio di via Omarini avrebbe un qualche problema di accesso, ma non ha ragione a dire che altrove non sia possibile farlo, per esempio sotto il livello di quello che era il vecchio tennis, proprio in fregio a via Sempione e a margine cittadino, cioé dove in altra occasione il governo sostiene voler spostare i parcheggi per evitare il traffico urbano, così dirotta i soldi della monetizazione a quello previsto per il porto nuovo, e il traffico continuerà a transitare indisturbato per tutto l'estensione del lungo lago. C' é anche da dire che con lo sconquasso a cui è sottoposta tutta l'area interessata dal cantiere in corso, preoccuparsi dell'esistenza del vincolo del 1924 solo per un parcheggio sotto il livello stradale non parrebbe fosse il caso, senza dimentica poi le previsioni a verde pubblico, a cui manco si fa cenno dove metterle, e dulcis in fundo, quanto a tutela dell'area, non parliamo di quel bel gruppo di sane piante di alto fusto, poste a lato del Grand Hotel che, fatte salve nel progetto approvato, sono finite subito e senza tanti riguardi, sotto la scure dell'ordinanza del nostro Borgomastro, pochi giorni dopo l'apertura del cantiere. Vedete quante contraddizioni, quante illogicità manifeste, quante debolezze razionali ci stanno nei tentativi di dimostrare sempre e solo ciò che si vuole e non ciò che si deve. Ma vado avanti e mi avvicino alla conclusione di questo interminabile e noiosissimo racconto. Se si rinuncia agli standard, essi si monetizzano. Il criterio è quello dettato da una delibera Consiliare del 2006. Se il criterio sia in linea con quanto al proposito norma la legge regionale, onestamente non lo so, lo dubito in quanto la norma regionale è del 2013, mentre la delibera é del 2006. Comunque da lì saltano fuori un po' di soldi, relativamente pochi se rapportati all'investimento privato. Sono 329.000,00 circa euro, portati pure a scomputo degli oneri di urbanizzazione dovuti. Fate voi i conti se con questi soldi si può fare molto e fate voi i conti quanta sia stata l'utilità del proponente a non sacrificare manco un mq., ancorchè sotto la superficie, diversamente da destinarsi al Comune. Alla fine però il gioco è fatto, il piano regolatore, per la parte pubblica, è buttato nel cestino, il governo fa e disfa come vuole (si fa per dire), rinvia sempre ogni soluzione alla successiva occasione, però perde ogni occasione l'una dietro l'altra, non porta a casa neanche un centimetro quadro di città pubblica, giustifica tutto applicando la regola della illogicità permanente e manifesta e alla fine, anche in questo caso, applica a favore dei soliti noti uno sconto a saldo di fine mandato.


Così la cittadella al tempo del virus.

sabato 7 marzo 2020

URBANISTICA SMART








Oggi ci tocca dare un'occhiata ad una delle ultime, se non in ordine di tempo, certamente di conoscenza, operazioni urbanistiche compiute dal locale governo a guida Borgomastro. Ce ne saremmo dovuti occupare molto tempo prima, ma il proverbiale ritardo con cui gli atti vengono messi a disposizione del popolo, non ci hanno consentito di farlo. Lo facciamo adesso a cantieri aperti a tutto regime. Per verità non è neppure vero che prima di oggi non ce ne siamo occupati; a suo tempo avevamo prodotto le nostre e non solo nostre osservazioni che, a dispetto di quanto scrivono il Borgomastro e soci nelle loro decisioni di governo, nella sostanza non sono state prese in pressochè alcuna considerazione. Pazienza, siamo in buona compagnia. Ma andiamo al sodo, cioé a quel piano urbanistico esecutivo, così si chiama, che avrebbe dovuto accompagnare l'ampliamento in corso del Grand Hotel Borromee.Un affare consistente, mica quattro soldi, molti milioni di euro che andranno ad arricchire l'offerta di alta gamma che la Perla Alberghiera presenta alla sua utenza. Molto bene; ma quali erano le condizioni a cui la legge urbanistica locale, seppur nata in tempi sospetti, subordinava questo affare ? La stesura e l'attuazione appunto di un piano esecutivo che, insieme alla città privata vedesse crescere anche la città pubblica. La legge locale sarà pur stata emanata in tempi sospetti e a colpi di provate consistenti mazzette ( tutti, o quasi,  dovrebbero ricordarselo molto bene anche se non ci pare, salvo errore nostro, che in questo specifico caso ne fossero corse), ma almeno in punto era onesta, cioè demandava al privato l'onere di concorrere alla formazione di quella città pubblica entro la quale la città privata voleva crescere ancora. Il seguito di questo post dimostrerà invece che l'operato del Governo Borgomastro e soci ha inteso smontare quello che di buono la legge locale conteneva, smantellando, è proprio il caso di dirlo, pezzo a pezzo, la costruzione della città pubblica che avrebbe dovuto crescere insieme a quella privata. Andiamo dunque per ordine, ricordando però che questa sistematica operazione di smantellamento è in corso da tempo, non è certo un'invenzione di questo Governo, ma aveva già visto all'opera Canio durante la sventurata " Zanetta" ,ed aveva avuto, prima e durante lui, illustri esempi, vedi Palma I e Palma II e Lasio, vedi Bristol risalendo un po' nel tempo, ed è continuata nel dopo Canio con l'operazione" Gabbiola", quella "Ostini", le varie operazioni conclusive di Villa Aminta, sino ad approdare a quest'ultima oggetto del nostro focus odierno. Una persino ingenua volontà di far cassa, di monetizzare, come in linguaggio un po' più tecnico correttamente si dice, tutto quanto possibile ed impossibile, illusoriamente pensando di costruire una città pubblica a loro immagine e somiglianza, ma che nessuno conosce, in realtà rinviando all'infinito decisioni già scritte e sovvertendo il Piano Regolatore che viene azzerato nelle sue previsioni pubbliche. Non c'è che dire; immaginare il Borgomastro diventato urbanista per caso e un Professore emerito insignito di laurea ad honorem impegnati in questa operazione non fa ridere, fa piangere. Ma come è possibile che questa operazione di smantellamento sia stata e sia in corso nonostante la legge vigente? E' quello che cercherò di spiegare con un po' di pazienza per chi legge, proprio con riferimento all'ultima operazione, quella del Grand Hotel. Incominciamo: ma questo ve lo spiego la prossima volta.

mercoledì 4 marzo 2020

L'IMPERIZIA




Prime indiscrezioni filtrano attraverso le sempre più spesse mura del Palazzo e riguardano, questa volta, i contenuti della super perizia che, a quasi un anno dagli eventi che rovinarono la festa, mostrarono le vistose crepe del sempre nuovo e già vecchio porto. Dopo un anno dunque, mentre ufficialmente tutto tace, le indiscrezioni qualche cosa fanno trapelare. Purtroppo, e non ce ne voglia il Borgomastro, se quelle indiscrezioni verranno poi confermate, temiamo che le cause e le relative soluzioni forse non siano state ben individuate. Purtroppo un più che eloquente filmato di quegli eventi, frutto della attenta regia del nostro Gemelli, non pareva, così come non pare lasciare tanti dubbi al perchè e al percome: se il lago è in magra e il vento si alza, il moto ondoso passa sotto la diga foranea. Eppure non sembra che la superpezia sia andata in questa direzione che avrebbe, forse, dovuto indicare la responsabilità di qualche vivente, mentre sembrerebbe, il condizionale è mai come in questa occasione d'obbligo, sembrerebbe che la causa di tutto sia da individuare, oltre che nel dio Eolo, anche in quell'opera di difesa posta sul lato destro entrando della bocca di porto. E' stata la prima opera ad essere realizzata, quando nel secolo scorso, erano iniziati i lavori del porto infinto. Ebbene, dopo vent' anni, morti tutti i responsabili, sarebbe la causa del disastro. Stentiamo a crederlo, ma sarebbe proprio quest' opera di difesa l'origine del male, male che, aggiungerebbe la superperizia, con una stima di spesa di circa 350.000,00 euro potrebbe essere vinto. Per ora fermiamoci qui, sono indiscrezioni, niente di più e seppure lo abbiamo chiesto, sarà molto difficile che il nostro Borgomastro esaudisca i nostri desideri a rendere pubblica la superperizia prima che il popolo voti. Al momento poi è molto incazzato nei riguardo di queste paginette per le cronache che scriviamo. Però vogliamo anche essere propositivi e allora dare un consiglio. Poiché non crediamo che la soluzione dei guai del porto sia quella che trapela e quindi campa cavallo, per evitare rimanga per almeno un 'altra stagione turistica vuoto e inutilizzato, lo si apra parzialmente al solo utilizzo per soste brevi: orarie, giornaliere e notture. Se e quando poi il lago andrà in magra il porto verrà chiuso senza problemi. Insomma, per ora, sarebbe meglio che niente.    

lunedì 2 marzo 2020

IL PARCHEGGIO INVISIBILE




Le recenti tardive pubblicazioni all'albo elettronico del Palazzo, rivelano, pian piano, vizi e virtù nascoste dietro quelle spesse ma anche troppo spesso invalicabili mura, dentro le quali sono al lavoro da oltre 40 anni i soliti noti. Oggi parliamo dell'ampliamento o meglio rifacimento con ampliamento di Villa Ostini e la sua trasformazione in albergo di alta classe. Previsto nel piano regolatore grazie alla forse più lauta tangente versata all'epoca della formazione del piano, dopo la ultima cessione della proprietà dell'immobile e un non eccessivo lungo iter, ha ottenuto tutti gli ok perchè il sogno degli attuali proprietari possa diventare realtà. Ne siamo contenti. Dopo però il canonico periodo di gestazione durata otto mesi, sono ora noti i contenuti della convenzione messa all'albo e che il nostro governo ha autorizzato a sottoscrivere con la proprietà. Ci limitiamo ad osservare quella riferita all'obbligo di realizzare e cedere parcheggi pubblici. Dobbiamo premettere che la norma scritta nell'articolo 3.5 delle norme di attuazione del piano regolatore, versione ultima, seppur non eccelle nella tecnica redattiva, tuttavia con un qualche sforzo interpretativo crediamo di comprenderela e arriviamo a queste conclusioni: 1) Obbligo di realizzare standards pubblici pari al 100% della superficie in ampliemento dell'edificio. 2) Obbligo di destinare almeno il 50% dello standard, non monetizzabile, a parcheggio pubblico, di cui almento 1/3 interrato. Si aggiunge che il loro asservimento ad uso pubblico potrebbe essere solo parziale, ma su decisione del Comune; in assenza debbono transitare in diritto, come è ovvio, al Comune, non il rovescio come sembra abbiano inteso. Ci pare che il quadro normativo sia abbastanza definito, ma se questo è, il governo decide di non decidere e stila una convenzione in bianco che è un esempio eccelso di ignavia e di consapevole lassismo decisionale. Infatti decide, questo sì, che vuole tutta, o quasi, la superficie a standard sotto forma di parcheggi, ma poi ignora che essi devono essere realizzati per almeno 1/3 in interrato sul lotto e, rinviando a tempi migliori, non si sa quali, una qualche decisione, si impunta e non vuole che siano realizzati nel perimetro del lotto della Villa, ma dove? Questo nessuno lo sa; monetizza in 254.000,00 euro il valore dell'eventuale parcheggio, cioé a raso, ignorando però l'obbligo di farlo interrato, almeno in parte, e quindi ecco qui un altro supersconto, ma in tempo di saldi per fine mandato ci sta e quanto al dove, qui ilo mistero rimane e pensiamo che non verrà svelato, sempre che lo possa essere, molto presto. Che dire ? Non pubblicare o quasi, ma poi quando si pubblica scoprire che le cose stanno scritte in bianco e che il periodo di saldi continua, questo forse è troppo ed è una corsa contro il tempo per vendere la città al peggior offerente. Ci compiaciamo comunque per la capacità che ancora una volta il nostro Arcistar ha dimostrato nel sapere gestire con arte e sapienza un'altra delle questioni affidate alla sua mediazione, dove la sintonia e la vicinanza con i governanti e la comune cultura locale, beni supremi, danno sempre i migliori frutti; basta saperli cogliere.

giovedì 27 febbraio 2020

LA MOGLIE DI CESARE

 Risultati immagini per la moglie di cesare


Oggi affrontiamo un problemino, delicato certo, ma questo nostro punto di vista non vuole essere accusatorio o inquisitorio, ce ne guardiamo bene, tuttavia non si tace una questione di etica pubblica che ci sembra esista. Vediamo un po': nei post precedenti abbiamo trattato due questioni: l'incredibile ritardo con il quale importanti atti del governo locale vengono resi noti attraverso la loro per di più  obbligatoria pubblicazione e una serie di atti di amministrazione che evocano un ingiustificato comportamento lassista e che vedono, troppo spesso, soggetti privati oggettivamente beneficiarne in maniera non giustificata. Abbiamo anche fatto cenno come tali comportamenti abbiano avuto come primo immediato effetto quello di provocare un danno erariale evidente e consistente all'Ente Comune. Ora, già questo fatto, cioé che attraverso azioni o omissioni, il governo dell'Ente, quindi il suo Borgomastro pro tempore o anche alcuni apparati burocratici che svolgono dirette azioni di gestione, ma soggetti comunque alla supervisione del Borgomastro,  possano arrecare danno all'Ente affidato al loro governo e alla loro gestione, è una roba  anomala e per questo solo fatto deprecabile. Ma, come abbiamo fatto cenno, se da un lato c'è un danno pubblico, dall'altro lato c'è un interesse pure privato che riscuote un beneficio, probabilmente indebito. La situazione è quindi chiara; è bianca o nera, ma non è grigia, cioè a dire non è discutibile o opinabile, è oggettiva. Accertare un abuso edilizio grave, e non contestarlo, se così è stato fatto, è un omissione non penale, perchè il penale non esiste più, almeno in questa fattispecie, ma é sempre un'omissione che può provocare gravi danni erarariali all'Ente. Pubblicare un atto, anzi una fila di atti importanti, peraltro con alcuni profili di interesse riguardo a possibili benefici, con un ritardo che va dai 23 agli 8 mesi, è semplicemente lunare. Scontare almeno 50 mila euro di canoni demaniali impagati, probabilmente archiviando un procedimento come se fosse una dimenticanza; ma se dimenticanza fosse non sarebbe scusabile. Scrivere una concessione demaniale con norme agevolatrici che pesano una barca di decine di miglia di euro in meno sul bilancio dell'Ente e che, leggendo altri atti tardivamemente pubblicati, costeranno anche molto di più ripetto le prime previsioni, è un' altra agevolazione; le autostrade insegnano, purtroppo poco o nulla.. Prorogare l'ennesima volta senza gara la stessa ormai secolare concessione pubblica é un'altra cosa che un amministratore che dovrebbe stare lì a fare l'interesse pubblico, non dovrebbe fare, ma lo fa e poi scorda anche di pubblicarlo, se non  supertardivamente, in questo caso è record: 23 mesi. Monetizzare standard parcheggi come fosse regola e non un' eccezione ultima, e in un paese che ha fame di parcheggi nessuno riesce a capirlo, ma anche in questa occasione lo leggiamo con 18 mesi di ritardo, oggettivamente facilità il lavoro, chiamiamolo così, ad alcuni dei beneficiati che prima abbiamo già richiamato. Se questa è la lunga premessa che abbiamo dovuto raccontare, l'altra questione che poniamo è il fatto che il Borgomastro, pro tempore, risulta, nel frattempo, aver svolto una sua personale e importante attività negoziale, quindi privata e assolutamemnte lecita, con qualcuno (non indichiamo con chi) dei soggetti che possiamo ritrovare nell'elenco dei beneficiati. La cosa, cioè negoziare in privato, è, lo ripetiamo ancora a scanso di interpretazioni errate, certamente lecita e possibile; nessuno la mette in discussione, ma nello stesso tempo è inopportuna, solo se posta in relazione a quelle azioni o omissioni che abbiamo sopra ricordato. Le cariche pubbliche devono essere specchiate, mai essere oscurate da ombre e lo stesso termine di candidato, visto che si avvicina il tempo per candidarsi, richiama una trasparenza e una pulizia che non ammette, o non ammetterebbe, deroghe. D'altra parte a Cesare si chiedeva che anche la moglie fosse al di sopra di ogni sospetto. Ma qui è Cesare stesso, manco la moglie, che cade in un qualche infondato sospetto e per tutto quello che abbiamo raccontato, non dovrebbe superare la prova della candidabilità futura; dovrebbe farsi da parte, salvo correre ai ripari in questo scorcio di mandato, cioé resuperare il danno. In fondo, quanto al resto,  ha già raggiunto quasi tutti i suoi obiettivi e dovrebbe proprio essere contento.         

martedì 25 febbraio 2020

CONSIGLIO AL TEMPO DEL VIRUS



CITTA’ DI STRESA 
Convocazione straordinaria del Consiglio Comunale.
  L'ALCADE
Visti l’art. 50 del D.Lgs. 18.8.2000, n.267; 
Visto l’articolo 13 dello Statuto Comunale; 
D I S P ON E 
di convocare il CONSIGLIO COMUNALE in sessione straordinaria– seduta di 1° convocazione per il giorno venerdì 28 febbraio 2020, ore 18.30 presso Palazzo Municipale, Sala Canonica e, qualora non si raggiunga il numero legale in 1° convocazione, in sessione straordinaria seduta di 2° convocazione, per il giorno venerdì 28 febbraio 2020, ore 19.30 presso Palazzo Municipale, Sala Canonica Per deliberare il seguente
 O R D I N E D E L G I O R N O 
Seduta pubblica.
 1. Lettura ed approvazione verbali seduta precedente.
 2. Modifica non costituente variante al P.R.G.C. ai sensi del comma 12 dell’articolo 17 della L.R. 56/77 e s.m.i.
 3. Esame ed approvazione regolamento disciplinante misure preventive per sostenere il contrasto dell’evasione dei tributi locali ai sensi dell’art. 15 ter del Decreto Legge 30 aprile 2019, n. 34, così come modificato dalla Legge di conversione 28 giugno 2019 n. 58.
 4. Comunicazione delle variazioni di bilancio approvate con deliberazioni della Giunta Comunale ai sensi dell'art. 175 comma 5 bis del T.U.EE.LL.
 5. Ratifica deliberazionne della Giunta Comunale n. 8 del 24.01.2020 avente per oggetto "Esame ed approvazione prima variazione al bilancio di previsione 2020-2022".
 6. Esame ed approvazione 2° variazione al Bilancio di Previsione 2020/2022. 2 7. L.R. 15/89 e s.m.i. - Determinazione quota oneri di urbanizzazione da destinare ad edifici di culto - anno 2020.
 8. D.M. 19 aprile 2000, n. 119 – Determinazione misura gettone di partecipazione alle sedute consiliari – Anno 2020 
9. Esame ed approvazione convenzione tra il Comune di Stresa e l’Ente gestore dell’Asilo Infantile Marzio Ostini per il funzionamento della Sezione “Primavera” – triennio 2020/2022. 
10.Rinnovo concessione di suolo demaniale stradale in frazione Isola Bella con pensilina “Ristorante Magnolia” – 
L'ALCADE
Bottini

giovedì 20 febbraio 2020

MEA CULPA






Il Palazzo fa, per la prima volta, il mea culpa e dopo aver subito da più parti, anche autorevoli, un pressing stretto affinché si mettesse in regola, pur con un anno e 6 mesi di ritardo si è deciso a pubblicare gli atti riferi all'ampliamento in corso del Grand Hotel Borromee. Tocca al Segretario dell'Ente prendere la carta e la penna e giustificare quella che il medesimo Segretario definisce " incresciosa situazione" , riconoscendo pienamente i torti del Palazzo e implicitamente le ragioni di chi protestava. E' solo un episodio, non è però il solo, i ritardi troppe volte sono diventati inaccettabili, persino intollerabili e i diritti elementari dei cittadini a conoscere e essere informati sono un opzional. Vedremo se l'impegno a non ripetere le incresciose situazioni verrà mantenuto o l'opzional è diventato una regola cui ricorrere quando fa comodo.






















lunedì 17 febbraio 2020

REDDE RATIONEM





Visto che, volenti o nolenti, più o meno a breve termine, si dovrà decidere con quale borgomastro/a convivere per il prossimo lustro, tanto vale chiamare un po' l'uscente, ma anche quello di prima, se mai quest'ultimo volesse rientrare, a dare conto di quello che hanno combinato nel tempo passato dentro il Palazzo a cui, incautamente, il popolo elettore aveva affidato le chiavi di ingresso. Ebbene, le cose sono tante e sono anche cose che sono costate un sacco di soldi, quindi è bene rinfrescare la memoria cittadina, anzi scuoterla di brutto visto che l'immobilismo e il conservatorismo sono le cose che più amano, tanto da aver trasformato la democrazia locale in una sorta di gerontocrazia democratica a vita. Certi che nessuno risponderà a queste domandine, le postiamo qui a futura memoria, quindi: caro Borgomastro, durante il tuo mandato sono avvenute cose indegne, per vero avvenivano anche prima, ma per quelle deve rispondere il ragazzo e qundi ti esentiamo dal farlo. Per tornare a noi ascolta :

1) Appena arrivato sullo scanno più alto, forse anche un po' troppo alto per te, hai comfermato un super sconto a favore del soggetto che da decenni occupava e occupa il demanio del lago di fronte al Grand Hotel, uno sconto di circa, mal contati 50.000,00 euro. Certo, era stato il tuo precedessore ad iniziare l'operazione di saldi per fine mandato, ma poi tu sei andato anche oltre, cioé hai reso permanente lo sconto anche per il futuro, inserendo una clausoletta speciale nella concessione demaniale e in base a ciò il concessionario, ma solo in quel caso molto particolare, veniva esentato dal pagare il ripristono dei danni che il mal tempo aveva procurato ai beni demaniali in sua cura. Morale, per un'altra fila di anni non pagherà nulla perchè così il Comune gli ha riconosciuto i costi dei ripristini  fatti.Una schifezza, di cui tu e chi ci ha messo mani, dovreste vergognarsi, ma sappiamo che non te ne frega niente.

2) Visto che siamo in tema di concessioni demaniali, è obbligo chiederti cosa mai è successo o stia succedendo intorno all'altra, per te, cruciale questione, cioé quella dell' eterna concessione Verbanella. Un 'altra volta scaduta senza rinnovo, un'altra volta probabilmente sanata, un'altra volta senza una gara. Corre persino voce che appena sia arrivata un' interessante manifestazione di interesse da parte di un qualche ricchissimo investitore, tu ti sia affrettato a far chiudere in qualche modo la pratica. Penso che le carte rimarranno coperte sino a dopo elezioni; mi pare opportuno, avresti solo da perderci, ma comunque, alla fine, di fare figure e di non fare l'interesse pubblico, anche in questo caso, non te ne frega niente.

3) Durante la lunga telenovela della concessione funiviaria Stresa/Mottarone, ci hai messo sicuramente del tuo; comunque, dopo essere stato l'erede del ragazzo, sei stato attivo durante la fase terminale dell'affidamento della concessione. Hai messo il tuo voto sulla delibera che ha tolto le tutele ai dipendenti del vecchio concessionario e che ha previsto di assegnare soldi al "nuovo". Il risultato è che, mentre mai, ripetiamo mia è stato reso pubblico il contenuto dell'offerta tecnica prodotta in gara, anzi è stato pretestuosamente negato il diritto di farla conoscere e quindi non sappiamo quali impegni si era assunto il concessionario e se mai li stia rispettando, ora i bilanci del medesimo risultato gonfiati negli utili dai quei circa e oltre 140.000,00 euro che il tuo, cioè nostro Comune gli passa ogni anno. Mica male. In tempo di concessioni autostradali in discussione, anche questa potrebbe essere una buona soluzione, cioé regalare utili ai cocessionari. Che ne pensi ? Sarebbe interessante che ne parlassi durante uno dei tanti tuoi giornalieri comizi ai bar.

4) Dimenticavo: mi ero peritato di denunciare un abuso edilizio, cioé la trasformazione senza titolo avvenuta su di un intero piano di un albergo, trasformato così in lussuoso ed esclusivo appartamento padronale. So che, pur con fatica, era stato compiuto un accertamento che aveva confermato quanto avevo esposto. Tuttavia non si ha notizia di alcuna contestazione mossa nei confronti dei responsabili dell'abuso, o almeno, avendo chiesto notizie e non avendo avuta risposta, ho ragione di ritenere che nulla sia successo. Impunità quindi ? Il Borgomastro si è mai curato di chedere notizie ai suoi uffici ? La legge, in questi casi, prevede una sanzione pecuniaria, soldi cioé e non pochi che il Comune sta perdendo e che essendo questi responsabili persone assolutamente solvibili, non ci vorrebbe molto a incassare. Mi sa che qualcuno dovrà scrivere alla Corte dei Conti per risvegliare dal sonno le carte che rimangono sotto la polvere. Di tutto ciò non ti abbiamo mai sentito raccontare nulla durante le lunghe serate invernali passate al bar, peccato.

5) Questo invece riguarda il ragazzo, cioè quel tuo ex socio venuto prima di te e insieme a te. E' la vecchia questione della variante " Zanetta", quella per la quale quel ragazzo, meglio dire quel ragazzaccio si era battuto come un matto, facendo fuochi e fiamme, querelando a destra e manca, urlando ai 4 venti di volere un grande, anzi per verità grandissimo, meglio dire grossissimo albergo nel luogo e nel modo più vietato possibile. Nente era servito a fermarlo, era andato avanto come una macchina da guerra, un guerriero, meglio dire un guerrigliero. Alla fine sembrava ce l'avesse fatta. Tutti, no solo alcuni ricordano quando, ottenuto il voto decisivo del suo Consiglio Comunale, si era buttato raggiante tra il pubblico, festeggiando con Zanetta presente la vittoria. Quella di Pirro naturalmente. Ebbene, sappiamo come è andata a finire. Sicuri di farcela erano poi andati davanti al giudizio del Capo dello Stato e Mattarella che era di turno ha firmato che no, che il ragazzaccio si era comportato male, anzi malissimo, roba da fargli ripetere l'anno, speriamo di no, va espulso da ogni ordine e grado di scuole, comunque un 4 in diritto urbanistico se lo poteva anche meritare. A proposito: tutti quei soldi spesi per fare la variante che non si poteva fare ? Non sarebbe il caso di battere cassa al ragazzaccio e ai suoi compagni di strada ? Anche tu naturalmente che eri della allegra compagnia. Mi sa che ci vorrebbe un'altra letterina alla corte dei conti.

6) Sul porto basta  non parlo più. Adesso c'è questa super perizia che il Borgomastro terrà ben celata sino alle elezioni, vero caro? nel caso da lì emergesse che bisognerà spendere altri soldi. Ma io credo che la soluzione sia un'altra: aprire un cantiere di lavoro coatto e mettere all'opera tutti gli amministratori che si sono avvicendati nel Palazzo in questi anni e che sono responsabili del disastro. Il Borgomastro lo promuoviamo capo mastro responsabile di cantiere, e al ragazzaccio mettiamo una bella palla al piede perchè non scappi. Credo che avranno da lavorare per un po' di anni, almeno sino alla immerita pensione ed oltre.
 
Va beh, per ora basta .

domenica 9 febbraio 2020

TRASPARENZA INVISIBILE






La Stampa questa mattina ci da conto che la tanto attesa superperizia sulle condizioni portuali è arrivata sul tavolo del governo. Bene, cioè niente; ne sappiamo come prima poiché la gentil redattrice dell'articolo non ha avuto certo la possibilità di leggerla e quindi si è limitata a riferire quanto il Borgomastro ha raccontato, cioè poco o nulla ed anche quel poco, conoscendo molto bene il Borgomastro, da prendere con le pinze. A distanza dunque di quasi un anno dall'evento che ha sconvolto la cittadella e che stante le dichiarazioni di allora del sempre Borgomastro, avrebbe dovuto risolversi da lì a qualche giorno, ancor oggi non è dato conoscere molto. Buttiamo lì che meno ci verrà detto in questo periodo pre elettorale e più probabilmente, sarà salato il conto successivo. Per ora, come suo constume, il Borgomastro minimizza, riduce la questione ad una qualche correzione alla bocca di porto, poi però precisa che deve leggere e studiare ancora bene le carte, ma intanto pensa di organizzare una qualche inaugurazione, anche questa pre elettorale. La musica non cambia; il governo ed il suo capo, ancora una volta, ci prende per scemi e vorrebbe farci credere che non è successo nulla. Borgomastro: tira fuori le carte. Abbi il coraggio di pubblicare subito e integralmente la superperizia, metti tutto a disposizione degli elettori, non prenderci più in giro. Non lo farai ? Vuol dire che vuoi nascondere la verità, che vuoi celare o differire a fini elettorali la conoscenza delle cose. Certo la perizia è arrivata in un momento inopportuno, peggio per te che un anno fa davi tutto risolto da lì a qualche giorno, ma adesso smettila di nasconderti, di coprire errori e danni. Se invece la perizia dice che tutto è ok bene, aspettiamo che il lago vada in magra, riempiamo di barche il porto e poi aspettiamo il vento perfetto e tu pagherai i danni. Non c'è miglior collaudo, anche se c'è già stato e forse non avete ancora imparato la lezione.

P.S. Certo però che per un Comune che fa fatica anche a pubblicare quello che è obbligato a fare, come si può pretendere che lo faccia per quello per il quale non c'è obbligo? Comunque la sfida è aperta.








sabato 8 febbraio 2020

PAZIENZA: QUANDO PASSA...



Un po' infastidita per il costante disinteresse e la mancanza di risposte, pur dovute per legge, Italia Nostra ha, recentemente, scritto più volte all'Ufficio Territoriale del Governo affinchè il Comune di Stresa sia richiamato ai suoi doveri. In parte l'Associazione aveva avuto soddisfazione e finalmente era andata in albo la delibera, approvata un anno e mezzo e oltre prima, con la quale si approvavano le controduzioni alle osservazioni che erano state formulate al piano esecutivo di ampliamento del Grand Hotel. Tuttavia, in albo, non è ancora andata la delibera di approvazione definitiva di quel piano il cui cantiere di lavoro è da mesi alacremente avviato. Di poi, l'Associazione sta aspettando dal 25 novembre scorso, la possibilità di avere accesso agli atti del progetto edilizio di villa Ostini , cosa che al massimo dovrebbe ottenersi in 30 giorni. Niente si dirà rispetto ai ritardi di pubblicazione. Certo, comunque ora anche l'Ufficio Territoriale del Governo strattona un po' il Comune, dicendogli chiaramente di rispettare gli obblighi di legge. Ve lo postiamo, mentre fiduciosi attendiamo ancora.




domenica 2 febbraio 2020

LA PROVA DELLA VERITA'



Come avevo anticipato, ma posso farlo solo ora, vi posto la versione integrale del parere del Consiglio di Stato riguardo il ricorso straordinario davanti al Capo dello Stato sul caso: " Zanetta". Le argomentazioni che vi troverete sono in gran parte quelle che il redattore di questo blog aveva, sempre inascoltato, sostenuto durante il suo mandato di consigliere comunale. Una tardiva soddisfazione che però dovrebbe far meditare e non poco, gli attori di quegli anni e che dovrebbe far meditare e non poco, gli elettori di domani per evitare che gli stessi attori siano nuovamente mandati a fare danni.












 

giovedì 30 gennaio 2020

ERRATA CORRIGE






Solo ieri davamo notizia dell'incredibile ritardo con cui un' importante delibera veniva messa a conoscenza del pubblico. Ci siamo sbagliati, ma per difetto; l'anno di approvazione non è il 2019, ma il 2018. Per ben 19 mesi questa delibera è rimasta ferma da qualche parte in attesa di cosa non si sa. E' tanto inverosimile che siamo caduti in errore non andando a vedere l'anno a cui si riferiva perchè mai avremmo pensato fosse addirittura quello precedente. Il Palazzo si rileva dunque luogo di misteri e chi lo regge dovrebbe dare spiegazioni di tutto ciò, dovrebbe essere chiamato a rispondere con urgenzaa prima che abbandoni il seggio. Dubitiamo fortemente voglia dare una qualche credibile risposta, tanto è da 50 anni che prende voti con questo sistema. Se non ci fosse limite biologico temo li prenderebbe per altri 50 anni; in ogni caso se non sarà lui, con l'andazzo che c'é, li prenderà qualche suo degno erede. Intanto noi aspettiamo ancora di leggere la delibera di approvazione finale di quelle carte. Di quale anno sara? Questo non si sa.

mercoledì 29 gennaio 2020

BUONA NOTTE





Con una tempestività davvero insolita, dopo solo sette mesi di attesa, più lettere di richieste e solleciti, depositi di almeno un' interpellanza, richieste avanzate in Consiglio Comune, due solleciti Prefettizzi, insomma dopo tutta questa roba qui, alla fine, si fa per dire, è stato possibile leggere all'albo informatico del Comune, la delibera, datata 18/06/2019 n. 92, con la quale il Governo cittadino approvava le controdeduzioni riferite alle osservazioni pubbliche depositate in merito ai contenuti della proposta di piano esecutivo convenzionato proposto dalla prorpietà del Grand Hotel. Non male dunque, ma la questione non è finità lì perchè nonostante la pubblicazione di quella delibera, ancora oggi non è stata messa all'albo la delibera di approvazione definitiva di quel piano urbanistico, al che, mentre il cantiere procede alacramente nessuno, tratte gli stretti addetti ai lavori, o manco loro, sanno nulla. Che dire ? Ma niente. Il Borgomastro dovrebbe vergognarsi e spero legga queste righe, ma dico vergognarsi perché non è che sia il padrone della città. lo sono degli altri, Lui ha un mandato che dovrebbe essere democratico, sì insomma non proprio la democrazia di Pericle, ma un minimo di senso di responsabilità verso chi lo ha votato o anche verso chi non lo ha fatto, un rispetto della forma minima insomma, un far finta che esista la democrazia, invece manco fanno finta, se ne fregano, Lui e gli altri. Buona notte.

mercoledì 15 gennaio 2020

PASSEGGIARE SULL'ACQUA









A leggere la Stampa sembra che un evento quasi miracoloso, anzi proprio miracoloso, stia in questi giorni graziando la nostra Perla. Camminare sull'acqua è infatti diventato un fatto a cui ora tutti i mortali possono accedere, basta che si rechino nei pressi di quello che dovrebbe o meglio avrebbe dovuto essere il nuovo porto turistico e provarci. Se proprio uno non è uno sfigato riuscirà infatti nel cimento, rimanendo estasiato della bellezza che il creato gli regala. Sì gli regala... insomma forse non è proprio un regalo visto quanto è costato preparare questo cimento e consentire a tutti di provarci senza che ad oggi si debbano registrare casi di mancati miracolati. Ecco allora che l'inaugurazione di fatto, se non proprio il formale taglio del nastro a cui qualcuno senza dubbio ci avrebbe tenuto assai, è stato l'evento che ha sicuramente colpito i tanti inaspettati ospiti che il periodo delle festività di fine/inizio anno, la cittadella ha accolto, o meglio avrebbe dovuto accogliere, facendosi invece cogliere, scusatemi il bisticcio, impreparata come pochi. Ma tornando all'evento miracoloso e che giustamente La Stampa ci segnala quale meritevole di primato, come non dimenticare la lunghezza di questa passeggiata, solo che per un refuso del cronista, non si tratta forse di quella lineare, che non è proprio da record, ma quella della durata del tempo della sua, sino ad ora, costruzione. Vent'anni ben contati e portati benissimo sono il tempo, quello durante il quale uno nasce e diventa un uomo o una donna, a seconda dei casi naturalmente, ed è quello, per chi non lo ricordi, che è stato necessario a preparere il miracolo e anche questo va ricordato, i miracoli non sono finiti, presto infatti ne conosceremo di nuovi. Per ora, visto che la materia tocca la religiosità del popolo, consiglierei al Borgomastro di istituire un obolo obbligatorio per tutti coloro che accedono alla passeggiata miracolosa. Non si sa mai, dovessero servire per qualche ritocchino prima della fine dell'eterna opera d'arte.

sabato 4 gennaio 2020

DANNI GOVERNATIVI



Risultati immagini per CONSIGLIO DI STATO


Proseguendo l'analisi dei danni arrecati dal governo in carica e da quello che lo ha preceduto e che , probabilmente, lo seguirà, è obbligo soffermarsi e ricordare l' ardita operazione urbanistica che su queste pagine è stata sempre indicata con la dicitura : "Variante Zanetta". L'obbligo si rinnova anche alla luce delle più recenti acquisizioni documentali che ci consentono di capire bene quanti soldi sono stati buttati per nulla, o meglio per ancor peggio del nulla. Inutile rammentare la vicenda nei suoi innumerevoli tratti; la conoscono, o dovrebbero conoscerla tutti. Più interessante partire invece da quanto troviamo scritto proprio più recentemente da soggetti autorevoli. Il primo di tali soggetti è il Consiglio di Stato, massimo organo di giustizia amministrativa, per chi non lo sapesse. Ebbene tale organo è quello che si è espresso fornendo al Capo dello Stato l'autorevole parere con il quale poi lo stesso Capo dello Stato si è pronunciato sul ricorso che la proprietà dell'area delle ville vincolate aveva prodotto contro il diniego al progetto del mega albergo, diniego espresso dalla Soprintendenza. Ebbene, è noto che il ricorso è stato bocciato a pieni voti, ma quello che è più interessante è leggere alcuni brani di quel parere che ci spiegano perchè quel ricorso doveva essere bocciato. Ebbene, quel parere, a pagina tre, ultimo capoverso, ricorda che i decreti di vincolo su quell'area non erano mai stati impugnati, nè dalla proprietà, nè dal Comune, Comune, e qui occorre la vostra massima attenzione, a cui il Consiglio di Stato ricorda  incombeva l'obbligo, ripeto obbligo, di recepire nel suo piano regolatore le prescrizioni contenute nei decreti di vincolo. Ma adesso passiamo a pagina 5,  ultimo capoverso, e leggiamo che, sempre questo Cosiglio di Stato osserva che il Comune anziché disciplinatre la capacità edificatoria come richiesto dai decreti di vincolo, faceva tutto l'esatto opposto, cioè, parole testuali:" provvedeva al suo aumento sino ad arrivare ad oltre 40.000 mc." Come ben si può capire, una qualche ragione di indignarmi in quel tempo pur l'avevo. Ora però mi chiedo: chi ha pagato tutto questo costato diverse decine di miglia di euro ? La risposta è semplice: noi. Chi dovrebbe essere chiamato a pagare ? Prescrizione permettendo, chi ha ordinato la sciagurata operazione finalizzata a violare scientemente le disposizioni normative e chi attorno a tale operazione ha tratto profitto, in primis professionisti incaricati e quant'altro. Chiaro. In aggiunta alla prova documentale che ho portato intorno al mal fatto, posto anche una più recente nota della Soprintendenza diretta alla Associazione che tutela i beni pubblici e che all'ultimo capoverso ricorda, tra le altre cose, al Comune che semmai un nuovo progetto vorrà essere presentato, dovrà essere innanzitutto conforme alle prescrizioni di vincolo ancorchè, aggiungiamo noi, il PRGC consentisse anche altro. Che dire dunque. Una pagina oscura, una gestione amministrativa scriteriata a dir poco, una supponenza dei governi locali, o meglio dei suoi capi, pronti ad apertamemente sfidare e violare i limiti normativi, accusando però chi si opponeva a tale prassi, sino a usare lo strumento penale della querela, sempre poi andato buco, per puntare un indice accusatorio contro gli oppositori, autoassolvendo se stessi da ogni mal fatta. Non sfuggo all'ultima delle questioni. La narrazione prevalente tende ad accredditare la responsabilità dell'accaduto e quindi del persistente degrado, agli oppositori di quella sciagurata volontà. Non è che magari non venga il dubbio che se anziché fare il rovescio, il Comune avesse fatto quello che avrebbe dovuto fare, oggi forse avremmo il recupero di quel sito e un nuovo albergo. Magari non un grosso albergo, sicuramente no, ma un grande albergo sicuramente sì. Conclusione: prendetevela con chi se lo merita e lasciate stare gli altri.
P.S. : I documenti verranno pubblicati su un prossimo post.











martedì 31 dicembre 2019

ULTIMI ATTI




Si è svolto al pomeriggio il rito di un anno che finisce e di un mandato che si chiude. Baldanzoso come mai, il nostro Borgomastro dirige ancor la danza tra carte che svolazzano e parole in libertà. L'ordine del giorno sembrerebbe anche corposo, ma a dispetto dei temi sull'agenda, il tempo dedicato non è molto e tutto poi finisce all'ora che è di cena. La lista è dunque lunga, ma nell'anno elettorale le tasse non si toccano e qundi si fa in fretta a tenerle già com'erano.Passiamo dunque ad altro; il solito programma di opere e lavori, con dentro da quest'anno i beni ed i servizi che si vanno ad acquistare. Son tutti un po' contenti, ma su un punto c'è un quesito che pone Severino. La cifra per la mensa non torna più di tanto. Ci prova il Borgomastro, esperto a far di conto; non sembra che soddisfi la sua di spiegazione, l'esperta non è in aula, ma c'è sempre un cellulare e dunque la contatta la nota delegata ai conti e alle finanze e poi finisce lì, chiudendo l'incidente. Sul piano sostanzioso di opere e lavori è sempre il Borgomastro che illustra la sua lista. Nessuno lì lo dice, ma ci sembra che sparisca dal piano dei lavori il progetto emblematico che scende dal monte Mottarone. Può darsi che anche lì sia finito tutto in niente, per ora non si sa, vedremo un po' più in la. Il resto è roba nota, le solite cosette , un mucchio di gran soldi che una volta che si spendono non sempre si comprendono a cosa son serviti,. Del porto ancora niente, ma annuncia il Borgomastro che il mese che ora viene, arriva la perizia sul caso a tutti noto. Vedremo la sorpresa. Chi paga e quanto costa. Ma ecco un incidente che anima il dibattito; è il caso Grand Hotel, o meglio l'ampliamento. E' noto che i lavori son già ben avviati, ma è noto che nessuno ha visto e letto nulla all'albo del Comune. Contestano la cosa dai banchi che non sono del Governo, ma il nostro Borgomastro non sembra mai informato se gli atti che lui approva riposino in cassetti per giorni, mesi ed anni. E' un modo che lui usa per fare l'innocente, un modo ormai abusato che non inganna più nessuno.Comunque lui non sa, comunque lui è innocente, o meglio é un po' incoscente. Si arriva all'argomento di norma un po' corposo, siam dunque al solito bilancio, un mare di milioni che nessuno del governo si degna di illustrare. Ci tenta la nota delegata, leggendo un pizzinino, ma è proprio un po' pochino. Comunque si va avanti, l'annuncio era già dato, le tasse sono ferme, le imposte pure quelle. Si apre ora una lista di atti già un po' noti, risparmio la fatica di farveli anche leggere e passo agli interpelli. Sul caso delle multe si annuncia di trattarla al chiuso della stanza, ma allora il Comandante rinuncia all'interpello, chiedendo la risposta con nota scritta e firma del nostro Borgomastro. Si passa dunque ad altro . C'è il caso dei Dehors di piazza del Cadorna. Si chiedono notizie sui costi sostenuti, su quelli attribuiti, su come finirà il palco del teatro, sui modi di gestirlo. Risponde il Borgomastro, l'artefice assoluto del caso di quest'anno. I costi che lui dice non tornano con gli altri. Lui dice sono 71 mila, ma è solo la pedana, sommati a tutti gli altri sarebbero e saranno, ad opere finite, ben oltre le 200. E quanto a tutto il resto, è in corso la stesura di regole e di norme per l'uso e la gestione. Si passa all'argomento che tocca l'Albeghiera. Spendendo un po' di soldi, il nostro Borgomastro ha in mano un bello studio per fare lui la strada che sale su ai Campetti. Ci vogliono, per ora, un paio e mezzo di milioni e con questa previsione è andato i giorni scorsi a offrire alla Provincia di farla lui la strada e loro sol la scuola. Da quello che ora dice son tutti già d'accordo su questa soluzione. Gli scappa poi una frase: sbagliando proprio tutto, lui dice che la strada che ha promesso è utile anche ad altro. Così crede di aver giustificato la scelta di metterci i suoi soldi, ma occorre che ora dica qual sia quell'altro scopo al quale Lui ci tiene. Se infatti quello scopo è di aprire l'assalto alla collina, ricordi lui benino che la legge non consente di spender soldi pubblici per metterli a servizio di ville o di casette. Se invece scopo è altro, ci dica se ha trovato un ente squattrinato capace di spendere una barca di milioni per fare un'altra strada che vada all'autostrada. Se poi gli intenti sono entrambi, lui sbaglia l'uno e l'altro. Comunque ricordiamo che per fare il nuovo campo lui aveva dichiarato che di soldi non avrebbe messo un euro, ma per fare ora dell'altro è disposto a far ben altro. Sull'ultimo interpello firmato il Comandante è il Vice delegato che è pronto a dar risposte, ma si assiste in anteprima a battute con risposte nel merito del metodo, dei modi e dei toni che a sto Vice Delegato non gli piaccono. Terminata la schermaglia si legge l'interpello a riguardo dello stato delle strade, delle luci e dei semafori. La risposta è poi la stessa che ricorre sempre e ovunque: " Si vedrà di provvedere".

sabato 21 dicembre 2019

PENULTIMO GIORNO











Risultati immagini per convocazione consiglio comunale

 
 
 
 
 
CITTA’ DI STRESA

I L  B O R G O M A S T R O

D I S P ON E di convocare il CONSIGLIO COMUNALE in sessione ordinaria – seduta di 1° convocazione per il giorno lunedì 30 dicembre2019 ore 16.00 presso Palazzo Municipale, Sala Canonica e, qualora non si raggiunga il numero legale in 1° convocazione, in sessione ordinaria seduta di 2° convocazione, per il giorno lunedì 30 dicembre 2019 ore 17.00 presso Palazzo Municipale, Sala Canonica Per deliberare il seguente
O R D I N E  D E L  G I O R N O

1. Lettura e approvazione verbali delle sedute precedenti (30/10/2019 – 13/11/2019 - 30/11/2019).

2. Esame ed approvazione programma delle collaborazioni autonome di cui all'articolo 46 comma 2 della legge 133/2008 e limite massimo delle spese per il conferimento di incarichi di collaborazione di cui all'articolo 46 comma 3 della legge 133/2008.

3. Imposta Unica Comunale I.U.C. – Determinazione aliquote e detrazioni per l’applicazione dell’imposta municipale propria “IMU” e valori aree edificabili – anno 2020.

4. Imposta Unica Comunale I.U.C. – Determinazione dell’aliquota – TASI – Anno 2020 – Non applicazione.

5. Esame ed approvazione Piano triennale opere pubbliche 2020/2022 e Piano biennale forniture e servizi 2020/2021.

6. Esame ed approvazione Bilancio di Previsione finanziario per gli esercizi 2020- 2022.

7. Revisione e censimento delle partecipazioni pubbliche (art. 20 D. Lgs.175/2016 e art. 17 D.L. 90/2014). 5. L.R. 28/2007, art. 14, comma 2)

8 Esame ed approvazione convenzione tra il Comune di Stresa e l’Asilo Infantile Marzio Ostini, triennio 2020/2022.

9. Convenzione attuativa dell’art. 14 comma 2) L.R. 28/2007 tra il Comune di Stresa e l’Asilo Infantile di Magognino. Rettifica.

10. Esame ed approvazione convenzione per la gestione associata dello Sportello Unico Territoriale Attività Produttive S.U.A.P. tra Comuni della Provincia del V.C.O. e la Camera di Commercio I.A.A. del V.C.O. – quadriennio 2020/2023.

11. Esame ed approvazione rinnovo convenzione con il Comune di Verbania per la gestione del canile municipale - Quinquennio 01.01.2020 - 31.12.2024.

12. Declassificazione e sdemanializzazione di porzione di strada comunale Via Della Motta in frazione Someraro. Avvio procedura di permuta tra aree, demanializzazione e classificazione di porzione di terreno urbano.

13. Esame ed approvazione regolamento per l’applicazione delle agevolazioni per la promozione dell’economia locale mediante la riapertura e l’ampliamento di attività commerciali, artigianali e di servizi.

14. Esame ed approvazione regolamento disciplinante misure preventive per sostenere il contrasto dell’evasione dei tributi locali ai sensi dell’art. 15 ter del Decreto Legge 30 aprile 2019, n. 34, così come modificato dalla Legge di conversione 28 giugno 2019 n. 58.

13. Gruppo Consiliare Uniti per Stresa – Interpellanza su parcheggio a servizio del supermercato Conad .

13. Gruppo Consiliare Uniti per Stresa – Interpellanza in merito ad irregolarità riscontrate nelle multe elevate dal Servizio di Polizia Locale .

14. Gruppo Consiliare Progetto Comune – Interpellanza ad oggetto “Realizzazione dehors piazza Cadorna… Novità?” .

15. Gruppo Consiliare Progetto Comune – Interpellanza ad oggetto “Studio fattibilità strada Campetti. Il Maggia dove andrà?”

16. Gruppo Consiliare Uniti per Stresa – Interpellanza ad oggetto “Mancanza di sicurezza sulle nostre strade”

IL B O R O M A S T R O

Bottini

mercoledì 18 dicembre 2019

C'E' SEMPRE DI PEGGIO







Si va verso la fine, non solo di quest'anno e dunque è bene che si inizi a far un qualche consuntivo di quello che il Borgomastro ha fatto e non ha fatto. Prendiamo a mo di esempio quel che di questi tempi balza agli occhi. nella piazza intitolata allo sconfitto di Caporetto. Ebbene, il buon senso, che peraltro non è affatto infallibile, si domanda, ora che l'opera è ben visibile agli occhi di tutti, che cosa mai serva la pedana, deserta, che occupa gran parte della piazza. A ballarci sopra ? Non ci sono balli in vista. A costituire un rifugio ideale per la fauna dei roditori ? Più plausibile. Comunque sembra che, al momento, nella lunga stagione stagnante in cui siamo caduti, non serva agli umani. E' già un primo risultato tangibile, quello di aver realizzato una struttura che per almeno 5 mesi l'anno non serve niente. Ci si chiede allora che cosa serva negli altri rimanenti sette mesi. Risposta ovvia e sensata: a metterci tavolini e sedie. A questo punto però, un'obiezione è pure ovvia. Ma le sedie e i tavolini non possono appoggiare per terra ? Evidentemente, per qualche strana legge della fisica o per qualche altrettanto strana norma igenico/sanitaria, devono stare sollevati da terra almeno un palmo. Si dirà; ma il lastrico era sconnesso, pericolosamente inclinato, a rischio di inciampo degli operatori impegnati in acrobatici servizi ai tavoli, quindi... ? Quindi sarebbe stato bene ripavimentare la piazza, così come peraltro ora è stato fatto in una vicina e mettere un po' in ordine i livelli e tutto il resto. Probabilmente sarebbe stata una cosa troppo impegnativa per i nostri governanti che non ci sono arrivati in tempo. Godiamoci dunque questa bella visione di una roba, peraltro e forse per fortuna non ancora ultimata, la cui durata nel tempo non sarà peraltro eterna, a comprova dei soldi inutilmente buttati o fatti buttare. Ma a proposito di buttare via soldi; la storia sarebbe lunghissima, è bene segnalare un ultimo episodio di oculato utilizzo delle risorse, mai nome più inadeguato venne coniato. Ebbene, proprio qualche giorno fa è stata ordinata la spesa di oltre 17 mila euro per dotare il porto, che non c'é, di una sofisticata centrale elettronica per la registrazione dei dati meteo lacuali. A leggere le motivazioni che giustificano tale scelta sembra di trovarsi di fronte ad un trattato di filosofia medioevale, tante sono le speculazioni filosofiche che vengono scomodate. Tempo perso; chiunque apra oggi la rete è in grado di conoscere, a costo zero, e in tempo reale quello che la sofisticata centralina, magari, ci offrirà un domani. Magari sì, perchè è probabile che finirà come le sofisticate telecamere, in grado di vedere, ma non di registrare. Non sconfortiamoci: c'è di peggio.

giovedì 12 dicembre 2019

STRESA NEWS ?






Oggi è molto ricco il palinsesto che ci racconta le ultime notizie dal Palazzo. Sfogliando un po' sull'albo e un po' " La Stampa" , si vede come il nostro Borgomastro ci voglia raccontare tante cose. Avaro com'è questo Palazzo, è insolito disporre di tanta informazione in un sol colpo. Comunque andiamo calmi, la storia dell'alberghiera su in collina non è nuova, non è la prima volta, non é neppure l'ultima e quindi prendiamo sta cosa per quello che ora è: nessuna notizia che sia nuova sotto il sole. Scriviamo comunque a pié di pagina la nota che la strada per salire su in collina la paga il Borgomastro, ma quanto invece costi nessun ancor lo dice e quindi sarebbe bene non esporsi. A fine di mandato si può raccontare tutto quanto che poi qualcun'altro penserà sarà da fare o tralasciare. Sull'onda emozionale di questa non notizia , La Stampa ci illustra le ultime performance che sembra che facciano sta Perla uno splendore. In merito avremmo pur voluto che il nostro Borgomastro raccontasse che cosa il Palazzo ha negoziato in cambio di sta fregola edilzia che ha preso villa Ostini e il Grand Hotel. Peccato che sta roba non si trova, peccato che pur sforzandoci di leggere le carte che ci sono o cercare le carte che ci pare non ci siano, nessuno sappia ancora che cosa ci guadagni questa Perla. Sta volta il Borgomastro ci sembra un po' troppo reticente e già ci vien da dire che forse abbiamo sbagliato a benevolmente giudicarlo. Un'altra notiziola la si apprende leggendola dall'albo. Il porto continua a voler soldi. Ci manca anche il parcheggio, ci mancano i servizi, per vero ci manca ancora il porto di cui non dice niente, ma ecco che una svista è messa in albo. Il prezzo, provvisorio, di quel che manca deve essere corretto. Un errore nel battere le cifre e un 1 avanti al resto era mancato. Il prezzo non è dunque 290.000,00 come era stato scritto, ma 1.250.000,00 è quello giusto. Insomma l'inizio non è male se anche solo a scrivere ci par ci sia qualche problema. Comunque l'ambizione è molto alta, il prezzo finale va infatti ben oltre il nostro immaginario e un rifugio interrato per auto al costo di circa euro 5 milioni , prevede il Borgomastro di mettercelo tra il porto e la Villa del Principe cui Canio aveva negoziato un atto di pieno totale asservimento. Può darsi che anche il Borgomastro lo voglia ritentare. Comunque il tempo stringe e all'albo il Borgomastro ha messo tutto: il prossimo bilancio, le tasse che ci chiede, le cose che vuol fare, insomma ha messo tutto quanto qualcun'altro al suo posto magari lo farà e forse cambierà.            

domenica 1 dicembre 2019

CONSIGLIO PERSO







Sta volta non è andata. L'ordine del giorno che il nostro Borgomastro ier sera ha portato in gran Consiglio sul tema Palazzola infatti vien bocciato. Ce l'aveva messa tutta a leggere da solo il lungo documento che fitto di premesse e di antefatti, conclude con la cifra del solito milione e 300 poi di mila che,a titolo di cosa non si sa, Regione promette di versare purchè le si tolga dai piedi Palazzola. Or dunque, con questa bella mossa, si priva la Perla di ben tre di milioni che, invece, restando Regione in Fondazione, avrebbe dovuto, prima o poi, cercare di cacciare. Se questa è la premessa, difficile sta volta dar torto al Gran Consiglio, che unanime, gli boccia la proposta tutta quanta. La destra e la sinistra sta volta van d'accordo e l'unico astenuto rimane il Borgomastro. Difficile pensare che la cosa non fosse conosciuta, che il nostro Borgomastro andasse in Gran Consiglio sicuro di passare e dunque si pensa che sto voto sia utile soltanto per metter Regione spalle al muro. Se questo sia poi vero, il nostro Borgomastro avrebbe votato lui da solo per non perdere la faccia avendo negoziato tutto lui. Comunque andiamo avanti, o meglio stiamo fermi e dopo qundic anni e qualche mese le cose son quelle che furono a inizio di sto tempo. E dunque ? E dunque Palazzola non si muove, non c'é la soluzione, si è perso ancora tempo e la fine della storia sta lontana. La cronaca di ieri verso sera, non lascia sperare nel futuro, il nostro Professore, con tante distinzioni e correzioni, ha posto un punto fermo alla questione. Poteva pemsarci anche un po' prima, fermare il Borgomastro in tempo utile, sbattersi qual cosa anche di più, ma dopo quarant'anni seduto su una sedia, a un passo finalmente dal prendere pensione, pensare che possa risvegliarsi ora di botto è solo un'illusione.