
Continuando l'opera di diffusione dei fatti e mistaffi che la cittadella racchiude. Affrontiamo oggi lo strano caso di Villa Ostini. Come tutti sapete, da villa in abbandono che era, ora è diventata il nuovo albergo "Le Bolle". In astratto niente di male, se il diavolo non ci avesse messo lo zampino con le conseguenze che vi raccontiamo. Per cercare di semplificare molto, l'operazione era iniziata sotto il governo Bottini, ma poi definitivamente conclusa durante il governo Severino. Una staffetta che però non ha portato buoni risultati, anzi, man mano che il traguardo si avvicinava, pure i disastri si avvicinavano. Anche qui il tema è quello della ormai note monetizzazioni, con però, qualche variante interessante e, naturalmente, aggravante. L'interessante era che la monetizzazione, per norma scritta nella variante urbanistica stralcio firmata Canio, non la si poteva fare per l'intera quota, ma solo a certe condizioni e solo per una metà, l'altra metà degli standard dovevano essere realizzati. Sì, realizzati, ma dove ? Nè il governo Bottini, nè quello Severino erano stati capaci di indicarlo. Bottini aveva rinviato ad altra data, (quella in cui lui non ci sarebbe più stato) e Severino li avrebbe voluti fare in qualche posto impossibile (in cima a via Manzoni) e tanto non si misero d'accordo tra di loro che anche l'assessore di riferimento se ne tornò a casa. Proprio mancava la fantasia e l'immaginazione; sarebbe bastato guardarsi attorno e, se proprio la proprietà non voleva farseli in casa e sotto terra (la norma indicava l'obbligo di fare in interrato almeno 1/3 dello standard parcheggi), glieli facessero fare sotto qualche piazza lì vicino. Comunque, alla fine, hanno fatto finta che la norma che impediva di monetizzare tutto, non ci fosse e hanno monetizzato tutto. I soldi: meglio tutti, sporchi e cattivi. Peccato che alla fine non sono tutti, anzi quasi niente, sporchi non pensiamo, men che meno cattivi. Adesso veniamo al conto.E' un conto salato, uno dei più cari perchè i valori in campo sono tanti. Intanto le aree. Doveva essere una superficie di mq. 2.115 quella da cedersi e poi monetizzata. Lo è stata a Euro 160,00/mq, ma questi erano i valori del 2006 che, se come da regolamento fossero stati adeguati, sarebbero stati Euro 192,00/mq, Insomma si sarebbe passati da 338.400,00 Euro a 406.080,00. Una differenza, tanto per cominiciare uno sconto, di 67.480,00 Euro. Se poi si fossero applicati i valori pretesi dal Comune ai fini IMU, lo sconto sarebbe stato di Euro 226.305,00. Ma questo è niente. Nel fare e disfare delibere, alla fine il governo aveva deciso che tutto lo standard doveva essere previsto a parcheggi. E qui si è dato un martello sui denti. Destinare tutti i mq. 2.115 a standard parcheggio costa, o meglio costerebbe, ma il governo non si preoccupa molto, moltiplica tutto per la cifretta di mq. 45,00/mq.( valori 2006) e si fa dare Euro 95.175,00. Qui casca l'asino perchè la norma scrive che almeno 1/3 di quella superficie avrebbe dovuto essere realizzata in interrato. Quindi a valori di costo di realizzazione (lo dice la norma). I conti sono presto fatti: 33% di mq. 2.115,19 == mq. 697 * Euro 652,00/mq== Euro 454.444,00. Abbiamo preso i costi che si rilevano in diverse pubblicazione e la cifra è quella che avete visto. Rimane da stimare la restante superficie che nelle intenzioni del governo era pure lei da monetizzare a parcheggio, questa volta in supeficie. Per le opere di parcheggio in superficie si assumono i costi da computo già documentati dal medesimo Comune nel caso della transazione S.A.B. ( Zacchera Bristol) ragguagliati a periodo: Superfici: 66% di mq. 2.115,19 ==mq. 1.395,00* Euro 223,00=Euro 311.085,00. Abbiamo finito questa faticosa spiegazione. Uno sconto di 670.354,00 Euro riferito alle opere non fatte e uno sconto da un minimo di Euro 67.680,00 a 226.305,00 per le aree non cedute. Così è stata tutelata la cittadella, sottraendole, a più non posso, risorse dovute. I candidati in corsa cosa ne pensano ? Aspettiamo che respirino e che battino un colpo.
Nessun commento:
Posta un commento