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giovedì 31 ottobre 2019

CONSIGLIO LEGGERO


In corso di fine di mandato le cose serie diventano leggere e il DUP: l'acronimo che sta per Documento Unico di Programmazione e che spazia sul tempo del prossimo triennio è una roba che non si sa quanto poi valga. Comunque ne han parlato, per quel tanto, o meglio poi quel poco che esso valga. Ma a inizio di seduta, il Borgomastro si è alzato in piedi per dire cosa pensa sul caso che riguarda l'ospedale e ha ribadito che pensa che l'ultima proposta non stia in piedi. Pensiero condiviso da poi tutto il Consiglio. Del resto non c'é molto. Le opere da fare si mettono e si tolgono, si aggiungono e sottraggono, si spostano e poi rispostano; la solita maniera di far programmazione. Sul porto gli si chiede se ci sono ultime nuove. Nessuna novità risponde il Borgomastro. Intorno all'Alberghiera gli fanno la domanda, risponde come al solito che l'Ente Provinciale di soldi non ne ha. E riguardo la vasca per il bagno, ci sono contenziosi, spiegati per benino, ma ora prende avvio un bando tutto nuovo, sperando che poi riesca. Peccato che fosse tutto qui perché dal testo di quel DUP si leggono dei dati che dovrebbero pensarsi. Li scrivo qua di sotto: è il crollo demografico che è quello che sorprende; la curva dei morti che schizza su per aria, il saldo naturale è un - 55 e quello migratorio un debole + 12, i nati son pochini, son forse la metà della metà ed anche fors di più di quanto non lo fossero negli anni ormai del boom. Avanti questo passo, la Perla non c'é. Attrae quasi nessuno, quei pochi che poi vengono, son presto compensati da quelli che van via, i morti sono troppi e i nati non ci sono. In questa situazione c'é poco ormai da fare, la curva non si cambia un anno dopo l'altro e quando le classi dei nati in questi anni saranno tutte a scuola, le scuole saranno un bel deserto. Ordunque, mettiamoci da fare, se scappa l'Alberghiera la curva migratoria sarà ancor più bassa, è l'unica industria che regge anche d'inverno. Mettiamola sta scuola al posto di quella elementare, è urgente e non c'è tempo da aspettare.



1 - Risultanze dei dati relativi alla popolazione.

Popolazione legale al censimento del 2011 n. 4816

Popolazione residente alla fine del penultimo anno precedente (31.12.2018) n. 4870 di cui maschi n. 2339 femmine n. 2531 di cui:

In età prescolare (0/5 anni) n. 161

In età scuola obbligo (6/16 anni) n. 420

In forza lavoro 1° occupazione (17/29 anni) n. 534

In età adulta (30/65 anni) n. 2392

Oltre 65 anni n. 1363

Nati nell'anno n. 20

Deceduti nell'anno n. 75

saldo naturale: -55

Immigrati nell'anno n. 194

Emigrati nell'anno n. 182

Saldo migratorio: + 12

Saldo complessivo naturale + migratorio): -43

Numero di famiglie n. 2456

Numero di convivenze n. 6

Numero medio di componenti per famiglia n. 2.

giovedì 24 ottobre 2019

MINESTRA RISCALDATA

 

Ormai in dirittura di fine del mandato, il Borgomastro raduna qualche media e annuncia che presto tutto cambia. A leggere un po' bene non cambia quasi niente, i soliti progetti voltati e rivoltati non toccano il futuro, neppure più di tanto il nostro qui presente. Ignora i fallimenti: il porto che non c'é, la vasca per il bagno che fa acqua; fa finta che portarsi la villa Palazzola in casa propria sia la soluzione del problema; trincera la questione l'Alberghiera a un fatto di soldi che mancano e ignora che manco Lui sa dove poi metterla. Racconta che un nuovo parcheggio alla stazione, mettendoci i soldi delal Perla, sia un fatto da vantarsi e non un regalo a Trenitalia, che infatti si stupisce e non ringrazia. Ignora gli ultimi permessi a costruire: Villa Ostini e Grand Hotel Des Illes e cosa mai abbiano deciso in termini di standard o invece se abbiano monetizzato tutto quanto. Insomma il nostro Borgomastro racconta ciò che vuole e ignora quel che vuole. Potremmo proseguire nel racconto: ci dice che sistemerà le stazioni funiviarie, non ci dice perchè mai non lo abbia già fatto che i soldi pur li aveva, ma ignora i dati del bilanci del gestore, gonfiati negli utili dai lauti regali della Perla. Annuncia un parcheggio per un porto che non c'è che costerà una sberla a posto auto. Insomma un gran disastro che viene raccontato come fosse un gran successo. E' bravo il Borgomastro, troppo bravo; funanbolo com'é racconta tante favole e le gira come vuole. Speriamo sia l'ultimo spettacolo in rassegna, che chiuda anche il teatro, si cambi compagnia e così sia.

mercoledì 23 ottobre 2019

CONSIGLIO BREVE







CITTA’ DI STRESA

Convocazione ordinaria del Consiglio Comunale.

I L B O R G O M A S T R O    D I S P ON E

di convocare il CONSIGLIO COMUNALE in sessione ordinaria – seduta di 1° convocazione per il giorno mercoledì 30 ottobre 2019, ore 18.30 presso Palazzo Municipale, Sala Canonica e, qualora non si raggiunga il numero legale in 1° convocazione, in sessione ordinaria seduta di 2° convocazione, per il giorno mercoledì 30 ottobre 2019, ore 19.30 presso Palazzo Municipale, Sala Canonica Per deliberare il seguente

O R D I N E D E L G I O R N O

Seduta pubblica

1. Lettura ed approvazione verbali seduta precedente.

2. Comunicazione D.G.C. N. 126 del 24/09/2019 ad oggetto “Esame ed approvazione prelievo dal fondo di riserva – esercizio finanziario 2019”.

3. Comunicazione delle variazioni di bilancio approvate con D.G.C. ai sensi dell’articolo 175 comma 5bis del T.U.E.L. – 1° semestre 2019.

4. Esame ed approvazione 5° variazione al Bilancio di Previsione 2019/2021.

5. Esame ed approvazione D.U.P.S. 2020/2022.

IL B O R G O M A S T R O

 Bottini

venerdì 11 ottobre 2019

FINANZIARE UTILI










Viaggia a sei cifre il bilancio 2018 in utile del concessionario della funivia Stresa/Mottarone. Sostenuto dal contributo pubblico, prelevato dalle tasche dei cittadini, il generoso Comune continua a versare l'obolo di circa 134 mila euro con il quale finanzia gli utili societari privati che sono arrivati alla somma di €. 350 655 euro al netto degli oneri fiscali, facendo un balzo di quasi 120 mila euro in più rispetto all'esercizio precedente. Nonostante questi ottimi risultati di bilancio, il Comune non fa una piega e versa con puntualità Svizzera l'obolo a suo tempo pattuito da Canio a beneficio del vincitore e concorrente unico della gara per la concessione. A saperlo che sarebbe finita così avrebbero potuto arrivare in massa a partecipare a quella gara ed invece ha concorso sempre e solo l'unico concorrente, sempre lo stesso che se qualche cosa non cambia, sfilerà per tutto il tempo di durata della concessione i soliti 134 circa mila euro annui, senza manco ringraziare. Una situazione imbarazzante per un governo che evesse una minima decenza e un minimo pudore, ma evidentemente i governanti non fanno mai una piega di fronte a qualsiasi situazione si imbattino. Fortunati loro che dimostrano fermezza di carattere e forza d'animo o semplicemente indifferenza, peggio ancora ignavia. Togliere loro la spina non basta, bisogna chiudere anche l'ossigeno, interrompere le cure paliative e sperare che, dopo tutte queste manovre terapeutiche, tirino l'ultimo respiro. Più semplicemente e realisticamente io avvertirei loro che se non interrompono l'erogazione di soldi a beneficio di utili societari, una informativa alla Corte dei Conti ci potrebbe anche stare. In fondo ne abbiamo le tasche piene di questo andazzo di cui quest'ultimo non é né l'ultimo, né il solo. Tutto prevedibile ? Non posso dirlo, ma una volta che i dati di bialncio diventano evidenti, beh, a questo punto perseverare è diabolico.

giovedì 10 ottobre 2019

ALTO MARE

 










Leggiamo in albo che sono inziate le operazioni tecniche per valutare i costi di urbanizzazione della strada "Campetti". Costo di queste spese tecniche soltanto 14 mila euro, non molto o meglio relativamente poco. Il mandato a fare queste spese starebbe nel contenuto di una deliberazione del Consiglio di circa un anno fa, la n. 58/2018, quella nella quale si discuteva in tema di Alberghiera. Già il tempo trascorso da allora ci dice che non c'è fretta e questo lo abbiamo capito da tempo e ora ne vediamo conferma. Quello che però ci lascia assai perplessi è proprio quel mandato, scritto nel verbale consiliare, che dopo un decennio di giù e su sembra si voglia partire dall'inizio nella ricerca, o meglio, nella ricerca di un sito idoneo a metterci sta benedetta Alberghiera. In altre parole si insiste in una alternativa più o meno impossibile; la individuzione di un sito che era risultato non idoneo paesaggisticamente per metterci l'edificio, poi inidoneo urbanisticamente e idrologicamente per metterci il campo di calcio e adesso riesumato quasi che passando il tempo mutino le condizioni. Dubitiamo ormai fortemente della saldezza dei decisori locali, dubitiamo che dietro l'ostinazione di perseguire decisioni sepolte vi stia la vera determinazione a trovare la soluzione per la questione in primo piano, registriamo soltanto questo andamento ondivogo, sempre condotto lungo percorsi tortuosi e incerti, ignorando soluzioni pratiche, concrete e fattibili che pur ci sarebbero. Tantè, questo è quello che il convento passa, l'unica debole speranza è che fra non molto sarà possibile togliere la spina ai nostri incerti decisori; dove poi attaccarla questo non lo saprei proprio, c'è sempre il rischio di rimanere fulminati. Per verità la spina bisognerebbe toglierla anche prima, mi sembra che tenere in vita dei malati terminali praticando terapie accanite non sia giusta, né per loro, nè per noi che dobbiamo assistere impotenti alla loro agonia. Qui una bella legge sul fine vitae ci vorrebbe proprio. Ma per tornare al tema Campetti, dobbiamo concludere con una nota lieta. Mentre si tenta di spedire sulla collina la scuola Alberghiera, il nostro Borgomastro è finalmente ridisceso al piano, lasciando la dimora sita al Gabuso, finita si dice in buone, anzi ottime mani. Da poco è stata inaugurata la sua nuova residenza cittadina; una discreta palazzina, messa proprio al centro della cittadella; complimenti, direi una residenza all'altezza del ruolo e dell'importanza dell'istituzione che ricopre. Una fortunata e interessante compravendita che corona sicuramente un suo sogno, mentre tutto il resto rimane, come sempre, più o meno,in alto mare.

martedì 1 ottobre 2019

IL NOIR: LA TRAVERSATA


La traversata / Piero Vallenzasca
DA MEG 0 COMMENTI

Sembra una relazione come tante quella tra Curt e Martina, che si rifugiano per qualche giorno di vacanza sugli sci sulle Alpi francesi. Parole non dette, rancori repressi e conflitti emergono però ben presto tra i due. Anche qui, però, tutto sembra normale.
Ma le incomprensioni possono diventare delle mine pericolose. E sfociare in qualcosa di non previsto. Chiaramente non posso svelarvi il finale, che sarà però una sorpresa agghiacciante.

E’ il secondo romanzo di Piero Vallenzasca, che dopo “La manica nobile“, un giallo classico, si cimenta con il noir. Il linguaggio è scorrevole, chiaro, netto. La storia un vortice che spinge il lettore a chiedersi fin dall’inizio cosa capiterà ai due protagonisti.
La Trama
Una vacanza invernale di una coppia è fonte di un rinnovato contrasto tra i due, a cui le precedenti esperienze paiono aver lasciato segni di non facile rimozione. L’incomprensione si traduce in scontro fisico e la volontà di riconciliazione non fa breccia. La violenza è la cifra sottile che pervade ogni cosa. Esploderà immotivata, senza ritorno possibile.

mercoledì 25 settembre 2019

LA BELLA ADDORMENTATA





Un'altra volta la questione Alberghiera sembra uscita dall'agenda dei nostri Governi locali che ogni tanto si destano e sembra che da lì a qualche giorno, al più qualche settimana, stiano trovando la soluzione, ma poi più niente. Adesso sembra che siano tornati nel niente, neppure i diretti interessati, studenti e docenti, danno segnali di vita, probabilmente presi per sfinimento si sono rassegnati al peggio, cioè a vivere nello stato attuale, cioé male. Di questa stasi ne giova il nostro Borgomastro a cui il silwenzio non può fare che bene, diversamente non saprebbe quale soluzione trovare se non quella originaria, soluzione che, probabilmente, non vedremo mai, mentre le soluzioni intelligenti sono rifiutate. Anche dal Palazzo Provinciale, un'altra cattedrale nel deserto, non giungono più segnali di vita. Intrepretare questi silenzi non è facile, direi facilissimo, cioè a dire che non si sta facendo nulla. Comunque non disperiamo; dopo una stasi seguirà un qualche segnale e più lunga sarà stata la stasi, più forte sarà il segnale. Che poi dopo il segnale segua qualche cosa, è prudente dubitarlo, irresponsabile crederlo.Vedremo

giovedì 19 settembre 2019

UNA QUESTIONE VERDE






Oggi parliamo d'altro, si fa per dire, cioè di una questione che fa poco o nulla notizia perché nessuno o quasi se ne interessa, men che meno quelli del Governo locale, se non per far danni o quasi. Parliamo del verde urbano, una risorsa di cui forse pochi ne colgono il valore, tanto maltrattato che peggio, a giudizio del mio pollice verde, non si può. Gli alberi nascono per crescere, non soltanto per invecchiare, men che meno per essere decapitati ogni anno a colpi di tagli indiscriminati e un poco sadici. Nella Perla, medaglia d'oro tra i "Comuni fioriti", pluridecorata a tale titolo, questa è la sorte che il buon Governo riserva al suo verde, o meglio a quello che potrebbe essere il suo verde e che, invece, è ridotto a una serie di impalcature più simili a candelabri d'epoca che a veri e propri alberi. Essi sono colpiti da una sorta di mutazione genetica, costretti a sopravvivere ai colpi delle accette del boia che ogni anno li colpisce inesorabilmente, anzichè rami, buttano foglie, sproporzionatamente grandi per la loro specie, in un disperato tentativo di sopravvivenza. Viale Virgilio è un esempio, quasi perfetto, di quanto quasi sadica ferocia si abbatte su quello che dovrebbe essere appunto un viale. Viale Lido, tra alberi non sostituiti e i sopravissuti, brutalmente contenuti nel loro desiderio di crescita ne è un altro. P. za Marconi e c.so Italia ne sono altri esempi. Mi fermo qui. Aggiungo che le implacabili ordinanze emesse dal Palazzo, hanno in questi ultimi anni raso al suolo molti esemplari di alto fusto. Non uno o quasi è stato ripristinato, quasi non si capisse che una pianta impiega molti decenni e non pochi mesi a raggiungere le vette colpite dalle ordinanze. Che fare ? Semplice, senza spendere un soldo in più, se soltanto si seguissero corrette pratiche, nel giro di pochissimi anni si potrebbe godere di un verde urbano tre o quattro volte moltiplicato rispetto all'attuale. Lasciarli crescere in altezza dove non creino problemi, accompagnando tale crescita con corretti tagli di controllo, lasciarli ramificare laddove in altezza non possano andare, moltiplicando così la massa verde e usando la forbice solo per dargli forma, sostituire i morti e gli uccisi e aspettare che crescano. Chi è contrario, per favore, ci metta la firma qui sotto.

martedì 17 settembre 2019

CIFRETTE







Non è stata ancora archiviata la pratica del "nuovo porto", di cui nessuno conosce quale sarà la cifra finale perchè possa dichiararsi finito e funzionante ed ecco che il Governo cittadino apre una nuova pratica che, dalle prime battute, non sembra proprio fatta di bruscolette, ma di non pochi euro. L'argomento gira, tanto per cambiare, sempre intorno al " nuovo porto". Bisogna finanziare un parcheggio e un edificio di servizi sempre per il porto, probabilmente se li erano scordati al momento della redazione di uno dei tanti progetti intorno ai quali si erano cimentati, comunque sia il costo preventivato nel progetto definitivo, or ora, approvato dal Governo è di euro un milione e 250 mila . Per ora naturalmente, è il caso di dirlo, poi non si sa mai che cosa ci potrà riservare il futuro. Una qualche variante per aggiustare qualche errorino di progetto non la si nega a nessuno e, visti i precedenti, non è neppure richiesto a nessuno di essere profeta per indovinare il futuro. Cosa bene sia questo progetto poi, non lo si sa più di tanto. Il Governo non ama mettere on line gli atti che approva, si limita alla stretta necessità. Da quel che si legge è un progetto ancora privo delle necessarie autorizzazioni e quanto ai tempi di esecuzione, meglio non fare previsioni. Si apre perciò una nuova linea di spesa, quando ancora non è stata chiusa la vecchia linea sulla quale non nascondiamo che la nostra curiosità è massima.

domenica 15 settembre 2019

CONSIGLIO









Alla fine non è stato tanto micro anche se gli argomenti erano solo un paio. Comunque è ritornata stancamente in aula la nuova convenzione per il servizio di Segreteria, più o meno secondo la stessa versione originaria che tanta discussione aveva provocato e nessuna decisione aveva determinato. Sta volta bisognava proprio decidere e dunque dopo un lungo e faticoso tira e molla tra maggioranza e opposizione, presi un po' tutti per sfinitezza, hanno deciso che va bene così: il Segretario se lo dividono tra Oleggio e Mezzomerigo, se poi di mezzo ci scappano anche tre o quattro o cinque servizi a scavalco, finirà che andrà bene lo stesso. L'altro argomento è solo un interpello presentato dal Comandante che, giustamente, lamenta tempi lunghissimi per ottenere l'accesso agli atti. E' una vecchia storia che si ripete infinite volte, bisogna dirlo: entro quegli uffici non si sa cosa succeda. Comunque il Borgomastro ha letto diligentemente la risposta che i soggetti accusati avevano pure loro diligentemente preparato e l'argomento ha chiuso la serata, consentendo al Borgomastro di avere ancora il tempo per una solita gioata a carte nel solito locale di ritrovo. Non cambia nulla.

martedì 10 settembre 2019

MICRO CONSIGLIO



Risultati immagini per CONSIGLIO COMUNALE CONVOCAZIONE



CITTA’ DI STRESA

Convocazione straordinaria del Consiglio Comunale.

IL B O R G O M A S T R O

D I S P ON E

di convocare il CONSIGLIO COMUNALE in sessione straordinaria – seduta di 1° convocazione per il giorno venerdì 13 settembre 2019, alle ore 18.30 presso Palazzo Municipale, Sala Canonica e, qualora non si raggiunga il numero legale in 1° convocazione, in sessione straordinaria seduta di 2° convocazione, per il giorno venerdì 13 settembre 2019, alle ore 19.30 presso Palazzo Municipale, Sala Canonica Per deliberare il seguente
O R D I N E D E L G I O R N O

1. Lettura e approvazione verbali seduta precedente del 28/08/2019.

2. Esame ed approvazione convenzione tra i Comuni di Stresa, Oleggio e Mezzomerico per lo svolgimento in forma associata delle funzioni di Segretario Comunale.

3. Gruppo consiliare Uniti per Stresa – Interpellanza “Il diritto (leso) del consigliere comunale”

IL BORGOMASTRO Bottini

giovedì 29 agosto 2019

CONSIGLIETTO

 Risultati immagini per CONSIGLIO COMUNALE



Un ordine del giorno non certo dei più tosti, d'altronde si respira ancora l'aria dell'estate e il traguardo del mandato si avvicina. La sala è quella del Canonica, comunque si sente sempre poco e male e dunque c'è il sospetto che lo facciano anche apposta. Comunque ora si parte e senza discussione si scioglie la convenzione che regola il servizio del Segretario presso l'Ente. Il passo dopo è quello di approvare una nuova convenzione che cambi i comuni che stavano associati e tenga il Segretario che migra in quei comuni che sarebbero Oleggio e Mezzomerigo. Qui le cose si complicano poi un poco e Severino tiene banco, contestando un po' qua e un po' là la nuova convenzione che taglia le ore a settimana che paga le trasferte e che non taglia gli scavalchi. La storia va avanti mica poco, intervengono un po' tutti con anche un franco tiratore che annuncia, nel caso, il voto contrario alla sua stessa maggioranza. E dopo un tira e molla, arriva la decisione che taglia un po' la testa al toro: si rinvia. Va ora in onda un'altra comvenzione, quella del pallone. Relaziona l'Avvocato, il Vice delegato, che elenca e elogia le virtù, senza difetti, della squadra promossa a pieni voti in campionato. Son dunque meritati i soldi che gli danno e pure ricorda che il meglio sarebbe regalargli un bel tappeto in sintetico. Sin qui dunque l'elogio, ma sta volta  è sempre Severino che ricorda come non si viva di solo calcio e come il settore giovanile brilli per defezioni di iscrizioni e partecipazioni, giusto l'opposto appena prima sostenuto dal Vice. Alla fine un bel voto della maggioranza non poteva mancare e anche quest'anno la squadra del cuore è salva. Qui finisce il Consiglio del Borgomastro e dovrebbe incominciare quello del Comandante che presenta quattro interrogazioni. La prima rievoca la nota vicenda dei lavori del marciapiede che hanno intralciato l'inizio della stagione turistica con la presenza del cantiere. Nonostante il capitolato avesse previsto tutto, alla fine tutto si è svolto alla rovescia. Morale, tutti hanno però ragione e nessuno ha torto. E' vero i lavori avrebbero dovuto precedere diversamente, ma poi si è scoperto che era tecnicamente impossibile. Alla fine che paga ? La risposta è ovvia: noi. La seconda interpellanza viene svolta più in fretta. Nonostante le premesse, la questione si deve essere sgonfiata cammin facendo e, alla fine, non ne rimane nulla. Terza è la Palazzola. Qui è il Borgomastro che anticipa la risposta, evitando così che la stessa interpellanza venga illustrata. Morale, entro il 20 del prossimo mese il Consiglio voterà  la proposta, ma niente scioglimento della Fondazione. La Regione uscirà e rimarra socio unico il Comune con un trasferimento di 1.300.000 euro da parte della stessa Regione. Il contenzioso giurisdizionale in atto tra  due enti sarà estinto e con questi pochi soldi voglio vedere cosa mai riuscirà a fare il prossimo governo della Perla. Ultimissima interrogazione sui diritti lesi dei Consiglieri, ma anche qui tutto pare si sgonfi e si chiude in bellezza,                                  

venerdì 23 agosto 2019











CITTA’ DI STRESA

Oggetto: Convocazione straordinaria del Consiglio Comunale.
I L BORGOMASTRO DISPONE

di convocare il CONSIGLIO COMUNALE in sessione straordinaria in 1° convocazione per il giorno mercoledì 28 agosto 2019, alle ore 18.30 presso Palazzo Municipale, Sala Canonica e, qualora non si raggiunga il numero legale in 1° convocazione, in sessione straordinaria seduta di 2° convocazione, per il giorno mercoledì 28 agosto 2019, alle ore 19.30 presso Palazzo Municipale, Sala Canonica Per deliberare il seguente

O R D I N E D E L G I O R N O

1. Scioglimento della convenzione tra i Comuni di Stresa, Cambiasca e Dormelletto per lo svolgimento in forma associata delle funzioni di Segretario Comunale.

2. Esame ed approvazione convenzione tra i Comuni di Stresa, Oleggio e Mezzomerico per lo svolgimento in forma associata delle funzioni di Segretario Comunale.

3. Esame ed approvazione convenzione con la S.S.D. Stresa Sportiva per l’utilizzo del campo sportivo comunale “L. Forlano” – triennio 2019/2022.

4. Gruppo consiliare Uniti per Stresa – Interpellanza “Rifacimento marciapiede lungolago 2° lotto, tratto piazza Matteotti-via Rosmini. Violazione art. 3.9 bando di gara” .

5. Gruppo consiliare Uniti per Stresa – Interpellanza “Concessione chiosco in piazza Marconi ad uso biglietteria alla Soc. SAG S.r.l., legalmente rappresentata dal sig. Borromeo Arese Vitaliano Paolo Federico”

6. Gruppo consiliare Uniti per Stresa – Interpellanza “Scacco al re – Mancato scioglimento della Fondazione Villa Palazzola”

7. Gruppo consiliare Uniti per Stresa – Interpellanza “Il diritto (leso) del consigliere comunale”

IL BORGOMASTRO

mercoledì 7 agosto 2019

SVENTURE E FORTUNE






Arrivati a questo punto mi pare che chiedersi dove stia la ragione dei nostri disastri pubblici e delle corrispondenti fortune private sia, non solo una curiosità, ma anche un dovere. Le disgrazie pubbliche ormai non si contono più e mi pare anche inutile elencarle; sono a tutti note. E' vero, c'é qualcuno che manco era ancora nato quando sono iniziate, mi riferisco al porto, e adesso è diventato maggiorenne e, probabilmente, manco si capacita di vedere che lui o lei sono diventati quasi un uomo o una donna e, invece, l'opera è stata realizzata, si fa per dire, alla velocità di, circa, 2 millimetri al giorno: un record mondiale, altro che l'off shore. Il fatto poi che sia caduto sulla linea del traguardo, se non fosse tragico, sarebbe comico. Quanto poi alle previsioni sul futuro, dovremmo dire sul presente, ma non ci sbilanciamo così tanto, nessuno ne fa. Ci ha provato il Borgomastro la sera dell'ultima sventura e dire che le ha centrate non direi proprio. Interessante capire chi pagherà perché, questo è certo, bisognererà rifare i conti dell'opera. L'ultimo conto è di 42.000 euro e riguarda soltanto il capire cosa sia successo, chi lo abbia causato, come si fa a rimediare; mica male, ma il Politecnico di Torino probabilmente costava troppo poco e non se ne parla più. Sarà meglio, quando le cose saranno un po' più chiare, che il nostro rapporto alla Corte dei Conti venga aggiornato e riaperto, sperando nelle consegunze che il caso merita. Non va meglio il lido, di fatto disastrato per fini elettorali; sta benissimo il Palacongressi azzerato nella sua mission e ridotto a contenitore del nulla; della Palazzola ne parleremo ancora per il prossimo trentennio in attesa di decidere se è meglio lasciarla cadere piuttosto che recuperala. Non si parla più dell'Alberghiera; adesso l'interesse sembra spostato sull'ospedale, mica tanto unico, dove anche lì sembra diventato un gioco quello di spostare i progetti da una parte e dall'altra. Dimenticavo: la pensilina della vecchia stazione. Il Borgomastro dice di aver risolto tutto. Bravo, non è la prima volta che lo sentiamo parlare in questo modo e allora bisogna incominciare a preoccuparsi. Dall'altra parte ci sono però le fortune private che, sin tanto che proseguono, non faranno nulla per raddrizzare quelle pubbliche. Sì, è vero, anche per loro c'é stato un incidente di percorso. Avevano ciecamente creduto in Canio e in quache altro profeta ed invece gli è andata male, per ora, riguardo la " Zanetta" . Non importa si rifaranno presto, sotto questo punto di vista il Palazzo è sempre stato prodigo di attenzioni, e non solo, per i più fortunati. Anche in questo caso, e altri, non mancherà.

martedì 30 luglio 2019

GIUSTIZIA, PER ORA, E' FATTA.



















Da quel poco che apprendiamo dalla pagina di" Stampa" di stamani, il diniego che fu espresso, tempo fa, al progetto grande albergo che per Canio fu il suo mito, era fondato. Se leggessimo al contrario la sentenza, ciò vuol dire che coloro che avversarono il progetto eran nel giusto, ma il governo cittadino che ci fece la variante che chiamammo: "La Zanetta" nell'errore. Bene han fatto gli "Zanetta" ad opporsi a quel diniego, dimostrando in questo modo, quanto giusto fosse stato tutto quanto noi tentammo per fermare quel disastro. In tal senso ringraziamo chi, dopo averci bistrattati, ci ha concesso delle armi anche gli onori. E così giustizia è fatta, almen per ora, su una pagina assai orrenda della Perla. Detto questo, gli "Zanetta" or si mostrano tranquilli, quasi fosser soddisfatti. In effetti quel progetto assai orrendo e impresentabile, par da tempo già finito in un cassetto, ma ugualmente ancor pendeva il riscorso presentato, che, ove fosse tutto vero quel che ora raccontano, non si vede come mai non lo avessero ritirato, evitando in tale modo di mostrare a tutti quanti di aver torto. Evidente ci speravano forse un poco. Son misteri o sono errori, non importa; si riparte un'altra volta, gli archistar sono già pronti, questa volta sono giovani eleganti, preparati e ben decisi; non sappiamo se anche il nostro è sempre in campo o è rimasto un po' ammaccato a bordo campo.

mercoledì 17 luglio 2019

BOLIDI





Si scaldono i motori e anche quest'anno la Perla si appresta a correre la sfida dei bolidi sull'acqua. Incurante, come sempre, dei temi più sensibili all'ambiente, ripropone ste gare nel cuore stagionale che proprio non pare abbia bisogno di aggiungere rumore e confusione a quello che già c'é e par che pure basti. Ma tanté, la Perla ignora il Ministro Bonisoli che invita a estendere nel tempo dell'anno la stagione e concentra invece i suoi programmi nel cuore dell'estate, incurante del fatto che è incapace di gestire il traffico che c'é e, quindi, di meglio poi non c'é che aggiungerne di nuovo. E' la solita vicenda, na storia iniziata ai tempi dell'Alcade, avviata coi soldi cacciati da Enti spendaccioni e ora diventata una tappa obbligata della gara che in giro per il mondo non tutti sarebbero contenti di aversela per loro. La strada del turismo presente e del futuro è un'altra strada, ma la Perla ignora i richiami e gli inviti a impostare un modello più serio e ponderato. Le piace sto modello, le piace che urlino i motori, le piace riempire ogni angolo di auto, le piace l'invasione di gente anche di un giorno; un altro modello non lo sogna e forse non lo vuole. "Franza o Spagna, purché se magna " ammoniva in Italia qualcuno secoli addietro. Sto vizio nessuno lo corregge, lo prendono a modello, lo vogliono così; si riempino la pancia e buona notte.

venerdì 12 luglio 2019

19 ANNI, 7 MILIONI E 10 GIORNI









Questi sono i tre numeri magici che sintetizzano i risultati ottenuti dalla Perla nel suo, sin qui, vano tentativo di dotarsi di un porto ad uso turistico. L'uno è il tempo, il secondo sono i soldi e il terzo è quello buttato lì a caso dal nostro Borgomastro, all'indomani della mancata inaugurazione, causa le condizoni meteo lacustri. nel vano tentativo di rassicurare l'opinione pubblica circa l'irrirevanza di quanto accaduto. Probabilmente dunque i tre numeri magici sono destinati a non rimanere tali, ma è più realistico pensare che cresceanno ancora. Intanto l'ultino dei tre è già saltato e i 10 giorni stanno diventando 4 mesi; intanto ai 7 milioni si sono aggunti un po' di altrui mille euro necessari, così dicono, a scoprire i mali occulti dell'opera e a trovarne i rimedi. Se dunque gli ultimi due numeri sono già in crescita, anche il primo sta salendo pure lui.Insomma le cose si allungono e i soldi non bastano mai. A leggere le motivazioni delle ultime spese, manco poche, serviranno dunque a scoprire i guai e i rimedi e a individuare il soggetto pagatore. Immagino che la indicazione che ne uscirà, se individuarà in soggetti terzi rispetto alla Perla, gli obbligati a pagare, troverà altre motivazioni che sosterranno tesi opposta in un infinito rincorrersi alla ricerca del colpevole senza che se ne verrà a capo di nulla, almeno se le cifre per i rimedi sarano elevate. Credo che siano soldi buttati perchè se è vero che i prudenti progettisti dell'opera hanno scritto nella loro relazione di accompagnamento che l'opera aveva una qualche debolezza in caso di magra di lago e di vento concomitante, ebbene, se questo è vero, il colpevole è già stato individiato e cioé sta nei decisori che hanno approvato il progetto, cioé i nostri eletti, magari accompagnati da un qualche soggetto tecnico e a loro spetterebbe cacciare i soldi aggiuntivi, almeno la differenza tra quelli che sarebbe costato fare le cose bene all'inizio e quello che costa rimediarvi ora. Ci potrebbe però essere un' esimente, almeno qualcuno potrebbe invocare l'esimente della infermità o seminfermità mentale. Mi pare una soluzione possibile, specie se suffragata da una qualche autorevole perizia che la avvalori. In tale modo i governanti non dovrebbero preoccuparsi del loro portafoglio che rimarrebbe integro. Arrivati a questo punto, di fronte allo sconcerto per gli innumerevoli errori in cui l'opera si è imbattuta, credo che questa sia la risposta più ragionevole che possiamo darci.

mercoledì 19 giugno 2019

DIATRIBE ESTIVE

 





Alla vigilia dell'arrivo dell'estate metereologica, rispunta virulenta la polemica sull'Alberghiera. Complici i saggi genitori che hanno ridotto un po' gli eccessi di iscrizioni cui soffriva la nota scuola, anziche rallegrasi che l' "Ateneo" alberghiero riconduca i suoi numeri alla fisiologia e abbia iniziato a curarne la patologia, tutti adesso accusano tutti di questa flessione numerica. Strano: quando crescevano erano tutti preoccupati dei grandi numeri e adesso che flettono sembrano tutti disperati. Non saprei dire quali sarebbero state le reazioni se i numeri fossero cresciuti ancora; credo che sarebbe esploso il terrore. Evidetemente non siamo mai contenti e anziché essere stimolati da questo calo che aiuta la soluzione, sembra invece che non si aspettasse altro per tornare a polemizzare. Più semplicemente io credo che, non tanto le prospettive future dell'Ateneo abbiano influito sulla scelta delle iscrizioni, quanto piuttosto l'attuale infelice soluzione logistica in cui si dibatte. Non è colpa solo degli uni nè solo degli altri; lo sappiamo bene che la colpa, se tale è, deve egualmente distribuirsi tra tutti i governi, più o meno locali, che in questi lustri si sono succeduti, quindi inutile è ora mettersi le mani addosso, non servirebbe a nulla, se non a sfogare i risentimenti degli uni e degli altri, accumunati, questo sì, nella incapacità di trovare soluzioni intelligenti. Non c'è da stupirsi; se ci guardiamo intorno non è che in altri casi brilli la capacità di governo. Solo per fare riferimento a un caso, pensiamo un po' alla interminabile storia dell'ospedale unico.Quindi.....

domenica 9 giugno 2019

LA VASCA

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Quello che può sembrare un problema non lo é. Che la vasca per il bagno si apra o no, non cambierà né le sorti cittadine, né le sorti dei cittadini. Anche questa prossima stagione probabilmente passerà senza che quel buco in acqua potrà consentire ai suoi fortunati e ansiosi fruitori di sguazzare nelle sue poco tiepide acque.Non importa; basterà fare due passi di lato e la possibilità di sguazzare in acque naturali sarà ugualmente soddisfatta. Quindi dove sta il problema ? Il problema sta solo nella montagna di soldi buttati in questa inutile opera pubblica. Uno dei tanti sprechi, una scelta infelice di cui forse nessuno ne sentiva la mancanza, ma che nell'immaginario dei governanti era diventata una specie di simbolo cui dedicare anima e corpo per vedere poi la riconoscenza trasmutarsi in consenso. Naturalmente la sfiga ci ha messo di suo: allungando i tempi di costruzione, aumentandone i costi, facendo opere difettose, incappando in infelici contratti di gestione. Isomma, forse è un bene che stia chiusa, almeno ha finito di perdere soldi e non solo acqua. Novanta su 100 quindi la stagione 2019 ce la dobbiamo scordare e quando, se e come questa storia andrà a finire, questo è uno dei tanti, troppi, capitoli che la cittadella apre e poi non sa chiudere. Ci penserà il nuovo governo, salvo che il Borgomastro abbia una qualche pensata di genio, il che è molto difficile, o che, cosa un pochino più facile, l'ultimo periodo del suo mandato lo veda baciato dalla fortuna, ma perchè questo succeda, bisogna che la dea bendata chiuda non solo gli occhi, ma anche il naso.

sabato 1 giugno 2019

CONSIGLIO LIGHT








Una cosa veloce l'altra sera; non più la solita location, ma sta volta l'Assemblea è riunita nel silenzio della sala Canonica. A inizio di seduta si assiste alla dichiarazione di sottomissione del Consigliere ribelle. Quel tale che infatti, la volta precedente, aveva osato sfidare il Borgomastro sulla questione dei tavolini e delle sedie fuori posto in piazza, manifesta tutto il suo pentimento, si rimette lui a posto e fa pubbliche scuse. La ribellione dunque, manco inziata, è già finita e il Borgomastro, commosso, ringrazia. Non è poi che la seduta prometta niente di chissà cosa, anche perchè il bello se lo tengono tutto segreto e anche quando segreto non é, ora hanno trovato il modo di farlo diventare; infatti non usano più il microfono,così non si sente nulla, e anche le cose scritte vengono criptate, sostituendo le parole con numeri. Peggio che ci fosse la guerra e il nemico lì ad ascoltare. Comunque poi la seduta l'hanno fatta e Stresa, siccome non sa come spendere i soldi che ha, li usa per estinguere, anticipatamente, gli ultimi mutui che ha, attraverso l’utilizzo di 323mila euro dell’avanzo di amministrazione, astenuto il Comandante e il voto contraio di "Progetto Comune”. Grazie all’operazione, le casse comunali potranno effettuare maggiori spese correnti per 33mila, cosa che non sarebbe bene fare, nel 2019 e, ancor meno bene , per 65mila euro nel 2020. L’ente ha, però, dovuto fare i conti con una minore entrata pari a 65mila euro a causa della cessazione anticipata della gestione dell’Ente Fiera del palazzo dei congressi. Ma vah ! La variazione di bilancio ha così previsto che i 65mila euro vengano colmati dal recupero dell’evasione fiscale. Intanto, mentre si stanno buttando via un sacco di soldi nelle scuole elementari che presto saranno inutilizzate da una popolazione scolastica in rapida estinzione, si è comunque anticipato il futuro prossimo, approvando la estinzione dell'asilo di Carciano per assenza di utenti e portandosi a casa il patrimonio, il che non è poco, quanto a che farne, lo si vedrà in altra circostanza. Comunque questi vanno imperterreti verso il baratro e niente li ferma. Quanto alle interpelelnze, almeno quelle non segretate, il Comandante ha letto la propria sui lavori al marciapiede e ai sotto servizi di corso Italia. “Si sarebbero dovuti concludere per Pasqua e invece nuovamente la città si è fatta trovare impreparata all’arrivo dei turisti a causa di una pianificazione sbagliata da parte dell’amministrazione comunale, che avrebbe dovuto incominciare l’intervento a fine ottobre e invece ha aspettato fino a meno febbraio” ha chiosato Macrì del Giudice. “Abbiamo dovuto attendere il nuovo anno per avere la copertura finanziaria – ha replicato il sindaco Bottini –. I disguidi ci sono stati, soprattutto con i commercianti. Ma a lavoro finito posso dire che tutti saranno contenti. E poi le tempistiche sono state rispettate dall’azienda: 120 giorni più 30 di proroga visto che quando si interviene sotto terra ci possono sempre essere degli imprevisti”. Dopo di che il segreto.